Artifact ha perso l’80% di giocatori dal lancio.

artifact


Avete presente il gioco di carte collezionabili di valve, tale Artifact?
Se la risposta è no, non abbiate paura, probabilmente fate solo parte di quel gruppo di persone che hanno deciso di non gettarsi nel nuovo TCG presente all’interno del mercato videoludico, già abbastanza conquistato dalla Blizzard e dal suo Heartstone.

Molti pensavano che questo nuovo titolo di carte made in Valve avrebbe potuto farci allontare in modo sostanzioso dal mondo che la Blizzard ha creato intorno al focolare ma, dati alla mano, questi molti sono sono decisamente sbagliati.

Vediamo insieme cosa è successo.

Artifact è in declino?

Guida Artifact

I numeri purtroppo per Valve parlano chiaro.
Artifact è stato ufficialmente lanciato sul mercato il 28 Novembre 2018; il 29 Novembre 2018 ha avuto il suo picco di giocatori con oltre 60.740 giocatori connessi in contemporanea e poteva fregiarsi dell’essere uno dei cinque titoli più giocati del momento.

A due settimane della sua uscita il titolo ha circa 7000 giocatori contemporaneamente connessi, uno zoccolo duro che però rappresenta una perdita di oltre l’80% della playerbase originaria del gioco; il titolo secondo Steam Charts ha un pool di circa diecimila giocatori di massima che tutto prospettano meno che un successo strepitoso.

Ovviamente tutti questi numeri potrebbero rappresentare semplicemente una flessione importante per il titolo Valve, vista anche la sua giovinezza; nessuno si aspetta da Artifact i numeri di un Counter Strike: Global Offensive (diventato gratis da poco) o di un Left 4 Dead. Purtroppo, se andiamo a vedere i voti degli utenti all’interno della pagina dedicata di Steam troviamo un vero e proprio cimitero pieno di critiche fatte nei confronti del paywall che il titolo presenta per tutti quei giocatori che vogliono diventare competitivi; paywall che è obbligatorio vista la completa assenza di metodologie di acquisto/ottenimento carte attraverso meccaniche gratuite.

Artifact in sostanza non sta passando un bel momento e non è detto che smetterà mai di passarlo; per accontetare la community Valve dovrebbe cambiare uno degli aspetti più importanti del titolo e perdere, probabilmente, una bella parte di guadagni dovuti alla monetizzazione delle componenti del gioco.

Vedremo Artifact diventare free to play?

 

 

 

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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