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Bioshock: The Collection in arrivo su Nintendo Switch?

Bioshock è uno di quei brand che in un modo o nell’altro sono riusciti a lasciare un solco davvero profondo all’interno del tessuto di gamer cresciuti durante i primi due decenni degli anni duemila. Abbiamo già visto una raccolta dei tre capitoli che compongono la saga di Bioshock arrivare sulle console di nuova generazione durante il 2016, motivo per cui non ci stupiremmo minimamente se arrivasse una versione Nintendo Switch dei titoli in questione.

Sì, perché a quanto pare BioShock: The Collection, almeno per l’ente regolativo del Taiwan, sembra essere destinato ad arrivare su Nintendo Switch entro la fine del 2020, portando l’ennesima enorme saga sulla consolina ibrida della casa di Kyoto.

Considerando il successo straordinario che Nintendo Switch ha fatto registrare durante il corso degli ultimi mesi e l’anno di fuoco che è stato per essa il 2019, la decisione di 2K non finirà per stupire davvero nessuno; il mondo del gaming è pieno di momenti in cui un publisher molto grande decide di portare una sua saga su qualche piattaforma, alla ricerca di qualche dollaro in più da aggiungere al suo portafogli.

La collection che arriverà su Nintendo Switch non sarà un pacchetto qualsiasi ma sarà una riedizione di Bioshock: The Collection. Parliamo di riedizione perché sarà lo stesso videogioco che aveva portato la saga di Bioshock sulle console di ottava generazione.

Cosa contiene Bioshock The Collection?

Ecco, parliamo due secondi del succo della questione.
Perché Bioshock The Collection dovrebbe interessare un videogiocatore?

La collection in questione contiene delle versioni rimasterizzate dei primi due capitoli della saga e Bioshock Infinite, il tutto con tutti i DLC disponibili gioco per gioco. L’unica cosa ad essere assente da questo succoso pacchetto è la modalità multigiocatore di Bioshock 2, attualmente ingiocabile anche su PC e varie console vista la chiusura dei server dedicati.

Nonostante non ne abbiamo mai parlato attraverso delle recensioni è impossibile non consigliare un simile pacchetto agli appassionati di videogiochi.

Tutti e tre i Bioshock attualmente disponibili sul mercato sono ottimi titoli, dotati di un gameplay divertente e di un comparto artistico in grado di reggere il colpo degli anni che passano.

Mentre Bioshock 1 e Bioshock 2 possono vantare forse una maggiore profondità ludica legata al gameplay ed un level design più interessante, Bioshock Infinite ha dalla sua la narrativa più interessante della serie grazie a dei DLC di assoluto valore, in grado di riempire decine e decine di pagine sul web con le teorie più disparate tra quelle immaginabili.

Acquistare la collection a tema Bioshock significa regalarsi decine di ore di gioco dietro a personaggi memorabili come Booker, Elizabeth, Atlas mentre si scappa dai Big Daddy o si esplorano le profondità marine di Rapture. Il tutto senza dimenticare le riflessioni postume che si possono fare sulle tematiche dietro le ambientazioni del gioco, tra l’oggettivismo di Ayn Rand ed una più banale riflessione sul senso del capitalismo e della società americana.

Avete capito perché Bioshock è uno di quei videogiochi che lascia il segno, vero?

Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia. Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante. Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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