Atelier Rorona Plus – Recensione

A cinque anni di distanza dalla pubblicazione di Atelier Rorona Alchemist of Arland, il gioco torna sotto i riflettori grazie ad un remake per PlayStation 3 e PlayStation Vita. Questa saga non è molto conosciuta in Europa ma in Giappone è davvero popolare e può contare su decine di titoli tra spin-off, sequel e remake. Vediamo insieme cosa offre questa nuova edizione di Atelier Rorona, intitolata Atelier Rorona Plus.

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L’atelier delle meraviglie
Atelier Rorona è un JRPG piuttosto tradizionale che ci mette nei panni di Rorolina (Rorona, per gli amici), apprendista che si troverà a dover gestire l’atelier nel quale lavora. Scopo del gioco è quello di portare a termine tutti i compiti assegnati dal Regno di Arland, in una sorta di apprendistato che ricorda tanto i tempi della scuola. In Atelier Rorona il gameplay è strutturato in maniera tale da fondere insieme elementi d’avventura con fasi più ragionate, nelle quali dovremo creare le giuste alchimie usando gli oggetti presenti in laboratorio o recuperati in giro per il mondo. Rispetto all’edizione standard (uscita nel 2009), dal punto di vista delle meccaniche di gioco non è cambiato quasi niente, i combattimenti sono a turni e il party è sempre composto da tre personaggi. Le novità riguardano principalmente l’introduzione di nuovi personaggi come Totori, Meruru e Astrid (già apparsa nella serie ma utilizzabile qui per la prima volta), oltre ad altre apprendiste che seguiranno Rorona in giro per il mondo. Rinnovato anche il sistema di utilizzo dei punti magia, adesso liberamente gestibili per le tecniche speciali.

Identico anche al passato anche il sistema delle alchimie, basterà infatti buttare gli elementi nel pentolone per creare le formula, seguendo le giuste tempistiche, senza particolari sforzi da parte del giocatore. Le missioni principali sono rimaste le stesse, alle quali sono state aggiunte alcune quest del tutto inedite, mentre non ci sono novità per le missioni secondarie.
Difficile giudicare un titolo come Atelier Rorona Alchemist of Arland, il remake presenta pochissime novità, pensate soprattutto per lo zoccolo duro dei fan, per tutti coloro che non hanno digerito alcune scelte dell’originale, fin troppo “brutali” anche per l’epoca. Non aspettatevi stravolgimenti epicali perchè qui non ne troverete, del resto se conoscete bene la filosofia degli sviluppatori di GUST saprete bene che le versioni “Plus” offrono piccole migliorie e modifiche interessanti, ma quasi mai sostanziali.

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Tecnicamente parlando
A livello tecnico, segnaliamo un discreto lavoro di restyle grafico: gli sviluppatori hanno ritoccato i volti dei personaggi e i modelli poligonali ora risultano più ricchi di dettagli, nonostante lo stile in cell shading sia rimasto lo stesso. Anche le ambientazioni appaiono più curate, con fondali dettagliatissimi e ricchi di particolari, mentre le animazioni non hanno subito particolari migliorie. Il restyling è stato però studiare per risaltare al massimo sul piccolo schermo di PlayStation Vita, mentre l’edizione PS3 appare a tratti slavata, con colori poco chiari e una nitidezza dell’immagine non sempre eccellente.
Per quanto riguarda il comparto audio, segnaliamo la presenza di musiche remixati e di doppiaggi inediti per i nuovi personaggi. Tutti i testi a schermo sono in inglese mentre i dialoghi sono disponibili in inglese e giapponese, l’italiano non è presente.

Giudizio finale
Atelier Rorona Plus non rappresenta una novità per i possessori di PlayStation 3, mentre gli utenti PlayStation Vita potrebbero trovare nuovi stimoli a giocare una produzione a loro inedita. Se possedete già l’originale Atelier Rorona, sappiate che le migliorie sono minime e che l’avventura, di base, è sempre la stessa. Consigliato ai maniaci dei JRPG che tengono spenta PlayStation Vita da troppo tempo, mentre se avete “solo” una PS3, pensateci, forse l’acquisto del titolo originale risulta meno dispendioso.