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Shadow Warrior: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Come succede sempre più spesso nell’industria cinematografica, anche nel mondo dei videogiochi pare essersi affacciata la voglia di produrre remake delle vecchie glorie di un tempo. E’ questo il caso di Shadow Warrior, remake del gioco di 3D Realms, sviluppato nel 1997. Il progetto è stato affidato ad una software house semi conosciuta, qui al loro secondo gioco: si tratta del Flying Wild Hog, programmatori del bellissimo Hard Reset. Saranno riusciti a realizzare un degno remake di uno dei giochi più violenti e divertenti della vecchia scuola?

SANA VIOLENZA
La storia alla base del gioco non è di quelle che prenderanno l’Oscar della genialità, ma credo che per controllare un guerriero semi mistico, che tagliuzza demoni e umani per lo scopo di recuperare una Katana leggendaria, non serva tutta sta grande creatività. Eccoci dunque a controllare un personaggio che vive di stereotipi da film d’azione, denso di battute degne del migliore B-Movie in circolazione e che per salvarsi la pellaccia, decide che i poteri di un Demone possano fargli comodo nella grande battaglia che si appresta a combattere. Ultimo ma non meno importante, arrivano anche le soluzioni mistiche che renderanno il giocatore, una vera e propria macchina della morte, capace di sferrare portenti colpi grazie alla sua spada. Il gioco, d’altra parte, ci pone nei combattimenti all’arma bianca quasi da subito e devo ammettere, che tagliuzzare e affettare orde di demoni oppure di umani, è veramente molto divertente. Il tutto si condisce non solo di tanta frenesia ma di una spettacolare dose di violenza degna del miglior splatter in circolazione, ma attenzione, il gioco non regala violenza gratuita, non siamo dalle parti di un Postal dove tutto è permesso, qui si combatte per la propria vita, orde di gente che sicuramente non vuole portarci al parco per vedere le paperelle!!! Il tutto risulta difatti più grottesco o grandguignolesco che non violento e furioso. Il giocatore non è comunque privo di armi, perché a voler ben vedere, è anche vero che con la spada si possono fare danni notevoli ma è davvero impossibile abbattere il gran nugolo di nemici che ogni tanto si palesa a schermo con una sola Katana.

SCAGLIONI DI DIVERTIMENTO
Gli schemi di SW si dividono fondamentalmente in comparti stagni di cui ognuno è facente parte dei vari livelli che compongono il gioco. Detto in parole povere, perlustriamo una zona (com i suoi segreti), ammazziamo tutti e si prosegue alla successiva previo caricamento di mappa. Certo, i più che sono abituati a ritrovarsi in spazi aperti o grandi schemi, potrebbero anche storcere il naso, ma la scelta del canalone non risulta troppo dispersiva benché qualche volta mi è capitato di storcere il naso nel perire per colpa di un ambiente davvero troppo piccolo per muoversi e combattere allo stesso tempo con decine di nemici a video. Non male però l’esplorazione generale che non si attesta su grandi livelli di libertà ma si lascia apprezzare anche se avrei gradito trovare meno “pareti invisibili” che all’oggi, hanno un filo stancato.

POTERI DEMONIACI
Come detto poco sopra, per vincere la guerra alle forze del male, il nostro personaggio, accetta di buon grado l’acquisizione di determinati poteri demoniaci. La nostra scalata al potere si divide fondamentalmente in tre fasce di potenziamento: per potenziare le armi serviranno i soldi che si trovano in grande quantità all’interno delle mappe. Le abilità vere del giocatore si basano sul Karma, che può essere acquisito sia dai nemici che esplorando. Per ultimo, abbiamo il Ki, che sblocca i poteri speciali, che si attivano trovando unicamente dei cristalli speciali, nascosti per gli schemi. Unica nota dolente per quanto concerne i poteri speciali, riguarda il comando con cui vengono impartiti che di solito si attiva premendo due volte un tasto direzionale più tasto destro o sinistro del mouse: non proprio intuitivo nelle prime giocate, ma man mano ci si prende la mano.

SBRODOLAMENTO DI POLIGONI
Shadow Warrior è un titolo divertente e capace di farci vivere vera gioia nei combattimenti come poche altre volte mi è capitato di provare, ma il tutto perde di efficacia con la grafica a schermo che non riesce ad essere davvero degna. Le ambientazioni cosi come i modelli 3D dei mostri non brillano ne per bellezza ne per ricchezza di particolari anzi, il tutto risulta squadrato e troppo tirato via. Davvero un vero peccato se consideriamo che i Flying Wild Hog, con il loro Hard Reset, avevano portato a schermo svariate meraviglie estetiche e grafiche. Un lavoro più curato sotto il profilo estetico, avrebbe reso il titolo un autentico gioiellino del 2013. Segnalo in ultimo che il gioco non è tradotto nella nostra lingua, neanche per quanto concerne i sottotitoli.     
        
Poco altro da aggiungere sul gioco che regala momenti di intensa frenesia, sangue e violenza a fiumi e un gran numero di ore di divertimento, marcato sulla decina a livello difficile. Pecca sotto il profilo del multiplayer, qui totalmente assente, ma ci si trova per le mani un gioco dal gameplay ben rodato.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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