Test Drive Ferrari Racing Legends: Recensione


Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il marchio Ferrari, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo si lega a filo doppio con uno degli sviluppatori simulativi di macchine più apprezzati, tali Slightly Mad Studios. Dicevo, a filo doppio perché il gioco programmato purtroppo non da SMS ma da Rombax che ci siamo ritrovati a giocare sottomano non è nulla di cosi emozionante come ci saremo aspettati (dato la software house che ci sta dietro) ma allo stesso tempo riesce a regalare anche qualche piccola emozione proprio per quanto riguarda il comparto delle vetture – che, ripeto, tratteranno solamente la scuderia del Cavallino rampante.

    
IL CAVALLINO POVERO
Andando a lanciare il gioco per la prima volta e con un grande senso di speranza, si viene trafitti prepotentemente da poche modalità e dalla scarsissima varietà del gioco. FRL comprende tre modalità principali che sono la Carriera, Gara veloce e Attacco al tempo: se per le ultime due credo che ormai le spiegazioni bastino solo per il nome, la vera trovata divertente resta quella di scegliere la modalità Carriera e godersi tutta la storia della nota casa automobilistica italiana, dai primi anni di nascita fino ai giorni nostri. Si va cosi ad affrontare una carriera che parte dagli anni 50 fino al 2012 in competizioni sempre più moderne, divise in oltre 200 eventi. La cosa davvero brutta e che le belle notizie finiscono qui dato che la modalità carriera si poggia sul nulla: venite lanciati direttamente in pista con la scelta della vettura e qualche informazione tecnica sugli obbiettivi da perseguire ma il resto è totalmente assente – non possiamo scegliere il nostro nome come piloti, non possiamo creare un pilota e non possiamo neanche sperare vedere qualche filmato introduttivo sulla vita di un pilota pre progettato dai programmatori. Sarete uno sconosciuto che è chiamato a testare le prime macchine della Ferrari e a salire man mano nella storia. Se poi già questa “scelta” non fosse strana, sappiate che per progredire all’interno della carriera non sarete chiamati neanche a raggiungere chissà quali obbiettivi ma semplicemente a correre in 200 eventi quasi tutti uguali – pazzesco ad esempio il susseguirsi di corse dove bisogna fare un determinato tempo o arrivare in una determinata posizione il tutto sempre con la stessa macchina e senza la possibilità di scelta alcuna. Insomma, se da una parte ci aspettano delle macchine da sogno, dall’altra manca totalmente il coinvolgimento dell’essere in quelle auto da sogno anche solo per finta. Pessimo.

Abbiamo poi la possibilità di svettare anche con le gare libere e l’attacco al tempo ma se già la carriera è cosi povera, non aspettatevi miracoli per le altre due modalità tanto che ad esempio, nella gara libera di libero c’è ben poco dato che potremo scegliere su solo 5 macchine disponibili da subito (le altre si sbloccano andando avanti con la soporifera carriera) e qualche circuito pressoché identico l’uno dall’altro senza guizzi di creatività e ovviamente striminzito numericamente. Un peccato maggiore se si va a contare il numero di macchine (una cinquantina) e il numero di circuiti (sulla trentina) disponibili nel gioco che devono passare per forza maggiore sotto al tritacarne della carriera, lenta e noiosa all’infinito. In ultimo, altamente deludente anche il sistema di guida che si rivela essere non proprio un arcade ma poco ci manca (qualcosa di simulativo lo si trova ma siamo sempre dalle parti del ne carne ne pesce, atto ad accontentare un numero maggiore di giocatori). Purtroppo, la cosa davvero deludente è anche il fatto che prendendo in mano una Ferrari degli anni 50 e una più moderna, grazie al sistema di guida del tutto statico, non vedremo comportamenti differenti ne per quanto riguarda la vettura nel per quanto riguarda la cilindrata se non a livello di velocità in pista: senza contare che poi non si potrà giocherellare neanche con le modifiche della macchina dato che Ferrari non ha permesso che si implementasse una modalità del genere – insomma, ci si taglia le gambe da soli sia per le opzioni di gioco che per il gameplay.

Si salva, incredibile ma vero, una intelligenza artificiale simulata più che degnamente dato che gli avversari in pista riescono a darci del buon filo da torcere fino alla fine e a non farcela vincere facile. Ma reggere un gioco intero, privo di alcun mordente solo sulla IA non mi sembra una grande mossa.

ROSSA BELLINA
Bhe, arrivati fin qui avrete capito che FRL non è che sia un giocone di cui non si possa fare a meno ma almeno graficamente, riesce a dare qualche emozione. Tutti i modelli delle macchine sono modellati alla perfezione, senza sbavature o evidenti cadute di stile e su questo punto, ci mancherebbe altro dato che Ferrari è sinonimo di qualità. Grande cura anche per la visuale interna, perfettamente ricreata. Idem anche per quanto riguarda le piste che dalla loro trentina, avremo modo di vedere una quindicina di circuiti reali, ricreati più che bene. Pecca purtroppo tutto il resto con piste spoglie all’inverosimile e con delle texture generali che dire orrende è davvero poco. Manca anche il frame rate che è tanto se si arriva alla trentina in pista da soli per poi vedere dei refresh a video come non se ne vedevano da una vita, nelle situazioni più concitate…roba da farsi davvero male. Scordatevi anche una qualsiasi modalità danni che si ripercuote sui mezzi perché non è assolutamente implementata. 



  
MAH!!!
Taglio la testa al toro di netto: FRL è un gioco deprimente, pigro (facciamo il compitino e basta) e assolutamente noioso quasi sotto ogni punto di vista. Se questo gioco fosse stato presentato come il DVD giocabile del marchio Ferrari, poteva anche essere bello ma se lo si mette sotto la parola videogioco, assume un significato insignificante e scusatemi il gioco di parole. Pecca nella modalità carriera, pecca nel gameplay e pure nella grafica. Quello che si salva, sinceramente, dubito che basti davvero a consigliarne la spesa.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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