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Pubblicato in: News

Cyberpunk 2077: i dipendenti lavoreranno anche nei weekend per ultimarlo

Cyberpunk 2077, in uscita il 19 novembre, rappresenta l’ultimo grande gioco della generazione corrente e promette di essere un action-rpg estremamente ambizioso, quindi da una parte non stupisce l’ultima istruzione impartita da CD Projekt Red ai suoi dipendenti: settimane lavorative da sei giorni al posto dei canonici cinque.

Stando a Jason Schreier di Bloomberg, lunedì una mail del capo dello studio Adam Badowski avrebbe informato tutti i dipendenti della necessità di prolungare la settimana lavorativa di un giorno a scelta all’interno del weekend, nonostante lo scorso anno il co-amministratore delegato di CD Projekt Red Marcin Iwinsk e Badowski abbiano affermato che CD Projekt Red non avrebbe più adottato politiche in odore di crunch.

Da quel che riferisce Schreier, nella mail di Badowski lo stesso capo dello studio si sarebbe preso la totale responsabilità della decisione sottolineando il fatto che la misura è stata presa non alla leggera e nella piena consapevolezza che andrà contro quanto precedentemente detto da CD Projekt.

Inoltre, ogni straordinario verrà pagato in ottemperanza alle leggi polacche.

La notizia è subito circolata nella rete, provocando molteplici reazioni, e molti si domandano se CD Projekt sia in difficoltà in vista della release nonostante lo stadio avanzato dei lavori.

Tanti sono tuttavia concordi nell’affermare che la misura sia stata presa per evitare un nuovo rinvio che, forse, non sarebbe stato più tollerabile da CD Projekt Red.

A questo punto, speriamo che l’ultimo sacrificio imposto serva a farci divertire con l’ultima fatica del team polacco nei tempi stabiliti, ovviamente senza sacrificare la salute degli sviluppatori e permettere loro di godere presto dei frutti del loro lavoro.

Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore. Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman. Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood). Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play. È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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