Darkstalkers Resurrection – Recensione!


RECENSIONE DI RAFFAELE ALTIERI

Gli Iron Galaxy Studios intendono offrirci qualcosa più di una semplice riconversione, proponendoci in un’unica soluzione due capitoli di una saga molto amata. I titoli in questione sono: Darkstalkers’ Revenge e Darkstalkers 3.

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Vecchia scuola e nuove esigenze

Senza dubbio l’offerta è indirizzata ad un pubblico di “nostalgici” i quali senza dubbio riconosceranno i pregi che il titolo porta in dote, nascosti sotto la veste grafica datata. Bisogna infatti tener presente che, pur trovandosi davanti ad un gioco dall’aspetto decisamente vetusto, le meccaniche sono ancora accattivanti ed estremamente funzionali. I combattimenti, pur essendo immediati richiedono tecnica ed allenamento. I due titoli, infatti, all’epoca furono forieri di numerose novità ora considerate assolutamente la norma nel genere picchiaduro, come le bloccate aeree, combinazioni di mosse a catena e la fatidica barra Super, che permette di scagliare attacchi di straordinaria potenza.  A fare da contraltare ad un tipo di gioco che ha, comunque, i suoi anni sulle spalle, c’è l’introduzione di numerose modalità multiplayer.

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Oltre alla classica sfida in locale, troviamo la possibilità di organizzare tornei, di affrontare partite veloci, ma, soprattutto, la possibilità di settare in modo estremamente personalizzato la partita. Dal grado di abilità dell’avversario, alla sua regione di provenienza, al ping massimo, le opzioni del matchmaking coprono davvero tutte le esigenze. Appare evidente come il lavoro fatto dagli Iron Galaxy Studios sia focalizzato sulla migliore offerta possibilità del comparto competitivo online. Tuttavia non mancano anche accorgimenti interessanti per la componente in singolo, in grado di tenere impegnati a lungo anche coloro che prediligono l’esperienza in solitaria; infatti vi sono un gran numero di sfide, collegate direttamente al livello del giocatore, che richiedono di perseguire determinati obiettivi durante ogni scontro, oppure delle vere e proprie sfide differenziate per ogni personaggio. Vi sono poi numerosi collezionabili che richiederanno pazienza e capacità per essere sbloccati completamente.

Comparto tecnico

Come detto in apertura si tratta di più di una semplice copia del codice originario. Non manca una generale pulizia dell’immagine, grazie all’applicazione di alcuni filtri che restituiscono un buon risultato. Nulla che faccia gridare al miracolo dell’HD degli ultimi tempo, sia chiaro, ma sicuramente, vista la natura del titolo, sarebbe anche stato fuori luogo; da notare la possibilità di eseguire il titolo anche nel formato video in 4:3, per poter quasi fingere di trovarsi davanti ai vecchi cabinati da sala giochi. Il comparto audio non brilla comunque per originalità, facendo il suo lavoro senza lasciare il segno nella mente del giocatore.

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Commento finale

Ricapitolando quanto detto, Darkstalkers Resurrection si può dire che strizzi l’occhio ad un pubblico che forse ricorda con nostalgia i capannelli di amici intorno ai coin-op nelle sale giochi. E’, inoltre, un titolo che punta in modo preponderante sull’esperienza online e che non si demoralizza alla prima sconfitta, richiedendo buona conoscenza delle mosse e delle possibilità offerte dal sistema di combattimento.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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