Project Zero: le sorti del brand sono in mano a Nintendo

project zero

Chiunque sia appassionati di videogiochi horror ed ha almeno la patente di guida (o la maggiore età) ricorderà con passione e amore una saga di videogiochi survival horror affacciatasi sul mondo mainstream durante la sesta generazione videoludica; una saga videoludica che trattava l’horror in modo diverso da quanto fatto in Resident Evil e molto più vicino ad un sentire particolarmente nipponico.

Project Zero (o Fatal Frame per chi lo ha giocato import) è un brand che chiedeva al giocatore di mettersi all’inseguimento di presenze inquietanti sparse per location altrettanto poco raccomandabili, il tutto con dalla sua una speciale macchina fotografica. Questa macchina fotografica, chiamata Camera Obscura, era l’unico strumento a disposizione del giocatore per tentare di avere salva la pellaccia, vista la sua capacità di bloccare gli spettri all’interno della pellicola.

La saga è da tempo bloccata ad un quinto capitolo, uscito sulla sfortunata Wii U in esclusiva e relegato ad un successo commerciale (plausibilmente) lontano dalle richieste del publisher. Il brand di Keisuke Kikuchi, producer della serie, è da così tanto tempo in silenzio che alla fine qualcuno ha avuto il coraggio di fare le domande di rito e scopriremo cos’è successo.

Tutto dipende dalle scelte di Nintendo.

La testata americana Nintendo Everything ha avuto l’occasione di contattare direttamente il producer della serie per chiedere notizie sugli ultimi sviluppi della saga, parlando magari di versioni rimasterizzate dei vecchi capitoli per le console più recenti.

Il producer Keisuke Kikuchi ha però spiegato che tali decisioni non possono provenire da lui o dal team di sviluppo, bensì da Nintendo che detiene i diritti per la pubblicazione di tale proprietà intellettuale.

Interrogato su di un eventuale nuovo capitolo del brand il producer ha risposto così:

Io ho speranze al riguardo ma non posso fare nulla. Project Zero è una serie pubblicata da Nintendo per cui noi curiamo lo sviluppo tecnico. Anche io volessi fare un altro videogioco della serie non è detto che questo accada, le cose purtroppo non diventano automaticamente realtà.

Diverso invece il tono di Kikuchi è stato quando si è parlato di una versione rimasterizzata de primi capitoli.

Il producer ha sottolineato come sarebbe bello ed interessante avere un videogioco pronto ad accompagnare la release globale del primo film della serie ma ha anche sottolineato come queste decisioni non spettino tanto a lui quanto, nuovamente, a Nintendo stessa.

Se ci mettiamo a parlare di Project Zero 2 o Project Zero 4 bisogna semplicemente sottolineare che i diritti dei titoli sono nelle mani di Nintendo, come sviluppatori non abbiamo voce in capitolo e possiamo lavorare su ciò soltanto in base ai desideri di tale figura.

Un’altra problematica sembra anche derivare dall’attuale occupazione di Kikuchi, legato da un paio d’anni alla software house Gust (quelli di Atelier, per capirci).

Al momento sto supervisionando i videogiochi di Gust come produttore esecutivo, questo significa che nel breve termine è difficile pensare a me coinvolto in un videogioco a tema Project Zero. Inutile dire che nel corso degli anni non ho mai abbandonato l’idea e l’ardore di fare un nuovo capitolo ma abbiamo detto sopra perché queste sono opzioni difficili. Nel breve termine sono abbastanza sicuro che non avremo un nuovo videogioco della saga.

Niente da fare per gli appassionati al momento, purtroppo.
Nonostante la rinascita del genere dei survival horror, capitanati da nuovi capitoli di Resident Evil e da tanti progetti più o meno interessanti sparsi per il mondo dei videogiochi, se si vuole andare a pescare un horror di stampo nipponico sarà necessario andare a cercare altri videogiochi.

Per rigiocare un Project Zero si ha bisogno di una vecchia console, di una vecchia copia del gioco e di un po’ di pazienza per affrontare sistemi di gioco con un po’ di anni sul groppone.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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