Act of Aggression – Recensione


Articolo a cura di Pietro Gualano


Gli strategici RTS sono giochi molto particolari: richiedono attenzione, dedizione e tanta pazienza. Questo genere si è evoluto molto nel corso del tempo e gli appassionati hanno avuto la possibilità di divertirsi con prodotti molto diversi tra loro. Nel momento in cui abbiamo avviato per la prima volta Act of Aggression c’era una domanda che ci frullava per la testa: con cosa avremo a che fare questa volta? Riuscirà questo titolo a proporre innovazioni reali in un genere così ricco di potenzialità ma anche così complesso? Dopo averlo provato a fondo possiamo darvi il nostro parere.

L’arte della guerra

Act of Aggression è un gioco strategico in tempo reale, lo scopo del giocatore è, nella maggior parte dei casi, uno solo: distruggere il nemico. Riuscire a prevalere, però, non è affatto facile: la difficoltà è piuttosto elevata anche ai livelli più bassi e gli appassionati troveranno pane per i loro denti. Le unità vengono distrutte in pochissimi secondi se si trovano di fronte a un nemico in grado di contrastarle in modo efficace e attaccare a testa bassa equivale praticamente a suicidarsi.
Nel titolo di Eugen Systems, quindi, la programmazione e la gestione delle risorse rivestono un ruolo cruciale: spendete troppo nelle unità o nei potenziamenti sbagliati e verrete sconfitti dal momento che il margine di errore concesso da Act of Aggression è piuttosto ridotto (almeno in modalità schermaglia).
Le risorse principali attorno a cui ruota il sistema di gioco sono essenzialmente due: petrolio e alluminio. Entrambe possono essere ottenute tramite impianti di raffinazione da collocare in punti strategici sulla mappa, ma non è possibile sfruttare lo stesso giacimento in eterno: dopo un certo periodo di tempo (piuttosto lungo in verità) è infatti necessario trovare un altro modo per procurarsi risorse e questo potrebbe essere un enorme problema. Interessante l’idea di dare la possibilità al giocatore di ottenere risorse tramite la cattura delle unità nemiche: quest’operazione può essere molto pericolosa ma garantisce ottimi risultati se portata a termine. Non è finita qui però: in Act of Aggression è infatti presente una terza risorsa chiamata “terre rare”, necessaria per costruire le strutture e gli armamenti più avanzati. Dovremo spendere molto tempo e risorse per riuscire a sfruttarla degnamente, ma in compenso avremo vantaggi considerevoli.

Veniamo ora alle unità che possiamo reclutare per il nostro esercito: possono essere terrestri (veicoli o soldati a piedi) o aeree (principalmente elicotteri, caccia e bombardieri stealth sono da utilizzare solo in caso di emergenza e sono disponibili per un periodo di tempo molto ridotto). La varietà offerta dal titolo è sicuramente buona, il giocatore può scegliere tra svariate opzioni e ci vuole parecchio tempo per capire quanto e cosa produrre. Le singole unità potranno poi essere potenziate attraverso appositi edifici e avranno caratteristiche uniche a seconda della fazione che sceglieremo.
Purtroppo l’interfaccia non consente di svolgere azioni in modo rapido e non è particolarmente intuitiva, costringendo il giocatore a utilizzare tasti predefiniti per svolgere certe operazioni. La visuale satellite creata dal team di sviluppo ci ha comunque convinti ed è molto utile in alcune fasi dello scontro se usata come si deve.
Gli schieramenti disponibili in Act of Aggression sono tre, averne qualcuno in più sicuramente non avrebbe fatto male ma la varietà offerta è comunque sufficiente: possiamo scegliere tra Chimera, il Cartello e l’Esercito degli Stati Uniti. Come detto poco sopra, le differenze non si limitano a semplici ritocchi estetici: scegliete di giocare con il Cartello e potrete sfruttare tecnologie stealth, puntate su Chimera e avrete a disposizione super soldati dotati di abilità uniche, combattete con gli americani e comanderete alcuni dei carri armati più forti del gioco. Naturalmente ogni fazione ha anche le sue debolezze e sta al giocatore cercare di colpire il proprio avversario dove è più vulnerabile.

Comincia la battaglia

Act of Aggression offre due modalità: la classica campagna e la schermaglia, da affrontare offline contro l’IA o online contro avversari in carne ed ossa.
La trama proposta dai ragazzi di Eugen Systems non è particolarmente originale e appare a tratti leggermente stereotipata. Il giocatore si trova a dover gestire una crisi mondiale in un futuro prossimo, il nostro compito è soddisfare le direttive delle Nazioni Unite (almeno inizialmente) per contrastare le operazioni del Cartello, organizzazione dotata di tecnologie e armamenti all’avanguardia che opera in diverse parti del mondo. Le missioni proposte nella campagna non sono molto avvincenti, a tratti possono mettere in difficoltà ma la sensazione è che gli sviluppatori abbiano deciso di utilizzare buona parte di questa modalità come un lungo tutorial. In diverse missioni ci verranno spiegate le meccaniche di base e, per questo motivo, riteniamo sia comunque consigliabile provare la campagna prima di gettarsi su quello che è il vero pezzo forte di Act of Aggression.
La modalità storia offre una longevità soddisfacente, il giocatore inizia impersonando Chimera e l’esercito americano e, vittoria dopo vittoria, si sbloccano anche le missioni del Cartello.
Veniamo ora all’altra modalità che, a parer nostro, è senza dubbio la più interessante: la schermaglia. Tutti i giocatori partono in una posizione predefinita della mappa con il proprio quartier generale e un’unità di ricognizione per esplorare la zona circostante, nel corso della partita è necessario decidere quali edifici costruire e quando spendere un determinato quantitativo di risorse. Il giocatore non ha accesso immediato a tutte le costruzioni, il gioco prevede un sistema di progressione a fasi: all’inizio della partita ci troviamo nella fase uno e abbiamo la possibilità di creare gli edifici, le unità e i miglioramenti di base, per passare alla fase successiva e costruire armi più devastanti e edifici più avanzati è necessario spendere un certo numero di risorse.


Le mappe in cui si svolgono gli scontri sono ben realizzate e di dimensioni notevoli, con edifici da conquistare, risorse da sfruttare e punti strategici da controllare. Le partite possono essere fino a 8 giocatori e a difficoltà elevate si crea una situazione davvero difficile da tenere sotto controllo, con carri armati e elicotteri che saltano in aria un po’ ovunque e assalti continui da una parte e dall’altra. Possiamo scegliere tra le tipologie di scontro “tutti contro tutti” e “partita a squadre” impostando il livello di abilità di ogni singolo partecipante controllato dall’IA. Le partite sono lunghe ed è davvero difficile riuscire a sconfiggere il nemico con un attacco lampo.
Act of Aggression offre un livello di sfida più che soddisfacente offline ma le cose si fanno ancora più interessanti affrontando avversari umani: gli scontri diventano molto meno prevedibili e possiamo tentare manovre che contro l’IA non funzionerebbero mai. Le partite disponibili sfortunatamente sono poche (in classificata e non) ma la situazione potrebbe migliorare col passare del tempo.
Dal punto di vista tecnico non ci si può lamentare, il gioco riesce a gestire tutti gli elementi a schermo (a volte in numero molto elevato) senza rallentamenti e Eugen Systems ha fatto un ottimo lavoro nella realizzazione delle esplosioni, rendendo distruttibili molti degli elementi sulla mappa. Vedere i propri elicotteri far saltare in aria un’unità nemica è una soddisfazione, ma passare poco dopo e ritrovare i segni dalla battaglia è ancora meglio.
Le singole unità sono state realizzate bene e il giocatore ha la possibilità di arrivare con lo zoom fino al livello del terreno e ammirare tutto il proprio esercito.
Sufficiente anche il sonoro, con musiche coinvolgenti e adatte al gioco che però, dopo un certo periodo di tempo, tendono a stancare.

Conclusione

Act of Aggression è un buon titolo, un gioco pensato per gli appassionati degli strategici in tempo reale che richiede dedizione, pazienza e abilità: non si tratta di un prodotto per tutti, la difficoltà è elevata anche ai livelli bassi e ci sono molte cose da imparare e da capire. Non vengono proposte grandi innovazioni, ma il gameplay è solido e a livello tecnico il titolo non delude con esplosioni, palazzi che crollano e decine di unità a schermo senza rallentamenti. Il gioco ha qualche difetto, ma siamo certi che i fan degli strategici sapranno apprezzarlo: la guerra è appena cominciata.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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