Ryse: Son of Rome – Recensione PC e Gameplay 4K


Recensione testuale a cura di Giulia Ambrosini

Ad un anno dall’uscita di Xbox One, Ryse: Son of Rome detiene ancora il primato per il suo comparto tecnico sorprendente, che tuttavia da solo non era riuscito al lancio ad entusiasmare sufficientemente la critica. Il titolo è approdato il 10 ottobre su PC completo dei DLC rilasciati finora, mentre le microtransazioni presenti nella versione originale sono state rimosse da Cryteck. Per la recensione del gioco base in edizione Xbox One, visitate questa pagina!

TECNICAMENTE SUBLIME
Nato come interessante progetto per il Kinect, Ryse venne successivamente convertito in Combat Game con un sistema di comandi tipico degli Hack ‘n’ Slash. La natura del titolo, ormai giunto ad una fase di sviluppo sufficientemente avanzato, non subì grandi variazioni e a farne le spese fu proprio la struttura del gameplay. Le meccaniche che accompagnano Ryse non sono particolarmente elaborate; il sistema di combo si basa su due tipi di attacco differenti, rispettivamente legati ai tasti X e Y (con cui è possibile rompere la difesa avversaria). Il tasto A è invece adibito alla schivata e all’interazione con alcuni oggetti come i collezionabili. Ad alternare i combattimenti corpo a corpo vi sono delle sequenze di difesa di punti strategici con l’utilizzo di catapulte e pilum, oppure la formazione a testuggine romana per affrontare stretti corridoi sotto una pioggia battente di frecce. La ripetitività delle situazioni di gioco è purtroppo una caratteristica che permane anche nell’edizione per PC, ma che tuttavia non sfocia mai nella noia grazie ad un’ottima varietà degli ambienti di gioco. La realizzazione tecnica della Roma imperiale ha infatti la straordinaria capacità di tenere il giocatore incollato allo schermo lasciandolo sempre meravigliato, mentre le animazioni facciali realistiche dei personaggi rendono le cut-scene estremamente intense. La trama che accompagna il titolo tocca numerosi temi classici in larga parte abusati come la vendetta, la corruzione, l’ira e il misticismo degli dei romani, ma la sceneggiatura offre sempre il fianco a situazioni di tensione crescente e di climax, soprattutto a partire dalla seconda metà della campagna. Quest’ultima si divide in otto capitoli e ha una durata complessiva di circa 6 ore. La longevità del titolo è quindi piuttosto scadente se messo in confronto con altri del suo genere. Fortunatamente il comparto multigiocatore si dota in questa edizione dei DLC che aggiungono mappe, armi, personaggi e modalità arricchendo l’offerta del titolo originale.

UN LAVORO DA UBER PC!
Su Xbox One Ryse girava ad una risoluzione di 900p e 30 frame con un risultato visivo decisamente apprezzabile. Su PC la resa in 1080p non si discosta particolarmente dalla controparte console, a parte naturalmente per il framerate che con i settaggi giusti dimostra una maggiore stabilità. L’upscaling dai 900 ai 1080p infatti non sbiadisce eccessivamente le texture, per cui un occhio meno attento potrebbe addirittura non notare differenze. Le migliorie più grandi si riscontrano senza dubbio nel settaggio dei filtri, come quello anisotropico (da 2x a 16x) e l’attivazione del filtro anti-aliasing. E’ possibile inoltre migliorare la qualità delle ombre per una resa ottimale. La vera novità per il titolo riguarda il supporto nativo alla risoluzione 4K (3840×2160), dove la differenza con il 1080p è nettamente percepibile. A questa risoluzione l’immagine viene ripulita nei contorni mostrando una nitidezza eccezionale, per cui è talvolta superfluo applicare il filtro anti-aliasing. Abbiamo testato il gioco con la seguente configurazione e potete apprezzare i risultati nel video gameplay allegato all’articolo.
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L’ottimizzazione tecnica di Ryse ci ha pienamente soddisfatti. Purtroppo la risoluzione 4K necessita di una memoria grafica molto alta, per cui i 3gb di cui disponiamo non si sono rivelati sufficienti per mantenere il gioco stabile sui 30 fps. A risoluzioni inferiori non abbiamo invece riscontrato problemi. Purtroppo non sono state apportate modifiche agli effetti del fuoco che presentavano alcuni difetti nel movimento. Nonostante questo comunque, Ryse continua a rimanere in cima alla lista dei titoli da provare per testare il proprio hardware e per deliziarsi con una grafica di nuova generazione.

CONCLUSIONE
Ryse: Son of Rome resta ancorato ai propri limiti ed offre un’esperienza di gioco apprezzabile ma non entusiasmante in termini di longevità e varietà. Consigliamo l’acquisto a chi ancora non ha potuto provare il titolo, e ha ora l’opportunità di recuperarlo completo dei DLC per il multigiocatore, che ricordiamo consiste in sfide cooperative in arene di combattimento dedicate.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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