FIFA 14 – Recensione


È un anno importante questo per il genere dei simulatori calcistici. Da una parte abbiamo il ritrovato Pro Evolution Soccer che, con l’edizione 2014, è riuscito indubbiamente a mettere il primo mattone per una rinascita che si concretizzerà con la nuova generazione di console. Dall’altra abbiamo il solito FIFA, ormai certezza da qualche anno e pronto anche questa volta a confermarsi come re dei giochi di calcio. E naturalmente FIFA 14 non fa eccezione alla regola e si pone come quel sensibile miglioramento del già “quasi” perfetto FIFA 13 che tutti gli appassionati speravano, in attesa di vedere come andrà con le versioni next-gen.

Non è una rivoluzione, ma il consolidarsi di una certezza
Sarebbe stupido aspettarsi clamorose innovazioni da FIFA 14. Del resto, EA Sports non ha certo bisogno di rivoluzionare una struttura di gioco che le ha permesso di conquistare il trono e i cuori degli appassionati di tutto il mondo. Eppure, nonostante la base rimanga sempre quella del passato, tutte le piccole migliorie apportate dagli sviluppatori canadesi hanno dato al gioco, ancora una volta, un nuovo volto, nuove sensazioni e la piena consapevolezza che sì, anche con FIFA 14, sarà necessario un po’ di tempo prima di prendere confidenza con le novità.

Pure i giocatori più esperti potrebbero trovarsi spiazzati dalle esigenze del nuovo FIFA. Gli sviluppatori hanno dato ascolto alle considerazioni, le critiche e ai suggerimenti degli appassionati e lo notiamo subito in un ritmo più lento e ragionato rispetto FIFA 13, che predilige una costruzione certosina della manovra come mai era stato fatto finora, ma al contempo una personalizzazione dell’esperienza di gioco che semplicemente non ha eguali. La tattica, inutile dirlo, diventa elemento fondamentale per non rischiare di prendere sonore bastonate dagli avversari. Bisogna saper adattare il modulo ai giocatori a disposizione o viceversa, cercare di trovare i gusti fraseggi e partorire lo stile di gioco che più si predilige alla squadra e al tipo di partita che bisogna affrontare. In FIFA 14, soprattutto ai livelli di sfida più elevati, bisogna lavorare sodo, come veri e propri “mister”, per trovare il giusto equilibrio di squadra che permetta di vincere le partite.

Anche perché, aldilà del discorso basato sull’importanza della tattica, bisogna prima di tutto prendere confidenza con il nuovo sistema di controllo. La rinnovata fisica del pallone, unita a movimenti dei calciatori ancora più realistici e che considerano praticamente ogni variabile dal punto di vista di equilibrio del corpo e contatti con avversari, richiede un controllo ragionato, a tratti delicato. Non si può più prendere il giocatore migliore al mondo e scattare in modalità turbo; non si può sperare inoltre di superare un avversario solo contando sulle doti tecniche: bisogna mostrare astuzia e sfruttare il giusto tempismo per effettuare il dribbling; non si può sperare nemmeno di lanciare il giocatore davanti al portiere per essere sicuri di andare in rete: un posizionamento errato, un tiro troppo forte o molto debole e decine di variabili possono farvi sbagliare anche la più semplice delle realizzazioni.

FIFA 14 non è affatto immediato. Ci vuole tempo, accettare di prendere qualche pesante sconfitta, pazienza e calma per assimilare appieno la struttura di gioco del nuovo nato di casa EA Sports. E non si consiglia nemmeno di proseguire per gradi in termini di difficoltà: sia perché il bilanciamento tra un livello e l’altro continua a non essere propriamente ottimale, sia perché, a parere di chi scrive, è meglio sfidare subito la CPU ai livelli più elevati così da essere “costretti” a studiare diversi moduli e differenti strategie prima di trovare quella perfetta da adattare al proprio stile di gioco. A quel punto, inizierete a divertirvi sul serio (non che all’inizio non lo sia, ma l’adattamento al gameplay è un processo delicato che potrebbe scoraggiare i meno pazienti), capirete quanto siano importanti le novità più evidenti pad alla mano, come la possibilità di tirare la maglia dell’avversario in fase di corsa e di difendere il pallone dagli attacchi avversari, e quindi potrete affacciarvi nelle vaste lande dell’online, che ospita milioni di giocatori pronti a vendere cara la pelle.

Le due novità citate rendono il pacchetto complessivo dell’esperienza di gioco più soddisfacente, poiché portano a contrasti e collisioni tra i calciatori più realistici e finalmente ben puniti dai direttori di gara, migliorati enormemente rispetto FIFA 13. L’upgrade all’Impact Engine è talmente evidente da soddisfare anche i più esigenti, così da rispettare quello che è di fatto il calcio moderno, fatto di scontri e fisicità a non finire, ma non per questo certo poco spettacolare: concetto che peraltro si applica alle partite che vedrete in FIFA 14. Si alterneranno match spettacolari, a incontri noiosi bloccati sullo 0-0 che possono essere sbloccati solo dalla giocata singola. A dimostrazione dell’estrema duttilità del sistema di gioco.
Tutto perfetto? Ovviamente no, le simulazioni per natura sono sempre aperte a miglioramenti e FIFA 14 non fa chiaramente eccezione. Forse eredi di una struttura di gioco che nacque di fatto con FIFA 07 su Xbox 360, bisogna ancora lavorare sulle palle alte, che restituiscono situazioni in cui i giocatori si limitano semplicemente ad ammirare la sfera in arrivo come bloccati sul terreno in attesa di svettare, per primi, sul pallone. Un problema che è stato leggermente limato sui cross in movimento, ma che al contrario persiste eccome sui calci piazzati e che si ricollega direttamente all’intelligenza artificiale. Ottima in quasi tutte le situazioni, tranne appunto su cross e calci da fermo, specialmente per quanto riguarda i difensori, ancora un po’ troppo deboli rispetto gli avversari.

Per il resto, ci troviamo a segnalare difetti minori che riguardano essenzialmente l’aspetto tecnico della produzione. Ad esempio, la telecronaca affidata ancora al duo Caressa-Bergomi ha veramente bisogno di una forte svecchiata. Troppe le battute riciclate dal passato, troppi i momenti in cui i due non riescono affatto a sincronizzarsi tra loro e con quanto accade in campo e pochissime le vere novità in tal senso. Si spera che con la nuova generazione si proceda a un lavoro completo di registrazioni inedite. Poi, un comparto grafico che sente evidentemente il peso degli anni, e sebbene si sia lavorato parecchio su illuminazione, animazioni e modelli poligonali dei protagonisti, è chiaro che solo con la next-gen sarà lecito aspettarsi grosse rivoluzioni da questo punto di vista.

FIFA 14 affianca tutto questo a un gruppo di modalità di gioco vasto ed assolutamente eccezionale. Si va dalla semplice modalità Carriera, arricchita quest’anno dalla Rete Mercato Globale che permette di inviare i propri osservatori in giro per il mondo alla ricerca dei giocatori dalle caratteristiche più adatte sul momento per migliorare la squadra, al ricco comparto di modalità online, che comprende la sempre perfetta e assuefacente Ultimate Team, le Stagioni e la possibilità di giocare 11 contro 11. Online che purtroppo non abbiamo avuto il tempo di approfondire come si deve.
Nessun problema chiaramente dal punto di vista delle licenze. Sono tantissimi i campionati presenti (Serie A completamente licenziata con calendario ufficiale, mentre la Serie B vanta solo le licenze delle retrocesse) e gli stadi in cui giocherete le vostre partite. Se da una parte è il punto debole della concorrenza, dall’altra è indubbiamente il pezzo forte, la “ciliegiona” sulla torta di un gioco di calcio di altissimo livello.

Commento finale
FIFA 14 è la conferma definitiva di un franchise che in questa generazione non ha fatto altro che regalare soddisfazioni. EA Sports “saluta” la generazione corrente con un episodio che non solo conferma e migliora quanto fatto in passato, ma soprattutto pone le basi sul genere di migliorie che sarà necessario attendersi dalle versioni per console di nuova generazione.
Siamo curiosi di vedere in questo senso quanto FIFA 14 si migliori su PlayStation 4 e Xbox One già il prossimo novembre, ma è chiaro che per un episodio veramente next-gen bisognerà aspettare FIFA 15.
In ogni caso, FIFA 14 è un acquisto imprescindibile per tutti gli appassionati e anche quest’anno si conferma come la simulazione calcistica di riferimento.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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