System Shock 3 sembra essere rimasto senza sviluppatore.

system shock 3

Se avete più di quindici anni ed apprezzate il mondo dei videogiochi avete probabilmente già sentito parlare, in un modo o nell’altro, della saga di System Shock. Pochi videogiochi hanno avuto un impatto simile sulla storia recente del medium, tra intelligenze artificiali che impazziscono e generi videoludici modellati sull’ibrido sparatutto gioco di ruolo.

Queste sono le motivazioni dietro l’hype generale a System Shock 3, seguito a più di vent’anni di distanza dell’ultima avventura con Shodan in mezzo.
Tolta la versione enhanced di System Shock 2 destinata ad arrivare sugli scaffali prima o poi, il terzo capitolo capitolo della saga era la speranza di moltissimi per avere tra le mani un’immersive sim degno di tal nome, con un comparto ludico in grado di fondere l’immediatezza dell’FPS alla profondità del gioco di ruolo.

Abbiamo però una brutta notizia: sembra proprio che il progetto System Shock 3 appoggi le sue gambe su di un terreno traballante a forma di software house con problemi.

Come dite? Non c’è davvero miglior modo di cominciare una settimana eh?
Andiamo con ordine.

System Shock 3 e il suo complicato sviluppo

Secondo quanto dichiarato da un ex sviluppatore che ha lavorato al gioco, il team originale che inizialmente si era preso a carico lo sviluppo del titolo non è più tale. Il post, comparso sulla community di RPG Codex (sotto il nickname di Kin Corn Karn) recita le seguenti parole.

“L’unico motivo per cui sto postando è perché ho visto tanta confusione sullo stato dell’azienda e del progetto. Ho pensato che alcune informazioni rilasciate da qualcuno di interno sarebbero state ben accette.

Il lavoro sul titolo non è mai arrivato a metà strada. Abbiamo le fondamenta del titolo ma manca la maggioranza del lavoro, ovvero la creazione di contenuti ed asset. In questo frangente siamo rimasti per molto tempo indietrissimo, in modo praticamente critico sia in termini di risorse che di supporto agli strumenti per la creazione per una pipeline di lavoro efficente e funzionale.

Le grandi aspettative che c’erano su di un terzo capitolo della saga di System Shock hanno portato ad un sacco di costose sperimentazioni. Appena imbarcati nel progetto eravamo un piccolo team ed eravamo più che consapevoli di non poter competere con gli attuali immersive sim presenti nel mercato, specie per qualità e quantità di contenuti. Per questo motivo ci siamo impegnati nel tentativo di essere i più creativi, i più intelligenti ed i più strani tra quelli presenti sul mercato.

La strada su cui stavamo marciando era quella giusta per creare un prodotto unico e divertente ma non penso fosse quello che il pubblico volesse da noi.

Queste dichiarazioni si vanno ad aggiungere al già ricchissimo quadro dei problemi che hanno costellato lo sviluppo di System Shock 3 durante gli ultimi anni.

Il titolo doveva raggiungere anche le console attraverso l’aiuto di Starbreeze Studios, visto l’investimento di dodici milioni di dollari; il ritiro dell’investimento di Starbreeze a fine 2018, a causa dei problemi finanziari dell’azienda svedese, potrebbe aver scoraggiato ulteriormente il già fragile morale degli sviluppatori di Otherside.

In una dichiarazione la software house infatti dichiarò di essere capace di autopubblicare il titolo senza un partner ma che la presenza di quest’ultimo sarebbe stata preferibile in ultimo luogo. Durante il corso degli ultimi mesi del 2019 ben dodici dipendenti hanno lasciato l’azienda, tutti in ruoli di rilievo.

La compagnia non rilascia da un po’ aggiornamenti sullo stato del gioco; le ultime informazioni arrivate al pubblico riguardanti System Shock 3 erano contenuti in un trailer di gameplay rilasciato quattro mesi fa.
Che questi fosse stato creato con praticamente tutti quelli che erano i contenuti finiti del gioco?

Speriamo di scoprire presto qualcosa sulla questione.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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