NBA 2K15 – Recensione


Visual Concepts e 2K non di fermano mai, dopo lo straordinario lavoro svolto con NBA 2K14, il migliore esponente mai creato dei simulatori di Pallacanestro, arriva 2K15 il nuovo capitolo della serie. Saranno riusciti a migliorare il loro precedente capolavoro?
Scopritelo nella nostra recensione!

recensione a cura di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori

CAMPO E DINTORNI

L’aspetto grafico, già fortemente d’impatto nello scorso capitolo, trova un ulteriore miglioramento in 2K15: I giocatori sono facilmente riconoscibili da qualsiasi appassionato che stenterà a fare la differenza con una partita reale; i tatuaggi, lo stile di gioco, i movimenti, ogni atleta è stato riprodotto a 360° regalando un esperienza visiva di gioco non indifferente. Purtroppo, i giocatori di seconda fascia e delle squadre di Eurolega non hanno avuto lo stesso trattamento della controparte poligonale delle star dell’NBA e restano poco riconoscibili con volti spesso preimpostati.
Nella Modalità MyCareer notiamo però un cospicuo aumento nei dialoghi e nelle voci in modo tale che nessun dialogo resti muto come invece accadeva in passato. La musiche di gioco sono curate inoltre da Pharrel “Happy” Williams.
Ernie Johnson e Shaquille O’Neal, sono invece i cronisti d’onore che analizzeranno i pre-partita nascondendo i caricamenti che, purtroppo, rimangono abbastanza lunghi anche in questo nuovo titolo.
Tra gli altri volti noti dell’NBA troviamo anche la telecronista Doris Burke che da bordo campo sarà sempre pronta ad intervistare l’atleta di turno.



Ottima la resa grafica delle cheerleader capaci di intrattenerci con diverse coreografie e discreta la realizzazione del pubblico in grado di eccitarsi per i momenti caldi della partita ma ancora molto lontano dall’infondere quel calore di un tifo reale.

I WANT TO BE A NBA STAR

Il titolo offre una ricca scelta di modalità che spaziano come consueto tra online e offline. La modalità “principale” è la MyCareer dove il nostro atleta creato da zero dovrà combattere a furia di canestri per aggiudicarsi un posto tra le stelle dell’NBA. Questa volta partiremo direttamente da metà stagione con un contratto iniziale che ci garantisce una durata di 10 giorni in cui dovremo dimostrare la nostra bravura sul campo. Nella scalata all’olimpo della pallacanestro avremo al nostro fianco un giocatore più anziano che svolgerà la funzione di mentore, fornendo consigli sugli errori effettuati e su quali caratteristiche migliorare. Man mano che faremo strada nell’NBA, potremo firmare nuovi contratti, con sponsor più prestigiosi e creare la nostra linea di scarpe sportive proprio come accadeva negli scorsi capitoli del gioco.Ci viene data infine la possibilità di simulare da subito tutte le partite, questo ci permetterà di prepararci bene per gli scontri più importanti, senza dover giocare tutte le 82 partite della stagione.



Novità anche sul fronte della crescita del personaggio che ora presenta sei categorie da implementare:
Tiro in sospensione, Realizzatore da dentro, Playmaker, Atleta, Difensore e Rimbalzista.
Queste categorie raggruppano più caratteristiche e andandone a potenziarne una potremo vedere diversi parametri del personaggio crescere. E’ possibile concentrarsi su una sola di queste categorie ma è bene mantenere il personaggio equilibrato per una miglior riuscita a livello di gameplay.
Torna la modalità MyPark in cui sfidare in un vero e proprio campetto di strada altri giocatori, in partite ridotte a 15 punti massimi. Il Jordan Rec Center rimane invece il luogo in cui sfidare i vostri amici in location ufficiali in 5 VS 5 ma in match da 5 minuti. Giocare queste modalità farà salire i vostri punti reputazione online e sbloccherà nuovi contenuti come maglie e tutto l’armamentario necessario per vivere appieno il mondo della pallacanestro.
Ritorna anche la modalità MyGM, dove vestiremo i panni di un General Manager intento a far progredire la sua squadra verso la gloria nell’NBA. Avremo la possibilità di impostare schemi diversi ad ogni partita, in modo da donare al nostro gruppo di atleti un impostazione più variegata. Anche qui è possibile simulare le partite e i dialoghi del GM saranno più completi rispetto a quelli del passato che prevedevano solo la scelta tra un SI o un NO nelle risposte allo staff tecnico di squadra.
Tornano infine anche le modalità MyLeague, in cui creare la carriera dei vostri sogni potendo scegliere tra una ancora più variegata serie di parametri, e la modalità My Team, in cui il giocatore sarà chiamato a costruire un top team con i soli giocatori comprati all’asta o aprendo i pacchetti.
Simpatica l’idea dell’NBA2K TV, un vero e proprio show virtuale interno al gioco in cui vengono mostrate le interviste agli sviluppatori, gli highlights delle partite ecc.
Per quanto riguarda il rooster degli atleti vi sono 11 nuovi teams che portano il totale a 25, con il nostro paese ancora rappresentato dai campioni d’Italia dell’Olimpia Milano e dalla Montepaschi Siena.
Purtroppo, anche quest’anno, l’attenzione è totalmente rivolta alle stelle dell’NBA che avranno aggiornamenti continui sulle situazioni dei giocatori, infortuni, cambi di squadra ecc. mentre per le altre squadre dovremmo accontentarci di informazioni vecchie di un anno.

TIRO DA 3 PUNTI



Il gameplay del titolo non si allontana, ovviamente, da quello del suo predecessore ma alcune meccaniche sono state leggermente modificate in modo da favorire e avvicinare anche i giocatori principianti.
Una di queste meccanica è proprio quella di Tiro, nel vecchio capitolo bisognava soffermarsi a comprendere le tecniche di tiro di ogni giocatore per evitare di sbagliare dando troppa potenza o angolazione alla palla, in 2K15 invece la barra di tiro è posta sotto i piedi dell’atleta nel momento del lancio e il Tiro in se viene influenzato spesso anche dal tipo di marcatura posta dagli avversari sul giocatore, dal livello di fatica raggiunto ecc. prediligendo così caratteristiche esterne all’atleta.
Il gioco di squadra diventerà quindi un fattore fondamentale per cercare di mettere a segno canestri facili.
L’IA dei giocatori ci è sembrata migliore rispetto a quella vista lo scorso anno: i giocatori della nostra squadra sono capaci di marcare stretto gli avversari e di sfruttare i punti liberi sul campo, ogni volta che se ne crea uno, per cercare un passaggio sicuro. Anche gli avversari però non sono da meno, abili nel toglierci la palla e nelle finte, i giocatori controllati dal computer sono capaci di far sudare anche un player professionista se impostati sulla difficoltà massima del gioco.
Alcune delle caratteristiche avversarie però, come la potenza di tiro o la velocità sono ancora da sistemare, in alcune occasioni sembra di giocare contro squadre di Terminator capaci di centrare il canestro da metri di distanza. Fortunatamente però, come ogni anno, gli sviluppatori sono al lavoro per rendere disponibili nel più breve tempo possibile le patch con le slides perfette per ogni giocatore.



Le finte e le rubate della palla sono state migliorate e risultano ora molto più pratiche e semplici da effettuare anche se a volte sono rese impraticabili dalla, spesso, eccessiva velocità di gioco.
Una volta creata una tattica vincente, aiutati dai molteplici schemi ripresi dalla loro controparte nell’NBA reale, non conviene usarla spesso perché la CPU avversaria è in grado di adattarsi alle tecniche del giocatore e di ricercare subito un’offensiva adeguata per contrastare il suo schema.
2K15 non è un gioco semplice, per giocare al meglio è necessario imparare e memorizzare tutti i comandi e conoscere le potenzialità di ogni giocatore. Purtroppo, in questo nuovo capitolo, è stato eliminato il pratico tutorial che in passato aiutava il giocatore a imparare tutti i movimenti di gioco necessari obbligandolo a ripeterli continuamente. Il Tutorial è stato quindi sostituito dalla 2K University, strutturata su una serie di video in cui l’azione viene solo mostrata e sarà il giocatore a doverla mettere in atto nella pratica durante le partite.

COMMENTO FINALE



2K15 è il simulatore di pallacanestro per eccellenza, gli appassionati difficilmente troveranno un titolo capace di eguagliare le potenzialità offerte dal lavoro di 2K e Visual Concepts. Gli sviluppatori sono infatti riusciti nell’arduo compito di migliorare la perfezione raggiunta nello scorso capitolo, unica grande pecca la mancanza di un vero e proprio tutorial per i giocatori che decidono di avvicinarsi solo ora a questa grande saga ma che troveranno però semplificate alcune meccaniche di gioco, come quella di tiro.
NBA 2K15 ci offre una panoramica a 360° gradi nel mondo del basketball e, come ogni anno, è consigliato caldamente a chi di questo stupendo sport non può proprio farne a meno.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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