League of Legends: Lancio Italiano e Intervista agli sviluppatori!


Siamo stati al lancio italiano di League of Legends, il MOBA per Pc di Riot Games che ha conquistato milioni di giocatori nel mondo e che anche in Italia ha raccolto un bacino di fans impressionante. Testimonianza ne è la quantità di persone che si sono presentati agli Studios Tiburtini per assistere all’evento di lancio, migliaia di persone che fin dalla prima mattina hanno affollato l’ingresso dell’evento. Noi di Games.it insieme ai nostri amici di Four Magazine siamo stati all’evento e abbiamo realizzato un intervista congiunta con Ilja Rotelli, Director of Community di RIOT Games e Guy Costantini, International Community Programs Manager, di RIOT. Il gioco nasce come molti di voi sapranno da una costola di Warcraft III: The Frozen Throne e pù precisamente da una mappa chiamata Defense of the Ancients.
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Games.it: per chi non conosce il mondo di League of Legends, puoi darne una rapida descrizione?

IR: League of Legends è un MOBA, che tradotto significa un gioco multiutente online in cui i players si sfidano, in gruppi di 5 contro 5, su un campo di battaglia virtuale. Scopo del gioco è la classica conquista, o per meglio dire distruzione, della roccaforte avversaria e di tutti i nemici che si frappongono fra noi e il nostro obiettivo. Il giocatore coinvolto veste i panni di un “campione”. Ne esistono moltissimi e ognuno sceglie in base alle caratteristiche di ognuno, spesso, in particolare quando si comincia a giocare, anche solo in base alla simpatia. League of Legends è il classico gioco “easy to play, difficult to master” ovvero è molto facile iniziare a giocare, ma ci vuole esperienza ed impegno per sfruttarne al massimo le possibilità. League of Legends infatti è un gioco dalla grande articolazione strategica, per il quale sono richieste sia abilità logiche che rapidità di decisione e di azione.

Games.it: Come si gioca? Da soli? In gruppo?

IR: La logica del gioco prevede squadre composte di 5 elementi, ma l’approccio al gioco può essere anche quello di un giocatore singolo che entra a far parte di un team non precostituito. In questo caso, al momento dell’accesso, il giocatore entra in gioco con compagni e avversari casuali, che però il sistema seleziona secondo modalità che consentono un bilanciamento interattivo, sia fra le capacità dei giocatori che fra le abilità dei loro personaggi.

Games.it: Naturalmente il gioco di squadra è importante…

IR: Il gioco di squadra è la base del successo. Quando si diventa più esperti si scala la classifica dei giocatori e si compete a livelli sempre più alti. È frequente che giocatori che si mettono in particolare evidenza vengano reclutati per costruire team sempre più forti e competere per raggiungere nuove vette, in quanto a livello semi-professionistico e professionistico i risultati dei team sono quelli più rilevanti: se si diventa bravi si possono addirittura ricevere sponsorizzazioni da aziende e competere nei tornei internazionali più importanti.

Games.it: come sei entrato nel mondo dei videogiochi?

IR: proprio come giocatore, anche se non ho iniziato con i videogiochi, ma con Magic, facendone una professione che mi ha permesso di andare in giro per il mondo, conoscere tante persone con le quali sono rimasto in contatto, creando delle vere amicizie. League of Legends e gli altri MOPA funzionano in modo analogo: spesso si comincia a giocare a livello locale, poi man mano che si migliora si può ambire a competere a livello nazionale, euopeo e via via raggiungere le competizioni internazionali.

Games.it: quindi giochi come League of Legends sfatano il falso mito che il videogioco  sfavorisca i rapporti sociali…

IR & GC: Beh, ti sei guardato attorno oggi? Tutti i ragazzi qui presenti hanno fatto di League of Legends una passione che li accomuna e che gli dà modo di socializzare, con tutti i mezzi che la nostra realtà mette a disposizione: non solo si incontrano nel gioco e nella realtà, ma creano forum, canali youtube, dialogano, si scambiano opinioni e consigli.
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Games.it: RIOT Games, nel localizzare il gioco in Italiano, ha tenuto conto di questa community così attiva?

IR & GC: Certamente, in RIOT teniamo molto a far sì che i giocatori e la società dialoghino costantemente e incentiviamo tutti i dipendenti, dal grafico al ceo, a scambiare pareri e opinioni con la community. Addirittura, durante il processo di traduzione dei termini del gioco, un utente si è dimostrato particolarmente attivo e interessato a che gli adattamenti in italiano fossero corretti e coerenti…abbiamo ritenuto che la sua passione potesse essere utile al mondo di League of Legends ed è stato chiamato a Dublino, dove ha assistito al processo di traduzione e ci ha aiutati a perfezionarlo!

Per la localizzazione italiana avete pensato a qualche cosa di specifico, che richiamasse il contesto culturale italiano?

IR & GC: RIOT Games ha come politica aziendale un fitto ciclo di aggiornamenti e lanci di nuovi contenuti. Fra questi, in occasione del lancio italiano c’è stato il rilascio di una caratterizzazione per un personaggio che lo vede vestire i panni di un gladiatore, figura che ben si presta ad essere inserita nel contesto di League of Legends.

Grazie ancora ai nostri amici di Four Magazine per essersi divertiti con noi all’ evento!

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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