Bravely Default – Recensione


Dopo un lungo anno di attesa arriva, anche nel nostro paese, Bravely Default, un titolo dal gusto decisamente famigliare che riporta alla mente gli esordi di una saga storica del panorama videoludico.

recensione a cura di Simone Guybrush89 Segatori

Il gioco, in esclusiva Nintendo 3DS, è il luogo dove volano le fate o meglio dove sono tornate a farlo dopo essere state bruscamente scacciate dalla loro casa originaria, Final Fantasy. Da troppo tempo ormai il titolo campione di incassi Squaresoft, e poi Square Enix, sembra aver perso quella magia che rendeva unici i primi capitoli della saga, magia che trova dimora in questo piccolo gioiello per 3DS in grado di riportare ai fausti di un tempo il genere JRPG.

QUATTRO PERSONAGGI UN SOLO DESTINO



Introdotta da una splendida animazione in computer grafica, l’atmosfera fantasy del gioco trascina il giocatore in una sorta di medioevo magico, e allo stesso tempo tecnologico, in cui le forze oscure stanno divorando i pilastri che sorreggono il mondo. A guardia di questi pilastri elementali ci sono delle figure denominate Vestali che hanno il compito di preservarne la prezza e l’integrità. Il primo personaggio presentato nel filmato è una vestale del vento, Agnes Oblige, che sconvolta dalla potenza dell’oscurità partirà alla ricerca di un modo per contrastarla. Ad accompagnare Agnes nel suo viaggio ci sarà il giovane pastore Tiz, l’unico superstite di una piccola cittadina tra le montagne inghiottita dal terreno nello stesso istante in cui una nube cinerea ha distrutto il cristallo del vento. I due ragazzi faranno poi la conoscenza di Ringabel, un misterioso personaggio che ha perso la memoria e tutto quello che ricorda è di essersi svegliato accanto ad un libro in cui sono descritti stralci del loro futuro. A completare il quadro arriva Edea, una guerriera dell’ordine dei cavalieri celesti che sfiderà il comandante, suo padre, per aiutare i 3 ragazzi.
Bravely Default riprende quindi la formula tipica del mondo in rovina che vede pochi prescelti lottare e superare mille ostacoli pur di salvarlo. Eppure la trama non è così scontata come sembra, anzi il gioco offre tempi drammatici ed espedienti narrativi davvero inaspettati. La storia del titolo parte mostrando al giocatore un amalgama degli elementi classici tratti dagli story line di Final Fantasy per poi sfociare in qualcosa che si avvicina alla meta-narrazione con grandi colpi di scena che costituiranno momenti di pathos di alto livello.
Una delle cose che più ci ha colpito sul piano narrativo è senz’altro la caratterizzazione dei 4 protagonisti capaci di appassionare alla vicenda e tenere alto l’interesse del giocatore dall’inizio alla fine del gioco. Sono stati doppiati tutti i dialoghi del gioco, avremo modo di ascoltare più e più volte il timbro vocale dei personaggi per un esperienza che immergerà completamente il player nella storia dei 4 ragazzi. Inoltre il gioco è stato totalmente tradotto in italiano fruibile però solo dai sottotitoli mentre l’audio rimane in giapponese o inglese.
Grazie alle Conversazioni, sbloccabili pian piano durante tutta la narrazione principale, i personaggi approfondiranno il loro legame confrontandosi con i fatti da poco avvenuti nello story line. Potremo inoltre carpire dei dettagli fondamentali di ciò che attende il futuro dei giovani sfogliando il misterioso libro di Ringabel.



I fan del genere ricorderanno sicuramente Final Fantasy: The 4 Heroes of Light. Bravely Default doveva essere una sorta di sequel spirituale di quel JRPG, da cui riprende però solo le splendide atmosfere retrò trasformandosi in qualcosa di totalmente diverso. Il team di sviluppo, i Silicon Studio, sono riusciti nel creare un titolo che perde il nome del famoso brand in cui pianta le radici, ma riesce ad essere più Final Fantasy di quanto lo siano stati gli ultimi capitoli della serie. Già dal sottotitolo, “Dove volano le fate” Bravely Default vuole dimostrare il suo legame con il franchise Square Enix assumendo però un ‘identità propria. Ad occuparsi del progetto troviamo molti nomi famosi della saga di FF a cominciare dal producer, Tomoya Asano che non si è occupato soltanto di The 4 Heroes of Light ma anche dei remake per Nintendo DS di Final Fantasy III e Final Fantasy IV e infine del porting per PSP dello strategico Final Fantasy Tactics.
Anche Akihiko Yoshida, sapiente risorsa che ha sondato in lungo e in largo il panorama Final Fantasy e spin-off, entra nel team come direttore artistico regalando ai giocatori degli scenari evocativi e di grande impatto. La sceneggiatura invece è tutta scritta da Naotaka Ayashi, autore della storia di Steins;Gate, visual novel di grande successo da cui è nato un universo di merchandising di vario genere ( probabilmente poco conosciuto nel nostro paese ). A completare l’excursus sui creatori del gioco, troviamo un’altra star nipponica: Revo, leader della band Sound Horizon, che si è occupato della parte audio con un mix di sound moderni e melodie magiche.

UN DIPINTO CHE PRENDE VITA



Il comparto tecnico di Bravely Default non assomiglia per niente a quello di un videogioco, sembra più una grande opera d’arte che prende vita azione dopo azione. Gli scenari sono totalmente disegnati a mano e i loro dettagli sono animati con grazia e armonia sopra una grande tela colorata ad olio su cui viene narrata l’intera trama. I personaggi sono disegnati con tratti decisi e morbidi in grado di far passare in secondo piano la scarsità di poligoni con cui sono realizzati.



La modalità stereoscopica non è certamente tra le migliori viste su 3DS ( eccezion fatta per i pochi filmati in computer grafica ) ma Bravely Default è una meraviglia visiva dove l’arte compensa quello che la tecnologia non riesce a dare.

COMBAT SYSTEM D’ANNATA



Giocare a Bravely Default è come vivere un vero e proprio ritorno alle origini, un gradito ritorno a quella formula che nel lontano 1992, rendeva unico il gameplay di Final Fantasy V attraverso un job system libero ed elastico ed una gestione delle classi che porta il giocatore a personalizzare e gestire a proprio piacimento il party costruito.
Il titolo presenta una grande varietà di classi che vanno dalle semplici Mago Nero o Bianco, Cavaliere, Tuttofare ecc.. a ruoli più complessi come il Monaco o lo Spadaccino che vantano una rosa di abilità molto più ampia. Equipaggiando una classe, e superando molti scontri, potremo accrescere il livello del nostro personaggio e della classe equipaggiata che otterrà preziosi upgrade ad ogni nuovo livello.
La classe di un eroe non modifica solo le abilità ma anche la relazione che questo personaggio avrà con gli oggetti equipaggiati: il Cavaliere darà il meglio di se equipaggiando uno scudo insieme ad una lancia o una spada mentre il Monaco, esperto pugile, diventerà più potente se lasciato senza equipaggiamento su entrambe le mani. Oltre a scegliere noi quali oggetti equipaggiare agli eroi potremo fare affidamento sull’opzione “Ottimale” che equipaggia automaticamente un pg a seconda della classe scelta.
Insieme alla classe primaria potremo equipaggiare una seconda classe di supporto che aggiungerà tutte le abilità attive di quella classe al character scelto: se, ad esempio, decidiamo di far vestire ad Agnes i panni della maga bianca essa avrà accesso a tutte le magie di luce e i potenziamenti che la classe in questione comporta; se poi accompagniamo la sua classe con la Maga Nera, Agnes avrà accesso anche a tutte le magie oscure senza però gli effetti passivi di quella classe.
Il cambio classe non trasforma solo le abilità, anche a livello visivo i piccoli eroi prenderanno le fattezze della classe in equip indossando abiti e cappelli adeguati, il tutto realizzato con una maniacale cura per i dettagli di ogni costume.



Si torna a combattere a turni: il giocatore avrà tutto il tempo di pianificare, per filo e per segno, le mosse ribaltando la situazione attraverso le opzioni di Brave e Default, una svolta strategica che rende il sistema di combattimento ancora più performante.
Il Brave consente di giocare fino a tre turni in più oltre a quello in corso. Il Default invece permette di porsi in difesa, dimezzando i danni subiti ma rinunciando al proprio turno. Entrambe le possibilità vengono misurate da un contatore di turni posto vicino al nome del personaggio, che potrà agire solo se questo contatore e pari o superiore a 0. Sfruttando troppe volte le possibilità di Brave infatti potremo si agire fino a 4 volte di fila con ogni eroe ma dovremo poi attendere che il contatore torni a 0 per poter agire di nuovo, subendo nel mentre gli attacchi dell’ avversario che potrà anch’esso far uso di questa strategia.
Questa semplice tecnica dona grande profondità tattica agli scontri, consentendo al giocatore di scegliere in quali turni coprirsi e quali pg coprire per scatenare, al momento opportuno, un distruttivo attacco sull’avversario.
Il contatore Brave e Default verrà azzerato alla fine di ogni incontro consentendo al player di iniziare uno scontro alla pari con un nuovo nemico.
L’avventura scorre lineare con, purtroppo, pochi momenti esplorativi in favore di una struttura basata su sequele di dungeon-città-dungeon-città senza variazioni di sorta.
Durante la storia il giocatore potrà dedicarsi anche alla ricostruzione di Norende, la città natale di Tiz, attraverso un mini-gioco gestionale che consente di ricostruire le abitazioni e i negozi di zona fornendo oggetti ed equipaggiamenti al mercante itinerante, buffa figura posizionata in vari punti del titolo che permetterà di acquistare i materiali da Norende e salvare la partita.

MODALITA ONLINE



Attraverso l’ormai noto sistema Street Pass incontreremo altri giocatori che potranno essere chiamati in aiuto durante le battaglie più difficili. Sarà possibile anche registrare alcune combinazioni di mosse da condividere con gli amici o utilizzare contro gli avversari.
Nel titolo è presente anche una abilità chiamata Second che si basa sulle microtransazioni proprio come quelle viste nelle app di un comune smartphone. L’abilità permette al giocatore di bloccare il tempo moltiplicando il massimo numero di turni disponibili per il Brave e attaccare quasi infinitamente il nemico. Per usare tale potere si dovrà però spendere del credito reale ed acquistare una speciale pozione che fornisce una ricarica ogni volta che il contatore, simile a quello del Brave & Default, scende a 0. Fortunatamente questa opzione è totalmente accessoria e il gioco può tranquillamente essere ultimato senza farne uso.



Oltre all’edizione normale è disponibile una splendida Collector Edition, in edizione limitata, che contiene una statuina di Agnes, un corposo Artwork, 34 carte RA per la realtà aumentata e la colonna sonora del titolo il tutto confezionato in un lussuoso cofanetto!

COMMENTO FINALE



Bravely Default è, insieme al recente Ni No Kuni, una delle massime esposizioni di un genere che ha fatto la storia dei videogiochi e sta pian piano sparendo dalla scena ludica nonostante il grande numero di fan attivi. Il titolo è un capolavoro di storia, design e gameplay dove una semplice ma efficace strategia riesce nell’innovare un Combat System d’annata. Bravely Default è il passato e allo stesso tempo il futuro di Final Fantasy. Nella speranza che Square Enix decida di seguire questo ritorno alle origini il nostro consiglio è quello di correre a comprare una copia del gioco ed immergervi nella vera essenza del JRPG.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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