Saints Row 4 – Recensione


Partiamo subito con un dato di fatto: Saints Row IV è un gioco fuori di testa, un gioco matto in ogni suo aspetto. Esagerato in ogni particolare, talmente esagerato e “caciarone” da risultare spesso grottesco e caricaturale sotto molti aspetti.
Badate bene però, questo non è un male, Volition ha ripreso la formula vincente del terzo episodio, abbandonando di fatto le atmosfere seriose che hanno caratterizzati i primi due capitoli della saga. Non fate l’errore di paragonare Saints Row IV a GTA V però, perchè si tratta di due giochi profondamente diversi, come scoprirete nel corso della nostra recensione.
Stile da vendere
Quando si parla di Saints Row IV viene subito in mente la parola “stiloso” ed è naturale che sia così. Il titolo infatti gode di una componente stilistica assolutamente convincente, il viola è il colore dominante, unito ad altri colori accecanti come giallo, rosa, verde fluo, una bellezza di colori che vi colpirà direttamente nella retina, lasciandovi piacevolmente sorpresi. Scordatevi atmosfere scure e paesaggi bui, in Saints Row IV non troverete niente di tutto questo.
Purtroppo ad una direzione artistica ispirata non corrisponde un lavoro tecnico adeguato. Saints Row 4 appare tecnicamente vecchio e questo è sicuramente il suo più grande difetto. Visivamente ci troviamo di fronte ad un titolo grezzo, con una scarsa pulizia grafica e dettagli non sempre curati. Con qualche mese di lavoro in più (ed un budget più alto) gli sviluppatori avrebbero potuto fare ben altro, ma non scordiamoci che il gioco viene da una gestione travagliata con THQ con un cambio di editore che ha sicuramente influenzato in negativo il team.
Niente di grave comunque, Saints Row IV non è certo inguardabile, anzi, resta però il rimpianto di non poter gustarsi al 100% un gioco di tale portata. Applausi invece per quanto riguarda il comparto audio: la colonna sonora è di sicuro impatto e i dialoghi sono ottimamente recitati in inglese e sottotitolati in un buon italiano.
Mamma li turchi
La trama di Saints Row IV è decisamente folle, la storia vede il capo dei Saints eletto a Presidente degli Stati Uniti, il che si traduce essenzialmente in un governo composto principalmente dai nostri compagni di avventura. Durante una conferenza stampa relativa ad una magnifica idea per risolvere la fame del mondo con un clic accade l’irreparabile e gli alieni invadono la terra, trasformando la Casa Bianca in una sala di divertimenti. Pazzesco vero?
Il nostro eroe dovrà cercare di liberare il pianeta dalla minaccia aliena, riportando la situazione alla normalità e salvando i fidi Saints finiti nei tentacoli degli alieni invasori. La trama è ricca di colpi di scena e nel corso dell’avventura troveremo tanti comprimari pronti ad aiutarci nella nostra missione, scordatevi però una storia logica e coerente, del resto stiamo parlando di Saints Row!
Il gioco offre un ambiente open world liberamente esplorabile, potremo devastare qualsiasi cosa senza limiti, colpire tutto e tutti senza alcun limite e fare, in pratica, tutto quello che ci passa per l’anticamera del cervello. Il gameplay di Saints Row IV è infatti privo di qualsiasi regola, ma di questo parleremo nel paragrafo successivo.
In questo mondo di ladri
Il gameplay di Saints Row IV, anticipavo qui sopra, è privo di regole e questo è senza dubbio il punto di forza dell’intera produzione. Il team di sviluppo ha lavorato a briglia sciolta e si vede, le idee pazze non mancano e in giro per Steelport ci capiterà di imbatterci in situazioni a dir poco allucinanti. Che ne dite ad esempio di didli viola che camminano come se niente fosse, pronti a colpirvi violentemente?
SR4 è un gioco senza freni, la meccanica di gioco non ha subito grandi modifiche rispetto al precedente episodio, questo è vero, ma qui i designer si sono sbizzarriti ulteriomente, dando vita a idee estreme. La campagna in singolo non è lunghissima ma SR4 propone numerose missioni secondarie e minigiochi fuori di testa, senza considerare che presto arriverà anche il DLC Enter The Dominatrix.
E’ d’obbligo citare la varietà della modalità giocatore singolo, sebbene come anticipato la campagna non sia lunghissima non si può certo dire che riproponga situazioni già viste o di scarso interesse, anzi. Ogni missione presenta tonnellate di azione, citazioni divertenti e botte da orbi. Da non dimenticare poi che il gioco supporta anche la co-op da due a quattro giocatori, ma purtroppo non abbiamo potuto testare il multiplayer, avendo provato il gioco prima dell’uscita ufficiale.
Pimp my Saints
La personalizzazione è un aspetto chiave di Saints Row The Third, inutile dire che questa possibilità è ben presente anche nel seguito. Volition ha rilasciato pochi giorni Saints Row IV Inauguration Station, ovvero un potente editor (disponibile per PC, Xbox 360 e PS3) che permette di creare il personaggio da usare nel gioco o di importare il nostro eroe direttamente da SR3.
Le possibilità offerte dall’Inauguration Station sono praticamente infinite, possiamo quasi dire che si tratta di un gioco nel gioco, in maniera semplice e veloce possiamo dare vita ad un eroe serio o bizzarro, a seconda dei nostri gusti. Che ne dite ad esempio di un uomo vestito da maiale con un bel seno taglia quinta?
Grazie all’ottimo editor sarà un gioco da ragazzi impostare altezza, stazza e decidere l’abbigliamento ed il look del nostro protagonista, liberiamo la fantasia per dare vita al nostro Saints personalizzato.
Concludendo
Saints Row 4 è un gioco folle e fuori di testa, un sandbox che presenta una trama assurda unita ad un gameplay ben collaudato e ancora più eccessivo rispetto a quello di Saints Row The Third. Le missioni principali offrono una buona varietà di situazioni e le quest secondarie sono assolutamente imperdibili, tanto vi faranno divertire.
Da non sottovalutare poi la co-op fino a quattro giocatori e l’editor dei personaggi, elementi che, insieme ad una robusta modalità storia, vi terranno incollati al video per moltissime ore. Per gli amanti del genere Saints Row IV è un titolo assolutamente consigliato, occhio però perchè per divertirsi al massimo è necessario essere dotati di una buona dose di ironia e sense of humor.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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