Yaiba: Ninja Gaiden Z – Recensione


Dopo il mezzo fallimento (commerciale e di critica) di Ninja Gaiden 3, Tecmo-Koei ha deciso di rinnovare la serie creando uno spin-off: Yaiba Ninja Gaiden Z. Nuovo protagonista, il ninja Yaiba al posto di Ryu Hayabusa e nuova ambientazione. Il titolo è sviluppato da Spark Unlimited (team responsabile del mediocre Lost Planet 3) sotto la supervisione di Keiji Inafune, creatore di giochi come Dead Rising, Mega Man e Soul Sacrifice, solo per citarne alcune.
Ninja alla riscossa
Yaiba Ninja Gaiden Z è un action game decisamente classico e sinceramente ancorato a vecchi stilemi: telecamera fissa, sistema di combo e combattimenti frenetici, un titolo prettamente orientale realizzato però da un team occidentale. Il risultato, lo diciamo subito, è purtroppo mediocre. Il gioco si presenta con una trama piuttosto scialba (la solita invasione di zombie ha invaso la città) e con un gameplay obiettivamente monotono.
Scordatevi le meccaniche complesse della serie Ninja Gaiden, qui è tutto estremamente semplice e lineare: in ogni zona troveremo un certo numero di nemici da eliminare prima di scontrarsi con l’immancabile boss di fine livello. Tutto qui, non c’è veramente altro in Ninja Gaiden Z. Inizialmente il gioco si rivela piuttosto lento, del resto la prima ora di gioco è essenzialmente un lungo tutorial che permette di apprendere le meccaniche di base del gioco e di padroneggiare il sistema di combattimento. Molto interessante la possibilità di combinare vari elementi (come elettricità e fuoco per esempio) per creare incantesimi in grado di eliminare intere orde di nemici. Il gioco scorre piuttosto bene ma senza alcun guizzo creativo: tutto è estremamente banale e fin troppo tradizionale.
I piccoli enigmi si rivelano nel complesso banali: alle porte del 2014 fa effetto assistere a puzzle del tipo trova la chiave per aprire la porta, e purtroppo gli enigmi sono quasi tutti su questo tenore. Anche le fasi platform purtroppo sono inutilmente complesse e mal strutturate, oltretutto in questo caso la situazione si aggrava poichè evidenti problemi ai controlli fanno si che i giocatori riescano difficilmente a saltare su muri e piattaforme con estrema precisione.
Nota negativa riguardo la longevità: la campagna dura circa 7-8 ore e purtroppo non ci sono stimoli per rigiocare l’avventura una volta terminata, oltretutto manca una qualsiasi modalità multiplayer. Un vero peccato, giocare l’avventura in co-op ne avrebbe sicuramente guadagnato.
Tecnicamente parlando
Yaiba Ninja Gaiden Z si contraddistingue per uno stile grafico in cel shading piuttosto apprezzabile: il design dei personaggi e dei nemici è ad opera del fumettista James Stokoe, il design è estremamente interessante, peccato che dal punto di vista tecnico ci siano moltissime lacune. Le texture sono scarsamente definite e i modelli poligonali sono decisamente poveri, al tempo stesso le ambientazioni decisamente troppo spoglie.
Il comparto audio si rivela invece sottotono: le musiche rock e j-pop non convincono mentre il doppiaggio non eccelle, con voci quasi tutte simili e poco caratterizzate.
Giudizio finale
Yaiba: Ninja Gaiden Z è sicuramente un’occasione sprecata, un peccato perchè le potenzialità per fare bene c’erano tutte. A poco è servita la supervisione di Keiji Inafune, Ninja Gaiden Z è un prodotto tecnicamente datato, con un gameplay apprezzabile ma troppo ripetitivo e ancorato a vecchi stilemi del passato.
I fan del genere possono sicuramente prendere in considerazione l’acquisto di questo titolo, a patto di saper accettare gli indubbi limiti tecnici e di gameplay. A tutti gli altri, consigliamo di guardare oltre, il mercato offre titoli più strutturati e sicuramente più completi sotto tutti i punti di vista.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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