Sacred 3 – Recensione


Recensione di Simone Alvaro “Guybrush89” Segatori

Vi ricordate Sacred e Sacred 2? Con le varie subquest, centinaia di skill, protagonista da personalizzare con editor di tutto rispetto ecc ecc? Ve li ricordate? Bene, dimenticateveli

Il terzo capitolo di Sacred, abbandonato dai suoi creatori originali, il team tedesco di Ascaron, è stato voluto da Deep Silver e sviluppato da Keen Games. Il gioco rappresenta un taglio netto, non solo con il passato della serie ma anche con tutti quegli elementi ruolistici che gli avevano dato modo di uscire dal mare anonimo delle decine e decine di rpg che vengono sfornati ogni anno.
Sacred 3 è un gioco semplice e allo stesso tempo vuoto, un titolo che difficilmente piacerà ai giocatori casual e sicuramente non sarà appezzato dai fan che rimarranno fortemente delusi da questo downgrade evolutivo perpetrato da questo terzo episodio. Tanto per cominciare all’inizio dell’avventura potremo scegliere tra 5 personaggi diversi: Il Serafino, l’Ancariano, il Khukuhri, il Safiri e il Malakhim tra l’altro quest’ultimo, che è uno dei personaggi più interessanti, è disponibile solo per gli acquirenti della First Edition del gioco. Nessuno di questi character può essere personalizzato, l’editor è stato eliminato del tutto, le varie razze sono già preconfezionate e potranno solo essere potenziate nel corso dell’avventura principale.

Tolto il movimento e la schivata, due sono le abilità di base disponibili di ogni personaggio: L’Attacco Principale, tutte le razze sono dotate di arma bianca e non presentano alcuna varietà negli attacchi eccezione fatta solo per l’Arciere che predilige l’arco e l’attacco da grandi distanze, e la Spazzata, che serve ad allontanare i nemici e a spezzare le difese dei più ostici. Tutto il titolo si traduce in circa 7 ore di “spazza e ammazza” senza PNG con cui parlare, negozi in cui fare rifornimento, miniquest, oggetti da equipaggiare, qualcosa con cui interagire senza prenderlo a mazzate, nulla, un action/hack’n’slash che non è nemmeno l’ombra del passato di Sacred.


“FIAMMA! Sapete, sono un’ACCESO fan della torcia umana!”

Quel poco di gioco di ruolo che è rimasto lo troviamo nel menù di fine livello, tra l’altro un menù scarno e poco curato che fa percepire ancora più la scelta di non incentivare la componente rpg. In questo menù il giocatore potrà potenziare il personaggio comprando, con l’oro acquisito in missione, i potenziamenti per le abilità già citate e gli attacchi speciali, semplici mosse ad ampio raggio capaci di colpire più avversari contemporaneamente e che si caricheranno nel tempo o raccogliendo le apposite gemme gialle dai nemici. Nel menù di potenziamento potremo inoltre selezionare l’unico tipo di equipaggiamento fruibile nel corso della campagna ovvero le armi, giusto una manciata per ogni pg che potranno essere sbloccate semplicemente proseguendo nella modalità storia. Cambiando arma, purtroppo, le combo rimangono identiche, l’unica cosa a cambiare sono le statistiche di base dell’armamento scelto (quali Potenza, Raggio d’azione, Potenza Attacco Speciale ecc.. ) che potranno essere aumentate acquistando il relativo upgrade.

Durante la campagna, senza un criterio ben preciso, potremo ottenere anche degli Spiriti che forniscono dei bonus passivi al nostro eroe, come 20% in più di energia e simili, e che potranno essere gestiti sempre dal menù potenziamento. Poco prima di iniziare la missione scelta dalla mappa di gioco, dove la differenza tra Missione Principale e Sotto Missione stà solo nel nome, potremo comprare delle pozioni vitalità, energia ecc da usare nelle situazioni più difficili. Non saremo più liberi di girare per Ancaria, come accennavo poco sopra, il nostro girovagare per il continente magico di Sacred viene gestito da una mappa in cui scegliere la location da affrontare per un totale di circa 40 scenari a cui aggiungerne altre scaricabili nei futuri DLC. Attenzione però, non è tutto oro quello che luccica perché tra i 40 luoghi disponibili, meno della metà fanno parte della storia principale, gli altri sono spesso piccole zone chiuse in cui eliminare orde di nemici per ottenere monete ed esperienza extra.


“L’inquinamento atmosferico ha colpito anche Ancaria! Toh! Guarda che cielo!”

La trama della campagna principale prosegue quella della saga, il Cuore di Ancaria è di nuovo in pericolo e solo un manipolo di eroi, rappresentati di ogni razza del continente, può salvarlo. I Serafini, guardiani del leggendario Cuore e del suo legame sacro con la popolazione, hanno mantenuto la pace nelle terre di Ancaria per secoli. L’imperatore Zane Ashen, il cattivone di turno, è disposto a tutto pur di impossessarsi del mistico artefatto, nonostante la regina dei Serafini lo abbia celato in un luogo misterioso. Lord Zane ha quindi stretto un’alleanza con i Demoni, al fine di sconfiggere l’impero dei Serafini e trovare la via verso il Cuore. Una trama che non lascia di certo il segno, priva di colpi di scena e raccontata da brevi cut-scene simili a grandi artwork animati, conditi con la buffa ironia “alla Sacred” già vista nei precedenti episodi.
Il gameplay di Sacred 3 non lascia scampo, la monotonia si sente già dalle prime ore visto che la cosa più interessante da fare, oltre che mazzolare eserciti di nemici, è usare la spazzata contro avversari armati di scudo per stordirli e poi riempire di mazzate anche loro. La visuale isometrica fissa inoltre crea spesso situazioni confuse arrivando, in alcune zone, a nascondere il personaggio dietro gli elementi dello scenario stesso. Il mondo di Sacred 3 è privo di interazioni con l’ambiente circostante, fatta eccezione per i nemici, qualche cassa da rompere con la spazzata, una manciata di scrigni nascosti da aprire con la spazzata e delle trappole a tempo che potranno essere disattivate, indovinate un po’? Con la spazzata!


“Ho questa enorme ascia con cui spazzare e spaccare e spazzare e…emh, spaccare e, infine anche spazzare!!!”

In termini di level design troviamo dei piccoli universi costruiti con grande cura per i dettagli, colorati e vivi, peccato che non siano molto interessanti da affrontare visto che scorrono lineari e piatti, privi di vie alternative e a tratti ripetitivi. Le situazioni interessanti sono davvero poche e spesso anche quelle vengono continuamente ripetute, spegnendo l’entusiasmo del giocatore boss dopo boss: 
-PRIME LOCATION-
“Wow! Un troll gigante corazzato che spacca ogni cosa con la sua clava e i suoi attacchi caricati, ma è il massimo!”
-SVARIATE LOCATION DOPO-
“Ehi! Un troll gigante corazzato che spacca tutto con una clava, figo!”
-ULTIME LOCATION-
“Ma la madre dei troll giganti corazzati è sempre incinta?”
Tra le poche note positive del titolo troviamo il comparto multiplayer: l’intero gioco può essere affrontato in cooperativa fino a 4 giocatori, sia offline che in rete dove vedremo nuovi players aggiungersi nel corso dell’avventura e nemici farsi sempre più forti presentando un livello di difficoltà interessante e capace di appassionare anche i giocatori più esperti. Nelle fasi più impegnate, a livello di motore grafico, non abbiamo registrato alcun tipo di intoppo e nemmeno eccessive situazioni di lag. Peccato che la struttura di gioco di questa terzo capitolo non riesca a mantenere alto il livello di divertimento per più di qualche scenario che, anche insieme agli amici, alla lunga, stanca.
COMMENTO FINALE

La noia è un elemento costante in Sacred 3 e tolto il comparto grafico che presenta delle ottime animazioni, sia dei protagonisti che dei nemici realizzati magnificamente dal più piccolo al più grande e degli scenari che sprizzano fantasy da ogni poligono, sembra che il lavoro svolto dagli sviluppatori sia stato quello di demolire una saga fornendo un prodotto mediocre di cui non sentivamo davvero la necessità e che sfiora la sufficienza. Il sonoro evocativo e i giochi di luce realizzati da Keen Games sono da lodare ma non bastano a risollevare un titolo che è stato spogliato di quelle meccaniche e di quelle idee che non lo rendevano solo un ottimo clone di Diablo ma gli facevano rivestire un ruolo di rilievo nell’immenso panorama RPG. Ultima nota negativa è il prezzo, Sacred 3 non vale nemmeno la metà dei suoi predecessori eppure viene venduto quasi al doppio, se lo avete aspettato tanto, aspettate ulteriormente per un cospicuo taglio di prezzo, vedrete che non tarderà ad arrivare.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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