Non tutti i leak vengono per nuocere

Nelle ultime ore stanno circolando sul web alcune immagini inedite provenienti da Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, i titoli remake di quarta generazione in uscita su Nintendo Switch il prossimo 19 novembre. Si tratta ovviamente di contenuti non autorizzati, trapelati su internet a causa di alcuni addetti del settore che hanno ricevuto le copie in anteprima per le recensioni e che a quanto pare non hanno rispettato gli accordi di non divulgazione.

Non è certamente la prima volta che succedono episodi del genere nel mondo dei videogiochi, in particolar modo rivolti a software di Nintendo, soprattutto a Pokémon, serie bersagliata da leak e fughe di informazioni da ormai più di 5 anni. Come mai accade tutto ciò?

Pokémon e leak: una storia già vista

Come già accennato in precedenza, non è la prima volta che i giochi della serie Pokémon subiscono dei leak prima della loro uscita ufficiale.
Sebbene ci siano sempre state informazioni in anteprima, le prime vere fughe di informazioni riguardo la serie dei mostriciattoli tascabili risalgono all’ormai lontano 2014, anno in cui sono arrivati sul mercato Pokémon X e Y, i titoli di sesta generazione, i primi in 3D e i primi a essere rilasciati nello stesso giorno in tutto il mondo.

In quel caso erano state mostrate in anteprima immagini di Greninja e di MegaMewtwo Y. Nel 2016 anche Pokémon Sole e Luna subiscono lo stesso trattamento: in questo caso addirittura viene pubblicata sul web l’intera copia illegale del gioco settimane prima dell’uscita ufficiale.
Pokémon Spada e Scudo, nel 2019, con conseguenti DLC dell’anno successivo, non riescono a sfuggire alla fuga di informazioni: sulla bacheca anonima di 4chan vengono pubblicate decine e decine di immagini riguardanti i nuovi Pokémon, le nuove forme e pesanti spoiler sulla trama.

Non è certamente un caso che questi pesanti leak colpiscono ogni anno Pokémon: sebbene le pesanti misure adottate da Nintendo nel corso degli anni e i serrati accordi di NDA, ci sarà sempre qualche furbetto desideroso di divulgare illegalmente le informazioni in suo possesso.

Scovare i malfattori è difficile, a tratti impossibile, ma nel corso degli anni sempre meno addetti al settore stanno ricevendo copie in anteprima per le recensioni, limitando quindi la fuga di notizie stipulando accordi soltanto con i grandi colossi dell’informazione.

Pokémon è il brand più seguito e chiacchierato al mondo e per questo motivo i leak fanno tanto scalpore: tutto ciò ovviamente si sposa perfettamente con le campagne marketing di Nintendo e The Pokémon Company non sempre impeccabili e spesso incapaci di invogliare un giocatore all’acquisto o magari di farlo desistere.

Il colpo epocale a Nintendo

Allargando il discorso “leak”, possiamo notare come le fughe di informazioni non riguardino soltanto i titoli Pokémon, ma nella storia recente possiamo trovare casi di pesanti leak anche in altri panorami videoludici: è quindi giunto il momento di parlare del “Gigaleak” subito da Nintendo.

Nel marzo del 2018 iniziano a trapelare sul web una serie di informazioni riguardo i codici sorgente di tantissimi giochi e console di casa Nintendo. Il mondo viene a conoscenza, a causa di questo colpo nei confronti della grande N, di decine e decine di informazioni sullo sviluppo di titoli conosciuti, ma anche di alcuni progetti iniziati e mai finiti, i quali senza questo leak sarebbero rimasti sepolti per sempre.

Il Gigaleak, così come è stato denominato dalla stampa internazionale, è considerato un avvenimento senza precedenti per la mole di informazioni trapelate e per il periodo di tempo nel quale questi leak sono circolati su internet: sebbene le ultime notizie risalgono al luglio del 2021, c’è la forte convinzione che la fuga di informazioni sia ancora in corso, a più di 3 anni dalle prime pubblicazioni.

Tra le altre piattaforme, il Gigaleak ha colpito principalmente Nintendo Wii, i cui fascicoli di sviluppo e codice sorgente sono ormai a portata di mano e tanti giochi first party di Nintendo: Pokémon, The Legend of Zelda, Star Fox, Super Mario e molti altri.

Non solo Nintendo: il caso recente di The Last of Us

Abbiamo introdotto l’articolo parlando di Pokémon e Nintendo, dato che sono gli argomenti caldi delle ultime ore, ma bisogna specificare che pesanti leak hanno colpito anche altre aziende videoludiche: uno dei più celebri degli ultimi mesi è sicuramente quello riguardante The Last of Us Parte II, il capolavoro di Naughty Dog uscito lo scorso anno.

Nell’aprile del 2020, a circa 2 mesi dall’uscita del gioco, un presunto hacker pubblica sulla bacheca anonima di 4chan pesantissimi spoiler sulla trama del tanto atteso sequel delle avventure di Joel ed Ellie. La mole di informazioni trapelate è incommensurabile e gli sfortunati (o particolarmente curiosi) che sono incappati in questi leak hanno dichiarato che erano presenti talmente tanti dettagli sul gioco che l’esperienza poteva risultare addirittura rovinata.

Sappiamo che alla fine non è stato così e The Last of Us II è stato comunque giocato e apprezzato a pieno da migliaia di giocatori, anche da quelli che hanno subito gli spoiler di trama storcendo un po’ il naso per alcune scelte da parte di Naughty Dog.

La doppia faccia di una stessa medaglia

Bisogna specificare assolutamente che questi atti costituiscono un reato a tutti gli effetti: pubblicare informazioni protette da copyright e coperte da un precedente accordo di non divulgazione stipulato con l’azienda produttrice è illegale e in molti casi risulta in un’ingente perdita di soldi, soprattutto quando iniziano a circolare copie pirata dei videogiochi.

Oltre a un danno di tipo economico, aggravato anche da eventuali processi come nel caso del Gigaleak di Nintendo, queste azioni possono risultare negative anche dal punto di vista dell’immagine: se un’azienda sceglie di mostrare un determinato prodotto in anteprima a pochi eletti, lo fa anche essendo consapevole di eventuali bug che può presentare un gioco a poche settimane dalla sua uscita sul mercato; se questi problemi tecnici vengono messi sotto i riflettori e vengono dati in pasto all’intero popolo del web allora molti videogiocatori possono farsi un’idea sbagliata del gioco.

C’è però anche da dire che in alcuni casi i leak possono risultare utili agli acquirenti che magari non riescono a prendere una decisione definitiva con la sola campagna marketing, spesso fallace e che non riesce a dare un’idea su come sarà effettivamente il prodotto finale: in questo caso è molto probabile che molti videogiocatori si convincano ad acquistare il gioco proprio grazie ai leak, aumentando quindi le vendite generali del titolo.

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Articolo a cura di Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo.
Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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