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Evolve – Video Recensione


Recensione testuale a cura di Giulia Ambrosini

La stagione di caccia si è ufficialmente aperta con l’arrivo nei negozi di Evolve, il chiacchierato sparatutto multigiocatore ad opera di Turtle Rock Studios, creatori di Left 4 Dead. Ed è proprio dal suo progenitore che il titolo trae le maggiori influenze in fatto di meccaniche e tipologia di gioco. Evolve propone degli scontri serrati tra quattro cacciatori e un mostro, caratterizzandosi quindi per una forte asimmetria piena di variabili da scoprire e da sfruttare a proprio vantaggio. Considerare questo gioco come un semplice FPS potrebbe rivelarsi un grosso errore; esso possiede un gameplay piuttosto complesso dovuto alla varietà degli equipaggiamenti dei diversi personaggi e per le sessioni di gioco nei panni del mostro, che stravolgono completamente la prospettiva e le modalità di azione. Vediamo insieme quali sono i punti di forza di questo concept solidissimo e le problematiche che inevitabilmente affliggono un titolo del tutto privo di una campagna nel modo classico in cui la intendiamo.

L’IMPORTANZA DEI RUOLI
I dubbi più importanti che abbiamo maturato nel corso dei mesi che ci separavano dalla nostra prova riguardavano soprattutto il bilanciamento degli scontri, che oltre ad essere di per sé asimmetrici sono anche influenzati da un discreto numero di variabili spesso al di fuori del controllo del giocatore. Così come nelle fasi di beta testing, anche il nostro approccio alla versione definitiva del gioco ha riservato qualche difficoltà iniziale dovuta alla mancanza di coordinazione con i compagni di squadra scelti casualmente attraverso il matchmaking. Si tratta di un gioco fortemente cooperativo che richiede al giocatore un certo impegno nel padroneggiare i diversi set di armi dei cacciatori, e lo spinge a tenere sempre sotto controllo i propri compagni di squadra. Ciascuna classe di hunter, a cui corrispondono tre differenti personaggi di cui due da sbloccare con caratteristiche differenti, ha una funzionalità specifica che non va trascurata se si vuole mettere a punto una strategia vincente. Abbiamo infatti l’Assaltatore, dotato di armi pesanti il cui scopo principale è quello di infliggere i danni maggiori alla creatura; il Medico, fondamentale risorsa per la squadra capace di curare i compagni “colpendoli” con un laser curativo; il Supporto, dotato di due fucili ed uno scudo portatile con cui fornire copertura ai compagni e infine il Trapper, che nell’economia di gioco riveste senza dubbio il ruolo più importante. Il Trapper ha il compito di preparare il terreno di battaglia servendosi di rilevatori di movimento, pistole traccianti oppure, nel caso di Maggie ossia il primo personaggio della classe Trapper a nostra disposizione, di una bestia a quattro zampe chiamata Daisy capace di seguire le tracce. Dopodiché egli dovrà utilizzare i particolari oggetti del proprio arsenale per limitare e rallentare la preda, cosicché gli altri membri della squadra possano procedere alla sua eliminazione. Attraverso una capsula di contenimento il Trapper limiterà l’area di azione del mostro, e grazie alle trappole arpione potrà intrappolare la creatura per alcuni istanti o semplicemente rallentarla utilizzando dei dardi tranquillanti. Anche all’interno del team cacciatori dunque i ruoli non hanno lo stesso peso e l’esito degli scontri in parte dipende dalle capacità del giocatore che impersona il Trapper. Per questo motivo il gioco appare sensibilmente differente se giocato in compagnia di amici, con i quali è possibile organizzarsi nella fase di caccia.


GROSSI BESTIONI ARRABBIATI
Il discorso cambia nei panni del mostro dove le meccaniche e, naturalmente, gli obiettivi cambiano radicalmente. La visuale è in terza persona e la telecamera si sposta per restituire una visuale più ampia e consentire al giocatore di studiare l’ambiente circostante grazie al fiuto da predatore. Nell’edizione base del gioco vengono resi disponibili tre mostri differenti, due dei quali vanno sbloccati acquisendo esperienza con le bestie precedenti. Abbiamo il Golia che dispone di pesanti attacchi a base di fuoco e attacchi in mischia, e può muoversi scalando le alture o spiccando grandi salti; Il Kraken, capace di librarsi in aria e di sferrare attacchi a base di elettricità e lo Spettro, capace di rendersi invisibile per alcuni istanti e sferrare attacchi a sorpresa mimetizzandosi con facilità nell’ambiente e infine. Avremmo apprezzato sicuramente la possibilità di sbloccare altre creature, anche perché il lavoro di design alla base si è rivelato ottimo ed è difficile accontentarsi. La quantità (o scarsità in questo caso) di contenuti è il secondo aspetto fondamentale su cui ci siamo concentrati. Evolve, come anticipato, non possiede una campagna tradizionale in single player. Viene data la possibilità al giocatore di avviare delle partite con i bot sulle stesse modalità offerte in multigiocatore, con la possibilità di attivare una serie di mutatori interessanti. Le modalità presenti attualmente sono Caccia, Difesa, Nido e Salvataggio. Tutte si basano naturalmente sulla presenza di obiettivi diversi per i cacciatori e per il mostro, e possono essere considerate delle variabili più o meno interessanti della modalità principale ossia Caccia. In quest’ultima i cacciatori hanno il compito di dare la caccia al mostro e ucciderlo prima che questo abbia la possibilità di evolversi. Raggiunto il terzo stadio di evoluzione, la creatura potrà finalmente attaccare il Relé, un generatore fondamentale per gli umani la cui distruzione conclude automaticamente la partita. Nella variante chiamata Difesa il mostro non deve necessariamente raggiungere il terzo stadio e può attaccare il generatore fin da subito, mentre gli umani devono difenderlo per un tot di tempo o uccidere la creatura. In Nido sono presenti cinque uova che i cacciatori hanno il compito di distruggere. Il mostro può scegliere di sacrificarne alcune per far nascere delle belve alleate che lo aiuteranno nella caccia. Infine in Salvataggio i cacciatori hanno l’obiettivo di trovare e condurre in salvo alcuni ostaggi situati in diversi punti della mappa di gioco prima che il mostro li trovi e li uccida.


UN PACCHETTO BASE MODESTO
Sul fronte dei contenuti purtroppo non possiamo dirci soddisfatti. Le quattro modalità offerte sarebbero poche anche in presenza di una campagna solida come contenuto principale, e in questo caso risultano addirittura ridondanti poiché offrono sempre la stessa tipologia di sfida. Il Season Pass già annunciato certamente andrà ad ampliare i contenuti del gioco, ma c’è da chiedersi se il pacchetto base saprà intrattenere i giocatori per più di un mese. Il che è un vero peccato perché il gameplay creato dai ragazzi di Turtle Rock Studios è davvero convincente e le fasi preliminari allo scontro, ossia la caccia e la ricerca nell’ambiente di gioco, aggiungono una marcia in più a quello che poteva ridursi ad un semplice shooter arena. Un altro aspetto interessante è quello legato alla crescita dei personaggi. Ciascuno di essi possiede una scheda dove vengono elencate le medaglie da ottenere per accrescere la propria Maestria Personaggio e sbloccare quindi gli altri cacciatori. Nel corso delle partite è possibile inoltre ottenere dei benefici, come un incremento di potenza del jetpack, uccidendo le creature ostili presenti nella mappa. Per mantenere l’equilibrio negli scontri, la software house ha introdotto un sistema di autobilanciamento che attiva fino ad un massimo di quattro mutatori per squadra che possono apportare dei vantaggi o degli svantaggi. Si tratta, in sostanza, degli stessi modificatori attivabili ad inizio partita in modalità single player che vanno ad aggiungere ostacoli e minacce come laser, piante carnivore, nubi ecc. Questo sistema non si è rivelato particolarmente profondo poiché non calcola i cambiamenti di dinamiche nel corso della partita. Alcuni match si sono rivelati pertanto decisamente frustranti, soprattutto se nei panni del mostro ci si ritrova contro quattro cacciatori in vantaggio, e un laser che ci danneggia periodicamente. Da un punto di vista artistico e tecnico il lavoro della software house è davvero lodevole, seppur con alcune limitazioni di poco conto come alcune zone inaccessibili a causa di muri invisibili. Il design dei personaggi è invece davvero ispirato e particolare, soprattutto per quanto riguarda i mostri. Anche il concept delle 12 mappe presenti nel pacchetto base dimostrano una buona varietà con numerosi elementi e condizioni climatiche differenti.


CONCLUSIONE
Abbiamo trascorso diverse ore in compagnia dell’ultima opera di Turtle Rock Studios e le sensazioni che ci ha trasmesso sono indubbiamente positive. Evolve possiede un gameplay profondo e vario come non se ne vedevano da tempo, e la grande libertà d’azione garantisce sempre una certa dose di imprevedibilità nei match, fattore che purtroppo può anche andare a proprio svantaggio. Servirà ancora del tempo affinché la community di giocatore impari a conoscere a fondo il titolo per tirarne fuori il meglio. Con premesse così convincenti, qualche contenuto in più era d’obbligo ma probabilmente gli amanti del genere troveranno pane per i loro denti.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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