Da Gears Of War alla supervisione di Diablo: Rod Fergusson cambia azienda

diablo iv rod fergusson the coalition logo

Rod Fergusson, sviluppatore veterano per un sacco di brand differenti, ha appena annunciato di star lasciando The Coalition (la software house dietro lo splendido gears 5) per andare a lavorare con Blizzard.

Nonostante la casa non abbia esattamente molti sparatutto in terza persona da presentare al pubblico, sembra proprio che il noto sviluppatore americano si dedicherà a supervisionare lo sviluppo dei prodotti a tema Diablo. L’annuncio è arrivato con un tweet dal profilo personale dello sviluppatore.

“Andarmene è agrodolce, perché amo la famiglia dietro il brand Gears, i fan e tutti quelli di The Coalition e Xbox; Grazie, è stato un onore e un privilegio lavorare con tutti voi”.

Rod Fergusson ha alle spalle una lunga carriera nel settore dei videogiochi, iniziata durante gli anni novanta con delle supervisioni presso Microsoft.

Una storia lunga venti anni di videogiochi.

Durante i primi anni duemila egli entro all’interno di Epic Games, partecipando allo sviluppo dei primi capitoli di Gears Of War (all’epoca realizzati dalla software house ora responsabile di Fortnite) per poi finire a capo di The Coalition, software house legata indissolubilmente al TPS di Redmond dopo l’acquisto del brand da Epic Games.

Lo stesso nome The Coalition non è altro che una citazione alla coalition of governments (COG) presente all’interno della narrativa di Gears Of War. Alla sua carriera non mancano anche ruoli secondari in progetti come Alan Wake, Bioshock Infinite o Unreal Tournament 3

rod fergusson moby games

Fergusson è famoso anche per aver dichiarato di aver provato ad interrompere lo sviluppo di Fortnite durante le primissime fasi del progetto.

L’ultimo gioco a cui Fergusson ha lavorato è stato proprio Gears 5.
Il titolo è stato lanciato da Microsoft durante la fine del 2019 ottenendo un notevole successo di critica e di pubblico, nonostante sia stato sviluppato con in mente la fruizione attraverso abbonamenti come Xbox Games Pass.

L’entrata di Fergusson in Blizzard sarà sicuramente utile alla compagnia di Irvine per gestire le incredibili difficoltà che sta affrontando durante questo periodo.

warcraft 3 reforged

Il 2020 sarà un anno molto importante per la casa di Diablo, specie dopo il disastro 2019 che ha passato tra scandali legati alle proteste dei giocatori e le polemiche che hanno circondato Warcraft 3: Reforged.

L’annuncio di Diablo 4 alla Blizzcon, nello specifico, è stato visto come l’ultima grande tentativo di recuperar un’immagine pesantemente danneggiata durante un’annata difficile. Il brand Diablo è plausibilmente quello più legato ai fan hardcore e di vecchia data del brand; se a questo accoppiamo anche un successo commerciale più che sicuro appare comprensibile la scelta di Blizzard di dare le redini dei progetti ad un componente così esperto del mondo dei videgiochi.

Al momento per noi giocatori la priorità è quella di non dover di nuovo soffrire di un progetto nato zoppo come Diablo 3, diventato degno di menzione e di complimenti soltanto dopo numerose patch, numerosi bilanciamenti ed un espansione come lo è stata Reaper Of Souls.

Fortunatamente per Diablo IV sembra esserci ancora molto tempo da attendere.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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