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Total War: Attila – Recensione


Articolo a cura di Marco Mancini


È passato un mese da quando abbiamo provato in anteprima la versione beta di Total War: Attila. Il file che ci è stato inviato è una versione che si può definire completa al 99%, rimangono da limare gli ultimi dettagli ma si può dire che abbiamo potuto provare la release definitiva che uscirà in Italia il prossimo 17 febbraio. Da quanto abbiamo potuto notare nella nostra prova, il salto di qualità rispetto alla beta è stato notevole, e gli utenti appassionati dei videogiochi strategici potranno presto approcciarsi a un prodotto soddisfacente. Ma andiamo ad analizzare più nel dettaglio questo viaggio nella storia dell’impero romano.

Un gioco “italiano”

La prima bella sorpresa l’abbiamo avuta appena avviato il file. Il doppiaggio era infatti in italiano sin dalla cutscene iniziale, uno sforzo economico sicuramente non indifferente per gli sviluppatori ma si sa quanto sia apprezzato il parlato nella propria lingua da parte degli utenti. Non c’è soltanto una traduzione dei testi dunque, ma tutte le parti parlate, compresi gli importanti avvisi da parte dei consiglieri, saranno nella lingua di Dante. La seconda bella sorpresa è arrivata poco dopo: finalmente abbiamo potuto provare il tutorial.

La novità non sta effettivamente nel tutorial in sé, una modalità che ormai è immancabile in quasi tutti i videogiochi, bensì in come è stato realizzato. Il tutorial, chiamato prologo, ci immerge subito nella battaglia, anche se ci fa venire in contatto con le tante novità del gioco in maniera graduale. Il prologo lascia quel tanto di libertà che serve per non sentirsi intrappolati in una gabbia invisibile, pur guidandoci in maniera educata alla scoperta delle varie funzioni di Total War: Attila. Siamo stati colpiti positivamente dal tutorial perché è migliorato molto rispetto alla versione di Total War: Rome II. Lì infatti le battaglie erano troppo lunghe (rendevano impossibile salvare), e c’era il rischio di annoiarsi. È molto importante completarlo anche per gli utenti più esperti. Saltarlo ed entrare subito in modalità campagna, potrebbe infatti immergere l’utente in un oceano di funzioni che possono confondere le idee, non permettendogli di apprezzare in pieno lo spirito del gioco.

Un impero in decadenza

Total War: Attila racconta degli ultimi anni dell’impero romano, un impero corrotto e diviso al suo interno, nel quale oltre alla corruzione, alla malagestione, alle carestie e alle malattie, compare un nuovo spauracchio: l’esercito degli Unni. Un esercito guidato da Attila in persona, il conquistatore che dove passa non fa più crescere l’erba. Proprio questa definizione è stata colta al volo dagli sviluppatori che hanno introdotto per gli Unni una funzione speciale finalizzata a rendere infertili i terreni per alcuni turni dopo averli conquistati. Una chicca storica che abbiamo apprezzato molto.

All’inizio del gioco possiamo scegliere di controllare una delle 10 fazioni disponibili, ognuna con le sue caratteristiche. Non solo al livello di unità, e qui sta la vera bravura dei ragazzi di The Creative Assembly, ma anche a livello storico. Ogni fazione infatti, sin dall’inizio, si ritroverà ad avere a che fare con una problematica peculiare, che sia l’incombere degli Unni per le popolazioni che vivono più a Est, o la scarsità di risorse, il freddo che uccide la popolazione o la corruzione interna, insomma cominciare una nuova partita metterà di fronte a sfide sempre diverse. Per questo Total War: Attila è una bella sfida per i fanatici degli strategici: la longevità è immensa. Senza considerare che, una volta terminate le campagne, potremo metterci alla prova nella modalità “battaglie storiche” o con quelle online in multiplayer.


I problemi tecnici persistono

Come di consueto, giriamo la medaglia e osserviamo l’altra faccia di questo che, comunque, resta un ottimo gioco. Il principale difetto che avevamo riscontrato già nella beta purtroppo è rimasto inalterato. Stiamo parlando dei tempi di attesa tra un turno e l’altro. Le fazioni in campo sono oltre una ventina, a cui se ne aggiungono anche di nuove di tanto in tanto, anche se altre possono essere cancellate dalla mappa. A ogni turno ognuna deve fare le sue mosse, e i tempi di attesa si prolungano. Non solo. Infatti quando scoppia qualche guerra, il tempo che ogni fazione occupa per attaccare o spostare le truppe si protrae ulteriormente, rendendo insopportabile l’attesa. A volte bisogna attendere anche oltre i due minuti. È però importante precisare che il team ci ha inviato un messaggio affermando che alcune questioni sull’ottimizzazione sono allo studio e che la versione definitiva dovrebbe essere ulteriormente migliorata. Non sappiamo se facessero riferimento a questo aspetto, ma ce lo auguriamo.

Un altro aspetto un po’ fastidioso è la quantità immensa di opzioni che rendono a volte ingestibile il nostro impero. Per raggiungere un livello di realismo molto elevato, si corre il rischio di esagerare, e così molte volte alcune opzioni finiscono per sfuggirci perché sono raggiungibili solo dopo una navigazione lunga e complicata nei menu. Anche il commercio ci è sembrato a volte poco realistico e non molto chiaro nelle transazioni.

Conclusioni

Complessivamente comunque la nostra opinione su questo titolo è positiva, ed è anche migliorata rispetto alla beta. Si tratta sicuramente di una sfida importante per gli appassionati di videogiochi strategici, e questa tecnica ibrida dei turni con un mix di tempo reale durante la battaglia rende tutto più coinvolgente. Peccato solo per i tempi di attesa che delle volte diventano snervanti, ma se si risolvesse questo disagio, crediamo che il prodotto possa essere definito di ottimo livello.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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