Gran Turismo 6 – Recensione: prima parte


NOTA IMPORTANTE: Considerato che il gioco è stato ricevuto in redazione appena due giorni prima il lancio sul mercato e il conseguente scadere dell’embargo per cause non riconducibili né a Games.it né a Sony stessa, a cui si aggiunge il fatto che è stata distribuita solo nella giornata di ieri l’importante patch da oltre 1 GB che sarà disponibile per tutti al primo avvio del gioco e che le modalità online sono state attivate soltanto poche ore fa, abbiamo deciso di dividere questa recensione in due parti. La prima parte si concentra principalmente sul gameplay e sulla modalità Carriera, offrendo quindi una analisi iniziale delle qualità del gioco. Appuntamento a lunedì per la seconda parte dedicata al resto degli aspetti del prodotto (analisi delle effettive migliorie apportate dalla patch compresa) e per la videorecensione. 

Il franchise di Gran Turismo ha avuto l’indubbio merito di sdoganare su console il racing simulativo, quello che è ed è ancora oggi uno dei generi predominanti su PC. Naturalmente nei limiti della cosa, compatibili con l’immediatezza da sempre richiesta nel mondo delle console, Gran Turismo riuscì nell’intento fin dal primo episodio, evolvendosi con intelligenza con il passare degli anni e delle varie uscite. 

L’altro merito indiscutibile della saga ideata da Yamauchi e Polyphony è quello di saper trasmettere al giocatore una passione per le auto e per il mondo delle corse pura e genuina. Una passione fatta di cura al minimo dettaglio, di attenzione a quelle piccole cose che messe insieme riescono a regalare un’esperienza di gioco autentica, reale, unica. È ciò che in fondo ha fatto innamorare di questa saga milioni di appassionati di tutto il mondo e che ancora oggi, nonostante le lampanti qualità di Forza Motorsport, franchise di casa Microsoft nato proprio per contrastare Gran Turismo, riesce a mantenere vivo questo amore. 
L’annuncio di Gran Turismo 6 su PlayStation 3 ha sorpreso gran parte degli appassionati: visti i tempi, in molti si attendevano una risposta al primo Forza Motorsport lanciato con Xbox One. Sony e Polyphony hanno invece deciso, e come avremo modo di vedere giustamente, di investire risorse nello sviluppo di un secondo capitolo sulla vecchia PlayStation 3, facendo tesoro dell’esperienza formata dal lungo e difficile percorso che ha portato Gran Turismo 5 nei negozi ormai tre anni fa. 
Il primo impatto con Gran Turismo 6 è quello che esattamente ci si aspetterebbe. Un filmato interattivo che trasuda di classe, eleganza e amore per le auto e per le corse da ogni singolo frame, con la medesima filosofia che è ovviamente confermata anche per l’interfaccia dei menù, completamente rinnovata rispetto al precedente episodio. Adesso, è molto più intuitivo e semplice accedere alle tante modalità che il nuovo Gran Turismo 6 è in grado di offrire, sebbene, tramite un apposito tutorial, si penserà prima di tutto a mandare il giocatore in pista, per saggiare le novità inserite dal punto di vista del gameplay.
Mani sul volante (o sul pad, se preferite o non potete disporre di un adeguato playset) si riceve subito quel feeling che da sempre rende unico Gran Turismo rispetto i competitor, anche ai simulatori, certamente ben più realistici, che è possibile trovare su PC. La nuova fisica restituisce auto che si guidano con maggior naturalezza anche con il semplice DualShock 3 e l’inedito sistema delle sospensioni, grossissima introduzione sotto questo aspetto dal precedente episodio, rende ancora più eccitante l’ingresso e l’uscita dalle curve, con la piena consapevolezza di quanto si possono sfruttare o meno i cordoli sistemati. L’aderenza al tipo di asfalto è garantita in ogni caso, confermando lo splendido lavoro già svolto con Gran Turismo 5, e non si ha mai la sensazione di sforare il confine che separa arcade e simulazione. Se Forza Motorsport, specialmente nell’ultima apparizione per Xbox One, è il trionfo del realismo a tutti i costi, Gran Turismo non vuole mettere da parte il piacere unico della guida, anche per i giocatori meno esperti.
Le varie opzioni disponibili permettono quindi di scalare il livello di difficoltà a proprio piacimento, agendo su elementi come controllo di stabilità, trazione, ABS e altri dettagli ancora. Senza dimenticare ovviamente tutte le opportunità offerte dalla personalizzazione degli assetti, in grado di stravolgere completamente il comportamento di una vettura.
Insomma, il classico corollario di possibilità che danno la chance al giocatore di plasmare l’esperienza di guida a seconda delle proprie esigenze, così da dare la possibilità a tutti, ma veramente a tutti, di divertirsi con Gran Turismo 6, un prodotto che comunque cerca di rispettare in pieno il titolo di “Real Driving Simulator” che lo contraddistingue praticamente da sempre. Ciò vuol dire, e appare chiaramente scontato specificarlo, che Gran Turismo punta comunque deciso verso un certo tipo di esperienza di guida: non veloce e “tamarra” (passateci il termine) come un Need for Speed, non distruttiva come un Burnout. È il piacere della guida e delle corse a quattro ruote fatto videogioco, con il rispetto di tutte le componenti che fanno parte di questo fantastico mondo con un occhio deciso puntato verso il realismo. 

Realismo che sinceramente non viene garantito proprio sotto tutti gli aspetti. Nel corso della nostra prova, e non sappiamo al momento se ci saranno modifiche in questo senso con aggiornamenti futuri, ci siamo accorti della totale mancanza di danni meccanici. Uno scontro violento con un’altra vettura, un impatto contro le barriere di protezione o comunque un semplice errore non scaturiscono gli effetti naturali che sorgerebbero da tali situazioni: l’auto ne esce praticamente sempre intatta, con qualche eccezione rappresentato da sporadici graffi sulla carrozzeria. Un passo indietro che non ci aspettavamo, visto che Gran Turismo 5, seppur solo in alcune modalità e solo con una patch successiva al lancio, inserì danni meccanici e fisici piuttosto importanti, al livello di quelli offerti dalla concorrenza. Il perché della loro assenza non riusciamo davvero a spiegarcelo.
Altra nota dolente arriva dall’intelligenza artificiale. Trattandosi solo della prima parte di quella che sarà una lunga recensione sospendiamo il giudizio, ma al momento non siamo affatto soddisfatti: gli avversari in gara, soprattutto nella modalità Carriera, sono dei semplici ostacoli da superare troppo facilmente. Lottano con timidezza tra loro, ma non si pongono mai, praticamente mai come rivali veri del giocatore. Una caratteristica che migliorerà proseguendo nel gioco? Non è da escluderlo, per questo aggiorneremo il giudizio nella seconda parte di questa recensione. 
Sfruttiamo l’assist per cominciare a parlare delle modalità disponibili partendo proprio dalla Carriera, che presenta qualche modifica rispetto il precedente episodio. Fermo restando che è stato mantenuto ovviamente il sistema delle patenti, ci si ritrova di fronte a una crescita progressiva: nel corso dei vari eventi da affrontare, il giocatore può guadagnare delle stelle che dipendono dai risultati ottenuti in gara. Stelle che servono ovviamente non solo per sbloccare eventi successivi, ma per accedere anche a qualche interessante alternativa: come le Pause Caffè, piccoli mini-giochi pensati per variare la formula di gioco tramite sfide totalmente diverse traloro, o altri eventi speciali che permettono comunque di spezzare la monotonia.
Il bello e il grande pregio di Gran Turismo 6 è proprio questo: saper offrire una varietà incredibile di eventi e possibilità. Si passa dalle semplici gare con utilitarie, a divertenti corse con i kart, fino a passare per prove a tempo con auto dalla cilindrata importante e altri tipi di sfide. In buona sostanza ci si diverte in continuazione, si ha sempre la voglia di andare avanti, sbloccare l’evento successivo e continuare. Un merito che è peraltro condiviso con il sistema di guida che si accennava, capace di scatenare un piacere quasi assuefante.
Commento finale
A parte qualche difetto, questa primo incontro con Gran Turismo 6 ci ha decisamente convinto. Siamo di fronte al prodotto che ci aspettavamo: appagante dal punto di vista del gameplay, con le giuste migliorie previste e desiderate, completo e ricco di possibilità per quel che concerne modalità di gioco e possibilità offerte. Il nostro viaggio con la nuova creatura Polyphony è però ancora all’inizio.
Nella seconda parte di questa recensione, che contiamo di pubblicare nella giornata di lunedì al termine di una prova intensa durante il week-end che porterà anche una videorecensione, esamineremo il resto delle modalità di gioco, compreso il multiplayer online, che è stato finalmente attivato soltanto nella giornata di ieri. Ci concentreremo ovviamente anche sulla ricchissima disponibilità di auto e circuiti, sull’interessante Vision Gran Turismo e sull’effettiva incidenza che le microtransazioni possono avere sul gioco. Se ne è parlato tanto e proveremo a dire la nostra. 
Approfondiremo come promesso il discorso che riguarda l’intelligenza artificiale, finora piuttosto deludente, e naturalmente faremo un’analisi approfondita dell’impressionante comparto tecnico, che nella sua maestosità presta il fianco a qualche leggerezza legata a un hardware, quello di PlayStation 3, ormai spremuto veramente all’inverosimile. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, Gran Turismo 6 è il canto del cigno più bello che PS3 potesse desiderare.    

 

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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