Recensione a cura di Giulia Ambrosini e Danilo Neve

A distanza di ben 17 anni dall’uscita di Oddworld: Abe’s Oddysee, il giovane Mudokon dagli occhi sgranati e languidi ritorna sulla nuova generazione per riportare alla luce meccaniche e atmosfere che avevano segnato in maniera indelebile la memoria di tutti i giocatori dell’epoca PlayStation 1. Al giorno d’oggi parlare di un brand come Oddworld e catalogarlo come semplice Platform in 2d può trarre in inganno, perché questo titolo va ben oltre la semplice avventura a scorrimento laterale basata su salti e abilità. In Oddworld a farla da padrone è la profonda interazione con l’ambiente che costringe il giocatore a studiare ogni passo e ogni manovra per spuntarla nelle sfide mantenendo sempre alta la concentrazione e lo spirito di osservazione. Si tratta di un titolo che seguendo la scia di altri giochi come Another World e Flashback, stimola il ragionamento e la reattività, qualità non proprio diffusa al giorno d’oggi in molti giochi.

UN GIOCO D’ALTRI TEMPI

Oddworld: New ’n’ Tasty ripropone fedelmente l’avventura del primo capitolo della serie, restando fedele in termini di meccaniche e atmosfere pur apportando diverse novità necessarie per il suo sviluppo in chiave più moderna. Il sistema di comandi si è evoluto rispetto a quello del 1997, quando il giocatore non avendo a disposizione gli stick analogici doveva attivare due schemi differenti di comandi premendo i tasti dorsali. Oggi grazie alla possibilità di muoversi con lo stick di sinistra, la croce direzionale è dedicata alle frasi che Abe può pronunciare rendendo più semplice l’approccio anche per i neofiti. Il comando per richiamare il gruppo inoltre ha velocizzato le sequenze in cui è necessario condurre più di un Mudokon in salvo e sono stati eliminati anche i caricamenti tra una schermata e l’altra. E’ stato inoltre perfezionato il sistema di lancio delle granate e aggiunti nuovi strumenti di cui Abe può servirsi. La struttura a Checkpoint impone la formula Trial and Error, ovvero morire in diversi tentativi prima di trovare l’approccio corretto. Fortunatamente è stata aggiunta anche la possibilità di effettuare dei salvataggi veloci con la pressione rapida del Touch Pad. La fluidità del gioco ha subito un miglioramento ma non ha eliminato del tutto quella certa latenza che lo caratterizzava. Si tratta di una scelta voluta per rispettare i ricordi e quindi le aspettative dei fan della serie, ma anche per non semplificare troppo un gameplay che vuole caratterizzarsi per la sua incertezza e per il senso di angoscia che deriva dall’impossibilità di attraversare velocemente un livello schivando con grandi balzi tutti gli ostacoli. In fin dei conti Abe è uno impiegato tenuto in un regime di schiavitù che tenta di evadere da un luogo tremendamente ostile: I giganteschi Mattatoi Ernia, dove dalla mattina alla sera non fanno altro che tritare carne e impacchettarla. L’impresa di fuga del protagonista inoltre si complica perché vi sono 200 dipendenti in più da salvare rispetto alla versione originale. Come nei vecchi giochi, trascurando o addirittura uccidendo un numero elevato di compagni si andrà incontro ad un finale cattivo che lasciamo a voi scoprire.

LA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA RICOMINCIA

In questo senso New ’n’ Tasty resta fedele anche alla trama e alle atmosfere del gioco. Una sera in cui era rimasto a lavorare fino a tardi al Mattatoio, Abe viene a conoscenza dei piani aziendali del suo boss, lo spietato Glukkon di nome Molluckche a seguito del calo nelle vendite degli snack a base di Paramiti e Scrab (due specie differenti di animali), decide di servirsi di una nuova materia prima: i Mudokon stessi. Il filmato introduttivo che racconta la storia, come tutte le altre sequenze, è stato rifatto da zero in alta definizione e il risultato è sorprendente. Tuttavia inspiegabilmente è stata applicata la censura all’immagine del famoso nuovo snack New And Tasty che fa da filo conduttore a tutta la storia. Al posto della classica immagine di una testa di Mudokon impalata su di uno spiedo vi è un ghiacciolo con gli occhi, molto meno inquietante rispetto all’originale. In generale anche le atmosfere di gioco, grazie ad un maggiore effetto tridimensionale e un sistema di illuminazione totalmente nuovo appaiono decisamente meno grottesche. Anche la colonna sonora è stata rimasterizzata in Dolby 5.1 dando al tutto una veste più moderna e meno sinistra. Non dovete temere comunque, Oddworld resta un mondo assolutamente spietato e brutale dove le specie viventi vengono decimante in nome della produzione alimentare di massa, senza scrupoli per l’ecosistema che viene progressivamente devastato dai fumi inquinanti degli stabilimenti. La nuova suddivisione dei livelli di difficoltà inoltre non stravolge il gameplay che mantiene in ogni caso un alto livello di complessità. Lungo i percorsi il nostro eroe non solo dovrà affrontare, aggirare o possedere gli Slig, ossia le guardie armate dello stabilimento, ma dovrà evitare trappole di ogni genere ed affrontare territori ostili dove i Paramiti e gli Scrab vivono ancora allo stato brado. L’unico vero difetto di questo remake è l’instabilità del framerate, che nelle scene più dinamiche tentenna parecchio compromettendo la precisione dei salti.

CONCLUSIONE

Oddworld: New ’n’ Tasty è un titolo ormai unico nel suo genere, che ha avuto la fortuna di tornare in forma smagliante sulla nuova generazione per appassionare ancora molti giocatori. Consigliamo vivamente il titolo ai fan della serie, che ritroveranno in esso tutta l’essenza e la meraviglia di Oddworld ad un prezzo accessibile di 20,90 euro. Ricordiamo infine che il gioco dispone delle funzionalità Cross-Buy e Cross-Save tra le piattaforme Sony (PS3, PSVita e PS4). Chissà se Oddworld Inhabitants ha già in cantiere un progetto anche per Abe’s Exoddus.

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