Cina: i videogiocatori dovranno usare il loro nome reale e riconoscimento facciale per giocare online

In Cina sarà obbligatorio usare il nome reale come username e riconoscimento facciale per gli accessi nei videogiochi online

Sarà attiva da Settembre prossimo la nuova verifica adottata dalla Cina: per giocare online ai videogiocatori sarà richiesto, per maggiore sicurezza, di impostare il loro vero nome come username e il riconoscimento facciale per l’accesso.

Come afferma il South China Morning Post, questo nuovo sistema digitale di controllo dell’identità dei videogiocatori è stato già adottato dai colossi del mercato videoludico cinese, Tencent e NetEase, che hanno già implementato nei loro servizi il riconoscimento facciale.

Questa presa di posizione da parte del governo cinese è dovuta al fatto di limitare l’uso dei videogiochi da parte di minorenni; lo stato controllerà direttamente l’identità dei videogiocatori, imponendo di default il tempo massimo di accesso agli applicativi che andrà da 90 minuti nei giorni infrasettimanali a tre ore nel weekend.

Non mancano i furbetti che hanno già provato ad aggirare il sistema di sicurezza utilizzando documenti d’identità e nomi di genitori o parenti più grandi. Per questo, il riconoscimento facciale è diventata misura imprescindibile per verificare l’identità dei giocatori online.

La Cina è da sempre teatro di rigide censure soprattutto nei confronti del mercato videoludico per i suoi contenuti violenti o romanzati riguardo la storia della Repubblica Popolare Cinese ma anche una stringente privacy policy. I sistemi di riconoscimento biometrico già dal 2017 sono diventati uno standard in Cina e vengono utilizzati in molti ambiti: dal settore pubblico al privato come l’identificazione e il controllo degli accessi. Non deve stupire, quindi, una simile misura di sicurezza anche nel campo dei videogiochi.

Cosa ne pensate di questa misura di sicurezza? Sembra quasi di trovarsi in un futuro distopico ed orwelliano, ma non è così.

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FONTE TECHTIMES

Articolo a cura di Pia Colucci

Barese born & raised, sono nata a pane e videogiochi. Il mio battesimo è stata l'Amiga 500 di mia sorella, con l'arrivo di Playstation non ho mai più lasciato il joypad.

Sono una psicologa e mi occupo di divulgazione in materia di psicologia, videogiochi e digital media. Non ho molte passioni a parte i gatti rossi, le birre e il Giappone.

I miei videogiochi preferiti? Sicuramente troppi, ma spero sempre in un remake di Xenogears. Lo ribadisco almeno una volta all'anno e su qualsiasi mia bio presente in rete.

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