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Fire Emblem: Awakening – Recensione


Fire Emblem è una delle serie più amate e riuscite di Intelligent Systems, studio interno di Nintendo responsabile, nei tanti anni di permanenza sul mercato, di tanti capolavori del calibro di Advance Wars, Super Metroid e Paper Mario. Sfortunatamente per la serie Nintendo, il successo di Fire Emblem non ha mai varcato i confini giapponesi e in occidente questa perla ha sempre avuto una distribuzione un po’ travagliata, che ha garantito l’adattamento di pochi episodi (tutti da Sacred Stone in avanti tranne il seguito di Shadow Dragon) oltretutto giunti sul mercato in ordine sparso.
Dopo un capitolo per Wii piuttosto sottotono, essendo il seguito diretto di un gioco GameCube, e due remake per Nintendo DS, è giunto il momento che Nintendo proponga un qualcosa di nuovo e di qualità, in grado di conquistare finalmente anche l’Europa e il Nord America. Questo qualcosa è sicuramente Fire Emblem: Awakening una delle grandi esclusive Nintendo giunte questa primavera sul caldissimo Nintendo 3DS.
Di cosa si tratta? La serie è conosciuta per la commistione tra elementi da gioco di ruolo (i personaggi sono unici e potranno essere personalizzati attraverso la crescita di livello) e uno strategico a turni. Il campo di battaglia è, infatti, suddiviso in una scacchiera regolare e dovrete essere bravi a gestire il vostro turno tra attacco e difesa. Una volta esauriti i movimenti, infatti, la palla passerà alla CPU avversaria che non si farà scrupoli ad infierire sui vostri soldati.
In passato la morte di un eroe era permanente, elemento che costringeva o a rinunciare per sempre ai servigi dell’unità o a ricaricare il salvataggio. In Fire Emblem: Awakening sarà possibile scegliere all’inizio della partita se attivare questa opzione o no, in modo da adattare il gioco alle esigenze dei puristi o dei nuovi arrivati. Le tante opzioni di personalizzazione dell’interfaccia di gioco, del livello di difficoltà e della partita servono per cercare di rendere più commestibile una giocabilità incredibilmente profonda che in quest’ultimo episodio è stata ulteriormente affinata ed espansa.
La schermata riassuntiva di attacco, infatti, rende molto più semplice capire l’effetto di ogni vostra azione, un valore univoco vi darà l’idea della forza di ogni vostra unità o premendo un tasto il gioco gestirà automaticamente l’inventario della squadra. In altre parole, diversi sono i passi fatti in direzione dell’accessibilità, pur non rinunciando alla microgestione di ogni elemento, richiamabile alla pressione di un tasto o rifiutando le scorciatoie.
Una volta sul campo di battaglia il cambiamento principale è l’aggiunta della funzione Dual Strike, in altre parole l’evoluzione del sistema di Supporto. Affiancando due unità alleate, queste avranno la possibilità di attaccare durante lo stesso turno, influenzando oltretutto positivamente le statistiche di base del compagno. Maggiore sarà l’affiatamento dei due soldati e più alte saranno le possibilità di intervento.
Un altro modo per attivare il Dual Strike sarà quello di sovrapporre le due unità. In questo modo si potrebbe ottenere oltre ad un secondo attacco anche un incremento delle caratteristiche di base dell’eroe primario. Questa tecnica, oltretutto, consente sia di tenere al riparo unità troppo deboli per la prima linea (sia di base, sia per colpa di una salute bassa), ma anche di migliorare la mobilità degli eroi più lenti, se uniti a compagni più veloci. Basta questo piccolo cambiamento per aumentare esponenzialmente le possibilità strategiche a disposizione del giocatore che dovrà stare doppiamente attento alla disposizione delle unità sul campo di battaglia. A bilanciare lo strapotere del Dual Strike arriva la gestione dell’esperienza, frammentata tra i due guerrieri e alcuni interessanti bonus attivabili solo se isolati dal gruppo.
Una volta che la vostra squadra raggiungerà i livelli di specializzazione più elevati potrete scegliere quali bonus attivare e quali no, in modo da personalizzare ogni eroe in base ai propri gusti. Questo principalmente anche grazie alla possibilità sia di specializzare un personaggio, sia di fargli cambiare classe, in modo da consentirvi di mantenere sul campo di battaglia i protagonisti favoriti, facendoli interpretare ruoli più utili ai vostri scopi.
Questa profondità ruolistica, in Fire Emblem: Awakening sarà possibile personalizzare anche un proprio alter ego, va ad incastrarsi in una mole di cose da fare davvero notevole. La campagna è lunga ben 25 capitoli ai quali si affiancano una marea di missioni di appendice, sfide contro i risorti e sfide contro i giocatori incrociati tramite Spotpass e Streetpass. Combattere contro gli altri giocatori consente sia di reclutare il leader di quel gruppo, sia di conquistare punti eroe, scambiabili con equipaggiamento leggendario.
A tutto questo si aggiungeranno alcuni DLC che arriveranno a cadenza regolare. Osservando cosa sta succedendo negli USA possiamo immaginare che arriveranno sia mappe gratis, sia altre a pagamento grazie alle quali potremo ottenere alcuni degli eroi dei giochi passati.
Cosa poter volere di più? È difficile dirlo, dato che Fire Emblem: Awakening sfrutta anche a dovere l’hardware Nintendo 3DS, mettendo in mostra un piacevole trittico: 2D per le fasi di gestione del campo di battaglia, 3D per i combattimenti e ottime sequenza di animazione per raccontare i momenti cruciali della storia.
Storia che vi vedrà combattere per la difesa dell’Emblema di Fuoco, l’unico artefatto in grado di bloccare l’avanzata del male contro il regno di Ylisse. Tra colpi di scena, atti di eroismo e battaglie, la storia vi intratterrà pur senza strafare, soprattutto grazie agli ottimi dialoghi e alla caratterizzazione dei personaggi ad opera di Yusuke Kozaki, quello di No More Heroes, tanto per intenderci.
Ottimo anche il doppiaggio in lingua inglese, alternabile con quello giapponese, e le musiche che alternano brani classici con nuove melodie.
In poche parole Fire Emblem: Awakening è una delle produzioni più ambiziose e riuscite disponibili oggi per Nintendo 3DS. Il gioco Intelligent Systems unisce meccaniche di gioco profonde con una discreta accessibilità e una quantitativo di contenuti incredibile e di livello assoluto. Sicuramente il miglior Fire Emblem di sempre, oltre che uno dei must-have della piccola console Nintendo.

Articolo a cura di Redazione Player.it

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