Beware Planet Earth – Recensione


Recensione a cura di Danilo Neve


Dopo la fondazione di Lightmare Studio, Fabrice Chaland e il suo gruppo di collaboratori iniziarono a buttare giù un po’ di idee per lo sviluppo di un nuovo titolo che riuscisse a divertire ed appassionare i videogiocatori. La neonata software house decise di cimentarsi nella creazione di un Tower Defense, che a detta del CEO è uno dei generi più amati di sempre. 

Ad un primo sguardo, Beware Planet Earth ricorda subito il ben più noto Plants Vs Zombies, e fu proprio questo titolo di grande successo, assieme a Garden Defense ad ispirare Chaland. Dopo aver superato quindi la fase di Greenlight e aver iniziato la collaborazione con Bandai Namco, Lightmare Studio ha ben pensato di ampliare il proprio progetto sviluppando una serie di contenuti dedicati alle saghe più importanti di Valve. Il team ha così introdotto nuove classi di marziani dal look inconfondibile e dalle caratteristiche peculiari che li rendono dei nemici pericolosi.
 

MARS ATTACKS…THE COWS!
Come tutti i Tower Defense, anche Beware Planet Earth ha un obiettivo preciso: difendere le mucche presso la fattoria di Barney. Per riuscirci, avremo a disposizione dei macchinari il cui stile è ispirato ai giocattoli robot degli anni ’60. L’arena di battaglia è costruita su di una scacchiera divisa in 10×9. I Marziani tuttavia non potranno muoversi liberamente attraverso tutto lo spazio disponibile, bensì dovranno raggiungere le mucche attraversando un percorso specifico, diverso per ogni livello, lungo il quale potremo sviluppare la nostra difesa in maniera strategica. Se gli invasori dovessero riuscire a sottrarci tutte le mucche e a riportarle all’astronave perderemmo la partita e saremmo costretti a rifare il livello. E’ proprio nella gestione degli strumenti di difesa che si notano le somiglianze più rilevanti con Plants Vs Zombies. Dovremmo infatti necessariamente piazzare sul terreno almeno un generatore di ingranaggi, molto simile al girasole, che ci permetterà di accumulare la moneta d’acquisto per prendere le altre macchine. All’inizio di ciascun livello ci verranno mostrate le classi di nemici che successivamente ci attaccheranno. In base a questi ultimi, dovremo scegliere con cura gli strumenti di cui servirci. Avremo sempre a disposizione 3 oggetti di base: la pistola laser, il telecomando e il campanaccio. Il primo svolge diverse funzioni tra cui l’eliminazione di oggetti sul terreno che ci impediscono di piazzare le macchine, come le balle di fieno. Essa può inoltre danneggiare direttamente i nemici, chiudere i passaggi del teletrasporto e potenziare temporaneamente le macchine (che una volta surriscaldate dovranno essere ripristinate con l’apposito annaffiatoio). Il telecomando ci servirà ogniqualvolta vorremo sbarazzarci di una macchina piazzata sul terreno, recuperando così parte degli ingranaggi. Infine il campanaccio si rivelerà uno strumento essenziale per riportare velocemente le mucche alla base. Le categorie di Marziani si diversificano per alcune caratteristiche quali velocità, scudi di protezione e camuffamenti particolari. Il soldato SWAT ad esempio è dotato di scudo antisommossa che ne potenzia notevolmente le difese. La domestica con il suo aspirapolvere può sottrarre gli ingranaggi e tutte le trappole esplosive, mentre lo scienziato pazzo può generare uno scudo protettivo per i compagni nelle immediate vicinanze che potrà essere disattivato solo con la pistola laser.
L’ERBA DEL VICINO E’ SEMPRE PIU’ VERDE
Non si tratta di un vero e proprio difetto, ma l’eccessiva somiglianza del titolo con Plants VS Zombies per dinamiche e struttura toglie originalità a Beware Planet Earth che nel paragone diretto con il titolo di PopCap ne esce sconfitto. Esso non possiede infatti una propria personalità e non raggiunge il livello di carisma garantito dai simpatici personaggi di Plants Vs Zombies. Per gli amanti del genere, Beware Planet Earth riesce comunque a garantire un alto livello di sfida grazie alla presenza di percorsi multipli e alla possibilità di creare delle strategie di difesa differenti in base alle scelte iniziali. Va considerato però tra i difetti l’eccessiva durata di ciascun livello, accompagnato da una colonna sonora non proprio piacevole e molto spesso invadente. Arrivati ad un certo punto nei livelli più avanzati si ha la sensazione di essere sopraffatti e di perdere in parte il controllo, cosa che può portare ad un po’ di frustrazione.
CONCLUSIONE

Beware Planet Earth è un buon esponente del suo genere che saprà intrattenere ed appassionare chi deciderà di concedergli una possibilità. Il prezzo del titolo dovrebbe inoltre assicurare la completezza di contenuti carenti solitamente nei Free to Play.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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