Poochy & Yoshi Woolly World – Recensione


Recensione di Gianluca “DottorKillex Arena”

Porting diretto di uno dei platform più belli da vedere degli ultimi anni, nonché una delle proprietà intellettuali meno sfruttate da Nintendo, Poochy & Yoshi Woolly World arriva su 3DS non senza qualche piccola sorpresa, nel tentativo di aprire il suo gameplay ed il suo mondo colorato e lanoso ad una platea di giocatori assai più ampia di quella che ha acquistato la sfortunata (ma anche sottovalutata) console casalinga a due schermi della grande N.
La sfida che attendeva il team di sviluppo era ardua, se è vero che parliamo di uno dei titoli più intensi, graficamente parlando, della line up Wii U, e che 3DS va ormai per i sei anni sul mercato, ma i risultati ci hanno soddisfatto.
Mettete su il maglione di lana e seguiteci.


Come prima, ma non più di prima

Abbiamo recensito su queste pagine, poco più di un anno e mezzo fa, la versione casalinga di questo prodotto, definendolo “spassoso ed universale”, e, nonostante nel processo di porting non ci siano state aggiunte sconvolgenti, tutto ciò che era vero per la versione Wii U lo è anche per quella 3DS: Poochy & Yoshi Woolly World rimane un gioco a piattaforme estremamente classico, ma non per questo meno divertente.
L’accento è posto sull’esplorazione di una cinquantina abbondante di livelli, suddivisi in sei mondi, all’interno dei quali sono nascosti una serie infinita di collezionabili, tra cui spiccano cinque gomitoli, spesso posizionati in maniera diabolica: in questa versione, a memoria, la posizione degli extra e dei bonus rinvenibili non è stata modificata, il che detrae dall’esperienza di gioco per quanti hanno già avuto modo di sviscerare la versione casalinga.
I nemici, come da tradizione per le produzioni dedicate a Yoshi (e Kirby, ad onor del vero) raramente rappresentano una minaccia, e anzi si rivelano spesso utili per raggiungere altezze altrimenti inaccessibili, se opportunamente usati come trampolino di lancio o divorati per generare un ulteriore “proiettile” di lana.
La parte più giovane dell’utenza 3DS apprezzerà i ritmi compassati, figli dell’assenza di un timer, e la possibilità di farsi dare una mano da una manciata degli adorabili cuccioli di Poochy, che seguiranno seguiranno lo Yoshi controllato dal giocatore, attaccando a vista tutti i nemici e raccattando tutti gli oggetti a tiro, rendendo così la vita assai più semplice a quanti non si siano mai cimentati con un gioco a piattaforme simile.
In questa versione è possibile mirare utilizzando lo stereoscopio interno in dotazione a 3DS, una feature simpatica in sé ma difficilmente sfruttabile, a meno di non dedicarsi al titolo tra le mura domestiche, magari spaparanzati sul divano.
Per il resto, l’unica variazione sul tema è rappresentata da un pungo di livelli in cui sarà possibile vestire i panni (lanosi, ovviamente) di Poochy, impegnato in corse a perdifiato come in un qualsiasi endless runner, così da direzionarne i salti con tempismo e raccogliere il maggior numero di oggetti nel minor tempo possibile.
La frenesia che contraddistingue questi stage rappresenta un cambio di direzione notevole rispetto alla tranquillità del resto dell’esperienza ludica, ma era forse lecito attendersi qualche aggiunta più sostanziosa.

Rilassarsi giocando

Le meccaniche di gioco sono esattamente quelle dell’episodio originale, con tutti i pregi e i pochi difetti che avevamo già evidenziato nella nostra recensione del giugno di due anni fa: tra i primi si possono sicuramente annoverare un level design di grande qualità, la consueta precisione dei controlli cui i platform Nintendo ci hanno abituato e il piacere della scoperta, figlio di livelli mediamente estesi (a tratti anche troppo per una console portatile…) e di un gran numero di oggetti bonus nascosti negli angoli più remoti degli stage.
Tra i secondi, va segnalata la mancanza di un vero e proprio senso di sfida, vista la semplicità di boss e nemici regolari e le ampie distanze che Yoshi può coprire con il salto,  il minore impatto grafico rispetto alla versione casalinga, su cui ci soffermeremo nel paragrafo seguente, e l’assenza della cooperativa in locale, che aveva regalato pomeriggi spensierati a molti possessori di Wii U.
Se queste ultime due erano assenza conclamate, e, in un certo senso, inevitabili, viste le limitazioni hardware della nuova console ospite, dispiace che Good Feel non abbia ritenuto di aggiungere contenuti inediti, ad eccezioni di trentuno brevissimi filmati, gradevoli ma poco incisivi.
Tanto Nintendo (col recente Super Mario Maker per 3DS) quanto Koei Tecmo (con Hyrule Warriors Legend) hanno dimostrato che, nonostante la scarsa potenza della console portatile della grande N, è possibile portare titoli da console casalinga non solo senza troppe rinunce, ma addirittura aggiungendo feature e contenuti esclusivi, che spesso hanno reso la versione portatile quella più ricca dal punto di vista contenutistico.
Nel caso di Poochy & Yoshi Woolly World, invece, ci troviamo dinanzi ad una “semplice” riduzione, nel vero senso della parola, con i medesimi contenuti già visti in passato e senza aggiunte che sfruttino in maniera intensiva le caratteristiche peculiari delle console della famiglia 3DS.
Un peccato, insomma, anche se va detto che, come il suo genitore, questa versione portatile conserva la rara capacità di rilassare il giocatore a fine giornata, quando, dopo ore di lavoro o di studio, non si desidera altro che un gioco disimpegnato e divertente, che strappi un sorriso: se è primariamente questo che cercate, anche su 3DS, Poochy & Yoshi Woolly World non vi deluderà.

Limitazioni tecniche

Comprensibilmente, vista la differenza di hardware tra Wii U e 3DS, il comparto estetico di Poochy & Yoshi Woolly World è decisamente peggiore di quello del titolo originale, pur rimanendo molto gradevole nell’ambito delle produzioni per la console portatile della grande N.
Abbiamo avuto modo di testare il gioco su un New 3DS, sul quale il framerate è sempre rimasto ancorato ai sessanta frame per secondo, mentre i possessori dei vecchi modelli dovranno accontentarsi di “soli” trenta fps, che comunque, visti i ritmi di gioco compassati, non si rivelano deleteri per l’esperienza di gioco.
In un titolo tanto incentrato sulle superfici e sulla sensazione di “tattilità”, la minore risoluzione degli schermi della nuova macchina ospite rappresenta un limite non da poco, che rende l’ultima fatica di Good Feel un platform carino, che però non riesce ad elevarsi come i precedenti lavori del team avevano saputo fare: molti altri titoli (anche appartenenti ad altri generi, come i due Bravely di Square Enix) erano riusciti a stupire molto di più da questo punto di vista, a testimonianza di come i tagli necessari per i limiti di 3DS abbiano nuociuto all’altrimenti splendido comparto visivo della produzione.
Il lato positivo è rappresentato dall’accresciuta funzionalità amiibo, che garantisce la compatibilità con alcune statuette in più rispetto alla versione casalinga, tra cui quella (meravigliosa!) di Poochy, che sarà lanciata in contemporanea con il titolo il prossimo 3 febbraio.

Commento finale

Se possedete un 3DS (meglio ancora, un New 3DS, visto l’aumento del framerate) e siete alla ricerca di un platform sfizioso, pieno di trovate brillanti e adatto a tutti i membri della famiglia, Poochy & Yoshi Woolly World potrebbe davvero fare al caso vostro.
In caso abbiate avuto modo di cimentarvi con la versione originale, invece, in questa riduzione portatile non troverete nulla ( o quasi…) che non abbiate già visto, con una manciata di extra che, per quanto simpatici, potrebbero non valere il prezzo del biglietto.
Siamo, in ogni caso, dinanzi ad uno dei dieci giochi a piattaforme bidimensionali migliori della ludoteca della piccola console della grande N, nonostante le traversie di un porting complicato.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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