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Dragon Ball Xenoverse – Video Recensione


Recensione testuale a cura di Giulia Ambrosini

UN EDITOR PER FORGIARE IL PROPRIO EROE
L’universo corre un serio pericolo a causa dell’arrivo di due nuove nemici: Towa, sorella del signore degli inferi Darbula, e un potente androide da lei creato, chiamato Mira. I due vogliono modificare il corso della storia intervenendo direttamente in alcuni momenti salienti per favorire con i propri poteri gli antagonisti e provocare così delle catastrofi nel presente. Per arginare la possibile apocalisse, Trunks dal futuro chiede al potente drago Shenron di dare vita ad un nuovo guerriero che possa viaggiare nel tempo e affiancare gli eroi coinvolti nelle storiche battaglie della saga per ristabilire l’ordine e garantire il normale corso della stroria. Il guerriero a cui viene affidato questo fondamentale compito verrà impersonato dal giocatore, il quale potrà forgiarlo a proprio piacimento grazie ad un interessante editor che mette a disposizione alcune tra le più potenti razze dell’universo: Majin, Saiyan, Terrestre, Namecciano e Clan di Freezer. Ciascuna razza, e a loro volta i due sessi maschile e femminile, presenta bilanciamenti differenti per cui è possibile scegliere in base alle proprie abitudini di combattimento. All’interno dell’editor è possibile modificare alcuni elementi estetici del proprio personaggio come i capelli, i tratti del volto e i colori degli abiti. Una volta creato, il nostro eroe avrà accesso alla città di Toki Toki, suddivisa in tre differenti aree dove potrà acquistare abiti, accessori, abilità e oggetti per il proprio inventario, oppure potrà svolgere particolari missioni per conto dei maestri, che gli permetteranno di apprendere alcune importanti tecniche e attacchi da utilizzare per avere successo nelle missioni più complesse della storia. Vengono poi messe a disposizione del giocatore le Missioni Parallele, da svolgere offline assieme a dei bot reclutati presso la città, oppure in compagnia di altri giocatori online. Si tratta di missioni secondarie pensate per permettere al giocatore di utilizzare i personaggi sbloccati e per continuare a far salire di livello il proprio alter ego accumulando esperienza e oggetti. Durante le Missioni Parallele è possibile anche trovare materiali che possono essere utilizzati presso il mercato della città per forgiare oggetti per il nostro inventario.


A SPASSO NEL TEMPO PER SISTEMARE LE COSE
La struttura di fondo rimane dunque quella di un classico GDR, dove ad ogni sfida corrisponde un aumento del livello di esperienza e la progressione del nostro personaggio. Grazie all’introduzione di un avatar come protagonista, viene utilizzato il sistema di gestione delle abilità attraverso l’assegnazione delle capsule. In base alla razza scelta, avremo a disposizione diverse tecniche di combattimento che potremo imparare a padroneggiare e potenziare accumulando esperienza. La novità sul fronte narrativo è senza dubbio uno dei punti di forza di Dragon Ball: Xenoverse, tuttavia anche in questa iterazione il racconto delle battaglie salienti presenta alcune imprecisioni dovute ad una certa fretta nel portare a conclusione la missione oppure, ancor più grave, per la mancanza di voglia da parte degli sviluppatori di inserire i modelli poligonali dei personaggi secondari che hanno partecipato allo scontro. Un primo esempio lo si riscontra nella lotta con Nappa e Vegeta, dove i fan ricorderanno l’intervento di Yajirobei per tagliare la coda a Vegeta scimmione per indebolirlo e farlo tornare Saiyan. In Xenoverse il combattimento giunge a conclusione molto prima e Vegeta viene indebolito dall’attacco di Crilin che in questa versione va a segno. Mancano inoltre dei filmati che giustifichino in qualche modo la nostra presenza in quel momento storico, per cui ci si trova a combattere a fianco dei guerrieri Z senza che questi si pongano particolari domande sulla nostra identità. La possibilità di scoprire le alternative di una storia conosciuta e amata da milioni di fan tuttavia, non potrà che essere apprezzata.



A TOKI TOKI CITY PER CONTINUARE LA SFIDA
Passando al gameplay vero e proprio, abbiamo tirato un sospiro di sollievo nel constatare il maggiore livello di profondità dovuto all’introduzione di una mossa caricata e un attacco con teletrasporto per rompere la difesa avversaria e ovviare così al problema riscontrato nella precedente iterazione. Il gameplay risulta quindi più tecnico, con alcune novità nell’utilizzo dei tasti per le combo. Abbiamo ad esempio l’utilizzo del trigger dorsale per variare gli attacchi o per concludere una sequenza con una mossa speciale come la Kamehameha di Goku. Gli indicatori a schermo ci mostrano il livello di vigore e l’aura del nostro personaggio. Il primo si consuma utilizzando gli spostamenti rapidi e il teletrasporto mentre l’aura, indispensabile per utilizzare gli attacchi potenti, si ricarica continuando a colpire gli avversari. Permangono ancora alcuni difetti legati al posizionamento della telecamera, che in presenza di elementi ambientali tende a restituire una visuale ridotta e confusionaria dello scontro, e il sistema di aggancio del bersaglio talvolta è poco preciso. Selezionando il comparto multigiocatore si accede all’hub social di cui si è tanto discusso nei mesi precedenti. La città di Toki Toki con le sue tre aree viene popolata fino ad un massimo di 300 giocatori, ciascuno rappresentato dal proprio alter ego. Qui è possibile avviare le missioni Parallele in cooperativa, o partecipare a match competitivi fino ad un massimo di 3VS3. Nel menù dedicato alla ricerca della partita viene indicata la qualità della connessione dell’host, elemento che permette di scegliere la partita più adatta a noi. Abbiamo provato alcune missioni cooperative e alcuni scontri con giocatori europei. Purtroppo è ancora presto per stabilire se il sistema si manterrà stabile anche nei prossimi mesi, ma nella nostra prova non abbiamo riscontrato particolare lag e le partite si sono rivelate molto divertenti, forse anche più di alcune missioni della storia particolarmente frustranti.


NUOVE MIGLIORIE GRAFICHE E VECCHIE LACUNE
Dragon Ball Xenoverse porta avanti l’evoluzione tecnica a cui abbiamo assistito con i precedenti capitoli, consolidando in parte lo stile grafico e arricchendo di dettagli i modelli poligonali dei personaggi, ormai interamente tridimensionali. Da una parte il colpo d’occhio è migliore rispetto al passato, mentre per certi versi, soprattutto se messi in paragone con gli scenari delle mappe, i personaggi sembrano uscire un po’ troppo dallo stile dell’anime presentandosi a tratti esagerati nei riflessi sugli abiti e sul corpo. La qualità dei modelli è comunque molto soddisfacente. Sarebbe stato sufficiente arricchire gli scenari di qualche elemento in più e aumentare notevolmente il livello di distruttibilità, che rimane ancora piuttosto scarso, e dare maggiore fascino alla città di Toki Toki per ottenere una resa grafica sensibilmente differente. Una nota dolente riguarda il comparto sonoro del gioco che si dimostra ancora piuttosto grezzo ed arretrato rispetto all’evoluzione dal punto di vista grafico.


CONCLUSIONE
Dragon Ball: Xenoverse mescola diversi elementi classici e inediti per offrire ai giocatori un’esperienza godibile nonostante il gran numero di titoli ispirati alla famosa saga di Akira Toriyama. Il gioco trae grande ispirazione da alcune iterazioni uscite sul suolo giapponese come Dragon Ball Online per quanto riguarda l’introduzione dell’editor di creazione del personaggio. Qualche personalizzazione aggiuntiva e una maggiore cura narrativa per la modalità storia avrebbero arricchito notevolmente il gioco, ma nel complesso ci sembra che l’esperimento sia riuscito.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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