Tra Medioevo e modernità: Intervista a BardoMagno

intervista bardomagno

In un momento in cui la pandemia sembrava averci fatto perdere la speranza in tutto c’è chi, invece, ha riposto la propria fede nell’unica figura capace di risollevare le sorti dell’umana stirpe: l’Imperatore. BardoMagno è il progetto musicale scaturito dagli alambicchi di Feudalesimo e Libertà, con la collaborazione di Mohammed Abdul, al secolo Valerio Storch, fedele ascia da battaglia dei Nanowar of Steel, già autori dell’inno della celebre pagina Facebook.

Se Feudalesimo e Libertà è diventata oramai un rifugio sicuro per tutti i fedeli de lo Imperatore, BardoMagno si propone lo scopo di portare di diffondere il verbo dell’Imperatore attraverso l’uso di ugole e liuti, convincendo il volgo ad abbracciarne la causa.

Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere (in un neo-volgare tra serio e faceto) con il summenzionato Mohammed Abdul, chiedendo lumi in merito alle prossime mosse del gruppo e, soprattutto, sulla oramai prossima pubblicazione di Melodie Tro(m)batoriche, il nuovo lavoro della band.

L’intervista

Partiamo dall’inizio. La storia del progetto Bardomagno sembra una vera e propria fiaba medievale, ma qual è stato l’esatto momento in cui si è passati dalle parole ai fatti? Chi ha mosso il primo passo?

È stato un avvicinamento lento ed inesorabile, ed il primo passo è nato prima ancora del progetto stesso. Con i Nanowarof Steel (l’altro gruppo in cui suono) abbiamo scritto l’inno di Feudalesimo e Libertà, e ad alcuni di noi (me in particolare) era piaciuta così tanto l’operazione che volevamo cercare di darle un seguito, per continuare a favellare la parola dell’Imperatore. Siccome con i Nanowar non era possibile farlo, ho deciso di propormi io, inginocchiandomi al cospetto de lo Imperatore e chiedendo umilmente la sua benedizione, che è pervenuta nel 2014. Da quel momento, le cose hanno iniziato a prendere la forma che si vede oggi.


Nonostante la sua chiara origine saracena, che cosa ha spinto dei fedeli vassalli de lo Imperatore ad avvalersi dei servigi di Mohammed Abdul? Ed in che cosa si è concretizzato il suo apporto?

Il sottoscritto ha questo nome perché le sue origini, come si vede anche dalla carnagione, sono tutt’altro che teutoniche. Tuttavia, mi piace narrare le vicissitudini personali di Mohammed Abdul per chiarire la vicenda: avevo fondato, in Terra Santa, un’attività imprenditoriale che si chiamava “Lo Kebabbo Natale”, che prevedeva la vendita di Kebab, ma solo a Natale. Da qui, nacque una disputa legale, da cui scaturì anche la canzone “A lo kebabbo non resisto” e, di lì a breve, seguì la mia conversione religiosa. È pur vero continuo a chiamarmi Mohammed Abdul ma, così come tanti altri personaggi famosi, ho deciso di adottare un nome da convertito: da Mohammed Abdul, oggi mi chiamo Irene.


L’inno di Feudalesimo e Libertà ha ampiamente superato il milione di visualizzazioni su YouTube? Alla luce della precedente risposta, possiamo dire che è stato questo il momento in cui avete deciso di imbracciare flauti, ghironde e liuti e di diffondere il verbo dell’Imperatore non solo sui social? O ci sono stati altri eventi da rimarcare?

Ci sono stati anche altri eventi: con i Nanowar of Steel e con Bardomagno partecipavamo alle Adunate di Feudalesimo e Libertà, organizzate ogni anno dall’omonima pagina Facebook. La collaborazione si è poi estesa anche ad altri festival del fumetto, sempre con l’Imperatore al nostro fianco; Imperatore che poi, ad un certo punto, si è scoperto essere nientepopodimeno che Giorgio Mastrota in persona! Con quest’ultimo abbiamo condiviso il palco ed imbastito una collaborazione (lato Nanowar), realizzando un pezzo uscito pochi giorni fa (Polenta Taragnarok). Come puoi constatare, l’amore è sbocciato con l’Inno di FeL, ma si è sviluppato nel corso degli anni.


Avresti mai detto che la band più camaleontica dello stivale (di cui ricordiamo anche un recente svarione nel mondo del Pop) sarebbe poi arrivata ad abbracciare il mondo di Feudalesimo e Libertà?

Abbiamo abbracciato il mondo di Feudalesimo e Libertà molto prima di diventare i camaleonti che tutti conoscete: non speravamo, nel lontano 2013, di convincerli di eleggerci a portavoce del loro verbo, ma ora non possiamo che essere felici ed orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e lodare FeL… anche perché se non lo fai ti ammazzano! D’altra parte, Medioevo vuol dire anche questo, anche se dobbiamo dire che non tutti i nostri incontri si sono conclusi con “schiaffi di Anagni”, altrimenti non saremmo qui a parlarne.


Analizziamo la proposta musicale: sin dalle prime tracce di “Bardomagno Vol. I”, si nota un approccio folk neoclassico (non molto diverso dal repertorio di Angelo Branduardi) intriso dell’ironia che ha sempre contraddistinto Feudalesimo e Libertà. Scorrendo la tracklist, possiamo trovare sia parodie che inediti. Drakkar Special ci fa capire che manterrete un approccio simile anche con “Melodie Tro(m)batoriche”, oppure avete sorprese in serbo per i vostri vassall… ops, fan?

Purtroppo non conosciamo il serbo, ma i pezzi che abbiamo pronti (e che pubblicheremo nei prossimi mesi) cercheranno sempre di ricreare ambienti e sensazioni che rimandino direttamente al Medioevo, facendo capire che i veri valori della modernità sono quelli medievali. Quindi, per farla breve, continueremo a proporre brani scritti da noi alternandoli con altri che, ci duole ammetterlo, ci sono stati rubati. Questa purtroppo è una delle verità che ci accompagna da sempre: molte delle nostre melodie, edite nel 1300, ci sono state deliberatamente sottratte da molti artisti moderni; lo stesso Battiato, ad esempio, si è appropriato della nostra “Centro di castità permanente”, portandola al successo con il titolo di “Centro di gravità permanente”. Di questo furto noi ancora oggi soffriamo molto, ma ci teniamo a riproporre il brano nella sua versione originale.


Un noto autore di stornelli del Gargano affermava che il secondo album è sempre il più difficile. È avvenuto così anche per Bardomagno? Qual è stato il vostro approccio a questo nuovo disco?

Nel prossimo disco tenderemo a proporre maggiormente quei pezzi che non ci sono ancora state copiate, quelle che voi moderni chiamate “inediti”; detto questo, è proprio così che stanno le cose: nel secondo disco devi prendere e riproporre ciò che ha funzionato nel primo, stando però attento a non proporne una semplice copia. Noi abbiamo fatto del nostro meglio, ma sarà la plebe a giudicare la nostra musica, ed a favellarci la verità.


Domanda da un milione di fiorini: qual è il segreto per essere un perfetto menestrello nel 2021?

Innanzitutto rifiutare categoricamente la musica falsa, propinata dai DJ. Questa è il primo segreto.


Percepisco un retrogusto di Manowar in queste dichiarazioni or ora rilasciate.

Non ho idea di chi siano i Manowar, non so di chi tu stia parlando. Al di fuori delle facezie, la musica di un menestrello deve avere caratteristiche medievali, senza farsi quindi accompagnare da orpelli tecnologici, spesso prodotti dall’ingegno del demonio. A tutto questo non può non accompagnarsi il tracannare grandi quantità di cervogia, avere una voce gaudente, così da deliziare le auricole di colui che lo ascolta e, soprattutto, essere fedele all’Imperatore. L’Imperatore è il punto focale della vita di ogni menestrello che si rispetti: egli è pietra angolare, cardine MA NON CARDINALE!!!


Piccola variazione sul tema. Da qualche anno a questa parte, il Medioevo e la storia sembrano essere incredibilmente “tornati di moda”, con le lezioni del prof. Barbero che macinano numeri non indifferenti. Qual è la spiegazione che vi siete dati su questo fenomeno tanto strano quanto affascinante?

La spiegazione risiede nel fatto che tutti noi siamo sempre molto attirati dal voler conoscere il nostro futuro, di ciò che ci attende e di ciò che contraddistingue la modernità. Il Medioevo, in quanto “vera modernità”, affascina tantissimo l’uomo, ed i giovani ne sono attratti perché, attraverso lo studio di questa epoca, capiranno come si evolverà il mondo.


Una domanda tra serio e faceto: il vostro prossimo disco conterrà delle collaborazioni? E, in ogni caso, con quali artisti vorreste (o vi piacerebbe) collaborare? Con Branduardi? Con i Blackmore’s Night? Con il Prof. Barbero? Con il sommo poeta Dante? E, nel caso, descriveteci in cosa si sostanzierebbe un featuring di questo calibro.

Tutti i featuring che hai citato sono sicuramente molto interessanti, personalmente sarei disposto a farmi 2000 km a cavallo pur di raggiungere uno solo di questi personaggi. L’unico che credo sia irraggiungibile è il Sommo Poeta, perché non ho il suo contatto Skype (se qualche lettore lo possedesse, è pregato di inviarmelo quanto prima). Per quanto riguarda i brani di prossima uscita, abbiamo intenzione di pubblicare un EP con il materiale a cui abbiamo lavorato; in questo momento non sono previste collaborazioni, ma ovviamente non chiudiamo la porta a nessuno: qualora ci fosse la possibilità di “intrallazzare” anche con uno solo dei nomi citati, per noi sarebbe un sogno. Entro fine anno sarà pubblicato l’EP menzionato in precedenza e, indipendentemente dalla sua accoglienza, vedremo se aggiungere altri pezzi, dando così vita ad un LP.


“Drakkar Special” e “Cerveza y Latifondo” sono il secondo ed il terzo singolo estratti da Melodie Tro(m)batoriche, potete darci qualche anticipazione su quando potremo mettere le mani sul cd?

Non c’è ancora una vera e propria data di uscita ma, come detto prima, entro fine anno pubblicheremo il disco e, attraverso i nostri canali social, diffonderemo le canzoni. Il disco magnetico (cd è troppo moderno) conterrà i tre singoli già pubblicati più altri due pezzi che saranno pubblicati dopo l’estate.


Uno sguardo al passato ed un altro al futuro. FeL è nato sui social, per poi organizzare dei veri e propri raduni (o adunanze), arrivando addirittura a creare un boardgame. Con Bardomagno, è giunto il momento della musica. Quale sarà il prossimo passo? Un videogame? Uno spettacolo teatrale? Una giostra medievale? Un’app per duelli in singolar tenzone?

Purtroppo io sono un umile menestrello, e mi occupo solo di musica, lungi da me voler manifestare la volontà de lo Imperatore, se non quando quest’ultimo dovesse chiedermelo direttamente. Non so quale possa essere il prossimo passo di Feudalesimo e Libertà ma, da menestrello aggiunto alla compagine, i duelli sarebbero un’innovazione molto interessante, così come anche un videogame potrebbe avere un buon gradimento, senza ovviamente disdegnare una giostra medievale o un palio. Solo l’Imperatore potrà svelarci le sue volontà future. Per quanto riguarda BardoMagno, l’idea è quella di perseverare nella composizione di favelle musicali per allietare e raggiungere quante più auricole possibili e di arrivare, un giorno, a calcare quei palchi che, al giorno d’oggi, sono pieni di peccatori e demoniaci cantanti, che sono mandati da lo Dimonio e che usano, ripetiamolo, marchingegni demoniaci, provenienti da misteriosi culti pagani.


Infine, quando la peste nera che funesta le nostre vite sarà oramai alle spalle, come pensate di promuovere il disco? Avete in mente un tour? E, soprattutto, come vi immaginate il prossimo raduno di Feudalesimo e Libertà?

Sono in corso i preparativi del nuovo raduno di Feudalesimo e Libertà, non conosco bene i dettagli ma, data la situazione in cui versiamo, è ancora molto difficile fare previsioni. Per quanto riguarda BardoMagno, inizieremo a muoverci per promuovere il disco e, al momento sono previste due date: la prima il 18 Luglio a Parco Tittoni, a Desio (MB), la seconda è il 23 Luglio ad evento chiamato VegImagna Festival, tenuto a Corna Imagna (in provincia di Bergamo). Abbiamo anche una data programmata per il 4 Settembre al Mercato delle Gaide a Perugia. La situazione non è delle migliori, ma saremo sempre disposti a recarci colà dove l’Imperatore et lo volgo richiederanno la nostra presenza.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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