FIFA 22: finalmente un gioco nuovo… o forse no!

Siamo arrivati di nuovo in quel periodo dell’anno: siamo a metà dell’estate e tutti i videogiocatori amanti del calcio continuano a darsi battaglia per rispondere a un quesito ormai ventennale: è meglio FIFA o PES?

La verità, però, è una sola: per quanto si possano elencare difetti e pregi di ogni titolo e paragonarli in quanto entrambi simulatori calcistici, questi due giochi con il passare degli anni hanno intrapreso strade nettamente diverse e risultano quasi complementari.

Oggi però non siamo qui per alimentare la “faida” tra i fan di EA e i paladini di Konami, ma per trattare un’altra annosa questione: il nuovo FIFA sarà esattamente come i precedenti o ci saranno davvero sostanziali novità?

FIFA 22: la rivoluzione dell’HyperMotion

Con un trailer di circa 1 minuto e mezzo, EA Sports ha annunciato la nuova rivoluzionaria (a detta loro) tecnologia di FIFA 22: HyperMotion.

L’HyperMotion non è nient’altro che un’evoluzione delle precedenti tecnologie adoperate per la creazione dei passati capitoli di FIFA basati sul “machine learning“. Grazie a delle tute speciali (denominate Xsens) gli sviluppatori hanno potuto leggere i movimenti reali dei calciatori al fine di riprodurli fedelmente all’interno del gioco. Niente di nuovo, direte voi, ma la particolarità sta nel fatto che questi movimenti non sono stati registrati singolarmente per ogni giocatore, ma durante una partita 11 vs 11 così da poter riproporre non solo il controllo palla e i movimenti del corpo di ogni calciatore, ma anche gli schemi, gli atteggiamenti, i fraseggi e il gioco corale di ogni squadra.

È sicuramente un grosso passo in avanti da parte di FIFA che è sempre stato ancorato storicamente alla forte componente “arcade” fatta di skill al limite dell’impossibile e gol dall’altissimo coefficiente di difficoltà. Con questa nuova tecnologia, unita alle già annunciate migliorie dell’intelligenza artificiale, potremmo essere di fronte a un FIFA finalmente diverso, con una componente tattica e corale mai vista prima, caratteristica che invece appartiene da molti anni al rivale PES.

La storia ci insegna: il flop della Legacy Edition

Ma che lo comprate a fare FIFA ogni anno se è sempre lo stesso gioco? Basterebbe un aggiornamento!

Quante volte abbiamo sentito questa frase, che da una parte ci sembra l’ennesimo tentativo maldestro di screditare l’operato di EA, ma dall’altra, dobbiamo ammetterlo, sappiamo che un fondo di verità c’è, considerato anche quello che è successo lo scorso anno con la “Legacy Edition” di FIFA 21 destinata ai possessori di Nintendo Switch. Si è scoperto (anche se non c’era bisogno di Nostradamus per farlo), che la versione “castrata” del simulatore calcistico di EA su Switch non era nient’altro che una copia (con i dovuti aggiornamenti di divise e trasferimenti dei calciatori) venduta a prezzo pieno di FIFA 20, il quale a sua volta era già una riproposizione 1:1 del precedente capitolo: che dire, un “metascore” di 33 ampiamente meritato.

FIFA 22 HyperMotion

Per FIFA 22 i giocatori dell’ibrida di Nintendo potrebbero subire lo stesso trattamento, il che non sarebbe nemmeno male considerate le prestazioni inferiori della console che non permettono tecnologie del genere, ma il prezzo dovrebbe calare drasticamente. Inoltre, EA ha già dichiarato che la tecnologia HyperMotion sarà presente solo su PlayStation 5, Xbox Serie X|S e Stadia.

La nuova tecnologia, etichettata come rivoluzionaria dagli sviluppatori, potrebbe finalmente essere la motivazione per cui viene prodotto un FIFA ogni anno, ma è bene rimanere coi piedi per terra: EA Sports ci ha abituato ad annunci in pompa magna di grandi tecnologie che poi si sono rivelate superficiali ai fini del gameplay, il quale rischia di essere percepito dalla maggior parte dell’utenza come invariato rispetto a quello dei capitoli precedenti.

Solo il tempo ci dirà la verità, magari quando verranno registrati i primi gameplay del gioco in anteprima o quando, dal prossimo 1° ottobre, potremo mettere le mani su una copia di FIFA 22.

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Articolo a cura di Salvatore Montagnolo

Nasce il 21 maggio 1996 a Napoli e cresce con la passione per i videogiochi e per tutto ciò che c'è di tecnologico nel mondo.
Preme il suo primo tasto "START" all'età di 6 anni con Crash Bandicoot per l'inizio di una grande avventura all'insegna di console, comandi e schermi.

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