Lo streetwear è uno stile di abbigliamento particolarmente casual che ha vissuto nel corso degli ultimi anni un successo incredibile grazie ad una serie di numerose caratteristiche; quello che al momento fa sorridere è che Capcom, con il suo Street Fighter V, ha deciso di dare un aiutino al look di molti aspiranti ragazzi grazie alla release di una serie di Onitsuka Tiger ispirate ai colori della nota lottatrice Chun-Li, personaggio estremamente conosciuto appartenente al mondo di Street Fighter.

Come sempre parliamo di numeri limitati, di scarpe sgargianti e di una interessante (a suo modo) collaborazione tra Capcom e Onitsuka Tiger: vediamo insieme con cosa abbiamo a che fare questa volta.

Street Fighter V e le scarpe di Chun-li

La collaborazione tra l’azienda nipponica Capcom e Onitsuka Tiger ha dato la luce ad un paio di scarpe che sarà prodotto in 5000 esemplari, una tiratura abbastanza limitata che è tristemente comune nel mondo dello streetwear.

La scarpa avrà i colori basati sui vestiti indossati dalla first lady of lightning e sarà disponibile in due interessanti varianti. Secondo quanto dichiarato dal sito ufficiale di Onitsuka Tiger, la parte superiore della scarpa avrà stampat la figura di un drago ispirata a quella presente su moltissimi costumi indossati da chun-li nel corso della sua carriera di lottatrice all’interno della saga di Street Fighter;  la parte posteriore della scarpa avrà invece due loghi in bella vista: quello di Onitsuka Tiger stessa e quello di Street Fighter, immancabile su un pezzo di stoffa nato da una collaborazione.

Se questo genere di scarpa non vi è nuova, non preoccupatevi: la sneaker limitata di cui stiamo parlando prende le sue forme dall’Onitsuka Tiger Mexico 66 SD, il modello maggiormente storico tra quelli prodotti dal brand nipponico. Gli acquirenti della scarpa avranno anche la possibilità di avere in game uno speciale costume di Chun-Li realizzato dai fashon designer dell’azienda nipponica.

Entrambe le varianti della scarpa verranno lanciate sul mercato globale il 27 Luglio 2019 per 18.000 yen circa, equivalenti ai nostri 150€; come per ogni capo di vestiario appartenente a determinati brand ci sono grandi probabilità che si registri un sold-out, motivo per cui vi consigliamo di segnare tale data sul calendario se vi ritenete interessati.

Capcom in sostanza continua a puntare su Street Fighter V anche attraverso collaborazioni con altre aziende; nel corso della vita del prodotto abbiamo visto l’arrivo di un costume a tema Resident Evil o abbiamo visto l’arrivo di una serie di outfit legati al mondo dei costumi natalizi.

Per un futuro pregno di idee simili

Il mondo dei videogiochi si è intrecciato molto spesso con diverse aziende solitamente avulse a tale medium: una lunga serie di esempi può essere data da Square-Enix, azienda pioniere di tale mossa di marketing che ha più volte prestato il brand di Final Fantasy ad una moltitudine di pubblicità diverse.

lightning farron louis vuitton street fighter v

Un esempio perfetto può essere rappresentato dalla campagna pubblicitaria di Louis Vuitton realizzata con protagonista Lightning Farron, il personaggio più importante della trilogia di Final Fantasy XIII. Il personaggio videoludico fu scelto dal direttivo creativo della casa di moda, Nicolas Ghesquière, perché perfetto per rappresentare un avatar di donna eroica valido per l’intero pianeta, in un mondo che pian piano si stava affacciando in modo sempre più importante al mondo dei social network e dell’everything is connected.

Lightning ha rappresentato per Louis Vuitton anche un interessante sperimentazione dal punto di vista dell’immagine: per la prima volta la compagnia francese si trovò a dover lavorare con qualcosa che esulava dai classici principi della fotografia e del design.

Un caso di collaborazione accaduto in senso inverso è quello di Marc Eckō’s Getting Up: Contents Under Pressure, un videogioco basato sulla cultura del tagging e dei graffiti (a cui abbiamo dedicato un bel Venerdì Oldies) realizzato attraverso l’utilizzo delle licenze rilasciate dalla Ecko Unlimited, azienda posseduta dallo stilista Marc Ecko. In tale videogioco era possibile vestire il proprio personaggio con capi realmente esistenti o ispirati agli abiti confezionati dallo stesso Ecko

Se realizzate con criterio, le collaborazioni tra le aziende di videogiochi e il mondo esterno potrebbero portare prodotti di qualità finché non ci siano delle snaturazioni eccessive fatte in virtù della pura monetizzazione. La speranza su cui è necessario porre la propria fiducia è quella di avere a che fare con produttori in grado di sapere dove utilizzare le risorse: nessuno vuole un videogioco penoso animato dalla migliore campagna marketing della storia, nessuno.

 

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