Nosgoth: First Look

Nosgoth non è esattamente quello che i fan si aspettavano inutile girarci intorno. Nato come vero e proprio seguito dei vari Legacy of Kain e Blood Omen, il titolo Square Enix è stato di fatto ridimensionato fino all’osso e trasformato in un free to play PvP esclusivamente online. In questi giorni abbiamo avuto la possibilità di provare la versione alpha per qualche ora, e, non ve lo nascondiamo, il gioco ci ha piacevolmente sorpreso.
Non è infatti semplice sopravvivere a delle aspettative cosí grandi, sopratutto se c’è di mezzo uno dei franchise più amati e carismatici, ma se affrontato senza preconcetti Nosgoth potrebbe regalare grandi soddisfazioni ed elevarsi a ottimo passatempo mordi e fuggi, visto che non prova nemmeno a voler essere come altri protagonisti del settore.
Uno dei suoi indiscutibili pregi è quello di affrontare il genere free to play con una certa personalità: il titolo Psyonix infatti non è né un MOBA, come ad esempio League of Legends, né un MMO, come potrebbero essere Aion o Tera, ma un action multiplayer cooperativo, come piace definirlo agli stessi sviluppatori. Non appena entrati nella lobby si viene catapultati in un arena nella quale 2 squadre di quattro membri l’una si dovranno sfidare a suon di sonore mazzate per mettere a segno più uccisioni possibili: sarà incoronato vincitore chi arriverà per primo a 40, o comunque chi ne totalizzerà di più nell’arco dei dieci minuti di durata di ogni round. 
Finito la prima porzione di partita infatti si cambierà fazione e ripartirà da zero, in modo da livellare il più possibile la partita. Fazioni, dicevamo: basandosi sul lore di Legacy of Kain infatti le due squadre saranno composte da vampiri e umani, e i due team non potrebbero essere più differenti, sia per caratterizzazione estetica sia a livello di gameplay. I primi infatti prediligono lo scontro corpo a corpo, nel quale sono imbattibili, mentre i secondi punteranno tutta la loro forza sulle strategie basate sulla lunga distanza.
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Non solo variazioni di facciata quindi, ma veri e propri abissi nei differenti gameplay che però, almeno per quanto abbiamo potuto provare, riescono ad essere ben bilanciati nell’economia finale della partita, dando ad entrambi i team le stesse possibilità di vittoria (sempre che ci sia una reale organizzazione tattica al loro interno, ovviamente). Partiamo dai vampiri e dalle loro caratteristiche: i Principi della notte hanno a disposizione tre classi, Reaver, Tyrant e Sentinel, corrispondenti, per i fan del lore della serie, ai clan Dumahim, Turelim e Razielim. I Reaver puntano tutto sugli attacchi a sorpresa: hanno a disposizione potenti attacchi corpo a corpo, un’abilità che gli permette di correre via velocissimi e una carica del colpo che gli garantisce grandi balzi verso il nemico. I Tyrant sono invece i classici armadi a due ante che menano come dei fabbri e resistono ai colpi più duri (ma non hanno molte chance di fuga), mentre i Sentinel, i discendenti di Raziel, sono i più divertenti da utilizzare visto che hanno la la possibilità di arrampicarsi su muri e tetti e volare per brevi tratti, magari dopo aver preso un avversario umano che potrà essere gettato da grandi altezze.
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Se la fazione dei vampiri deve per forza di cose avvicinarsi il più possibile ai nemici, per gli umani vale l’esatto contrario: Scout, Alchemist e Ranger sono infatti tre classi da combattimento a distanza, ognuna con le sue caratteristiche peculiari. I primi ad esempio sono il classico esempio del guerriero adatto a tutte le stagioni, utili nella media distanza e caratterizzati da un fuoco molto rapido (dopo il quale dovranno ricaricare). Gli Alchemist invece, un ordine esclusivamente femminile, sono un po’ l’artiglieria pesante del gruppo, capaci di lanciare bombe (in stile granata) potenti ma lente da ricaricare. Hanno anche la possibilità, come abilità secondaria, di erigere davanti a loro un devastante muro di fuoco, utile per chiudere il nemico all’angolo. Chiudiamo infine con il Ranger, che ricopre il ruolo del cecchino: Il suo arco gli permette infatti di scagliare colpi potenti sulla lunghissima distanza, perfetti per cercare di abbattere un Sentinel in picchiata verso di voi.
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Il sistema di controllo è abbastanza standard per il genere a cui appartiene il titolo: ci si muove con WASD mentre su Q, E ed F sono bindate le abilità principali, mentre il salto si effettua con la barra spaziatrice. La visuale è bloccata al movimento del mouse, il cui tasto sinistro corrisponde all’attacco principale mentre il destro alla carica del colpo. Le partite sono veloci e molto più improntate alla componente action che a quella tattica, anche se un gruppo che va per conto suo senza una strategia in mente è ovviamente destinato al fallimento e al massacro. Sparse per la mappa, che manterrà sui muri e sulle strade le chiazze di sangue di precedenti morti, ci sono anche degli altari utili a recuperare un po’ di energia o oggetti indispensabile per la buona riuscita del deathmach.
Al momento il matchmaking consente di raggruppare i giocatori pre e post livello 5, proprio per dar modo a tutti (essendo una versione aplha non è ancora presente il tutorial) di iniziare a prendere la mano prima di essere catapultati nella lega dei giocatori più capaci.
Commento finale
Se vi aspettate un titolo incredibilmente tecnico e dalle variabili infinite come League of Legends o DOTA 2 state sbagliando di grosso: Nosgoth vuole essere un action competitivo a squadre, immediato, divertente e capace di coniugare  microgestione tecnica ad abilità tattiche. Nonostante le avanzate fasi di sviluppo e il non troppo tempo concessoci per giocarci possiamo dire che la creatura Square Enix muove dei solidi primi passi, anche se in questo particolare genere di giochi tutto quello che conta è il bilanciamento generale, sul quale dovremo per forza di cose aggiornarci ad una build più completa o alla versione definitiva del prodotto.