Meliador, la nuova promessa italiana per Hearthstone

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Ne abbiamo già parlato varie volte, ma il Dreamhack Valencia della settimana scorsa è stata una grande vetrina per l’eSport italiano. Nel caso di Hearthstone, due nostri portacolori hanno terminato il torneo tra i migliori 8 d’Europa: parliamo di Francesco ‘Meliador‘ Leoni e Marco ‘Turna‘ Castiglioni.

Siamo riusciti a contattare Meliador e a fargli qualche domanda, alla luce dell’ottimo traguardo raggiunto la settimana scorsa: nel suo caso, il Dreamhack è terminato con il piazzamento tra i primi quattro, un discreto premio in denaro e un ottimo ritorno di immagine nel panorama eSport italiano.

Il passato e la scoperta di Hearthstone

I: Ciao Francesco, come stai passando questi giorni dopo il Dreamhack?

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Meliador vince i suoi primi tornei a Roma

Meliador: Adesso sto in vacanza con la mia ragazza, Elena. Lei è venuta con me a Valencia e devo dire che mi ha portato molta fortuna. Ho fatto tre tornei con lei, due li ho vinti e quest’ultimo ho fatto top 4. Comunque, anche se sto in vacanza, alle 18, ogni giorno, mi metto a fare un torneo. Il mio obiettivo è qualificarmi per il Summer Championship.

I: Prima di parlare del tema caldo, ovvero il Dreamhack di Valencia, ci vuoi parlare un po’ di te? Cosa fai nella vita al di fuori di Hearthstone?

Meliador: Studiavo astrofisica, ma quest’anno ho mollato gli studi. L’anno passato ho visto che facevo bei risultati, ma mi mancava quel qualcosina in più. Arrivavo sempre ad un passo dai miei traguardi: non mi sono qualificato per un punto sia ai Winter che ai Summer Championship dello scorso anno. D’altronde non è che nello studio dessi tutti questi esami. Ho deciso quindi di focalizzarmi solo su una cosa e ho dato priorità ad Hearthstone.

I: E questo ha dato i risultati sperati?

Meliador: Sì, i risultati sono arrivati: sono campione italiano per l’ESL e ho fatto varie Top in diversi tornei. Sono arrivato ad un passo dal qualificarmi agli Spring ma sono stato squalificato per aver sbagliato a pickare il mazzo (ride)… vabbeh, sono esperienze anche queste e servono per non fartelo rifare. Oltre a fare il giocatore, faccio anche il caster per Hearthstone: ho commentato i vari Global, i Winter e gli Spring, anche i Mondiali l’anno scorso. Mi piace fare il caster e quindi anche sotto questo punto di vista cerco di fare esperienza.

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Meliador (con Elegant, FranceMagno e JackTorrent) commenta le carte di Un’Goro

I: Nel tuo curriculum vediamo che ti sei laureato campione del mondo sia per Confrontation che per Warhammer. Cosa ti ha poi avvicinato ad Hearthstone?

Meliador: Ho giocato per anni con i miei amici a questi giochi, poi però con gli anni hanno perso un po’ interesse e hanno cominciato a giocare ai giochi online. Quando è uscito Hearthstone, tutti i miei amici erano entusiasti (erano tutti giocatori di World of Warcraft) quindi hanno iniziato a giocarci e mi hanno coinvolto. Al principio facevo solo arene perché non volevo spendere soldi. Dopo aver farmato un bel po’ di carte… mi ricordo era il 27 ottobre 2014… mi sono detto che era ora di provare la ladder. Ho cercato su Google e ho copiato un mazzo di Naiman. Ovviamente era il FaceHunter, perché all’epoca era quello che costava di meno. Ho cominciato così e tempo tre giorni ero legend. E lì mi sono detto “cavolo, funziona questo gioco!”.

I: Quando sei approdato nel mondo degli eSports?

Meliador: Dopo quella esperienza in ladder ho cominciato a giocare più seriamente e ho cercato un team. Sono entrato in Element, perché loro mi hanno visto che giocavo abbastanza bene. Tre settimane dopo ho incontrato, al Romics, una vecchia conoscenza di Confrontation che mi riconobbe per il mio nick. Cominciammo a parlare e scoprii che lavorava come talent scout per Powned. Qualche tempo dopo mi arrivò un’offerta che non potei rifiutare. Sono entrato nel team da sconosciuto, ma piano piano ho ripagato la loro fiducia. Sono molto contento, sono tutte persone squisite e in questo ambiente non è la normalità. Quindi, vi voglio bene ragazzi!

“All’inizio facevo solo arene, perché non volevo spendere soldi. Poi ho copiato un mazzo su internet e ho fatto legend in tre giorni!”
I: Hai parlato prima dei compromessi che hai dovuto fare per dedicarti al gioco competitivo. Di queste scelte che hai fatto, hai dei rimpianti?

Meliador: Beh sì, un altro sacrificio è convivere con i miei genitori (ride). Al principio non l’hanno presa benissimo. Adesso si stanno ricredendo un po’, ma sono stati momenti difficili all’inizio. A parte questo, prima praticavo anche scherma. Solo che la palestra dove mi allenavo si è spostata più lontano, successivamente mi sono infortunato e ho lasciato perdere. L’unico rimpianto, forse, è proprio questo; mi piace fare sport. Se riuscissi a trovare il modo, ti dico la verità, riprenderei a farla. Al momento però è così, sono concentrato su Hearthstone e bisogna battere il ferro finché è caldo.

L’esperienza al Dreamhack Valencia 2017

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Meliador e le foto di rito al Dreamhack Valencia 2017

I: Parliamo del Dreamhack Valencia. Come ti sei preparato in previsione dell’evento?

Meliador: Fino a tre mesi fa non avevo mai giocato nella modalità ‘Last hero standing‘, avevo sempre solo partecipato ai tornei ‘Conquest‘. Mi sono avvicinato a questa modalità per prepararmi al Dreamhack di Jonkoping e mi è piaciuta subito. È molto più strategico dal punto di vista della costruzione dei deck e dalla scelta della line-up. Jonkoping è stato un banco di prova per me: nel main non è andata benissimo, ma nel side ho fatto 7-0 e mi sono fomentato tantissimo. Sono riuscito a entrare nella top8, ma poi ho perso contro Fenomeno, un giocatore greco molto forte. È stata combattuta, ho perso 3 a 2 ma sono uscito abbastanza soddisfatto dal torneo. Ho fatto tesoro di questa esperienza e ho ottimizzato la line-up dei miei mazzi, cambiando tante cose e comprendendo meglio la strategia.

I: Parlaci della tua line-up per Valencia. Quali sono state le tue scelte? E a posteriori, cambieresti qualcosa?

Meliador: I miei mazzi erano Token Shaman, Aggro Druid, Taunt Warrior e Midrange Paladin. Lo Shaman è il mazzo più forte del meta attuale e ai Dreamhack ho fatto un parziale di 13-0 con quel mazzo. L’Aggro Druid ha i match-up molto simili a quelli dello Shaman e in caso di ban di Shaman posso giocarmi questa carta. Molto spesso prendo gli avversari in contropiede, perché da Jonkoping ho notato che si aspettano il Jade Druid invece che l’aggro. Sia Shaman che Druid però stanno sotto al Mage, quindi la mia scelta era bannare Mage e giocare contro Shaman. Un mazzo che batte quest’ultimo è il Taunt Warrior: altro mazzo che gli avversari non si aspettano perché vedendo Warrior la prima idea è il Pirate. L’ultima scelta, il Midrange Paladin, è stata fatta per contrastare Jade Druid e i mazzi rookie (tipo N’zoth e roba così). In finale, sono molto contento della line-up scelta, forse cambierei solo qualche carta nel Paladin.

“Non avevo mai partecipato a questo tipo di torneo prima del Dreamhack di Jonkoping. Quell’esperienza mi è stata molto utile per il risultato di Valencia.”
I: Dell’esperienza di Valencia, qual è stata la partita che ti emozionato di più?

Meliador: Beh, sicuramente la partita con cui sono entrato in top 16. La prima giornata del Dreamhack non è andata benissimo, ho fatto 3-2, e il giorno dopo dovevo fare per forza 5-0. Sono andato credendoci, ma ero conscio che fare 5-0 era difficile… si parla sempre di un gioco di carte e se ti va male una volta… e invece. Quando ho vinto contro Dizdemon, mi sono allontanato di una trentina di metri e ho cacciato un urlo liberatorio. Il mio avversario è stato molto sportivo e non volevo esultargli in faccia, ma in quel momento sentivo proprio il peso di aver raggiunto un traguardo che nessun italiano aveva ancora mai superato.

I: E la partita che cancelleresti?

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Meliador durante le prime fasi del torneo di Valencia

Meliador: Quella che vorrei dimenticare è l’ultima, la semifinale contro HariSeldon. Onestamente di tutti i giocatori che ho incontrato, mi sembrava il meno preparato. Come line-up gli stavo sopra, ho studiato bene la strategia il giorno prima, sapevo con cosa sarebbe partito e ho beccato il match-up giusto con Aggro Druid. È andato tutto bene fino a quando non ho visto le carte in partita. La fortuna della giornata precedente mi aveva abbandonato in semifinale. Sono sicuro che se rigiocassimo quella partita, 8 volte su 10 la vincerei io. Per questo, mi è dispiaciuto tanto.

I: In un tuo post su Facebook, successivo al Dreamhack, dichiari che avresti potuto vincere. Cosa ti è mancato per fare il colpaccio?

Meliador: Guarda, in top 4 mi è mancata proprio la fortuna. Però siamo onesti, sono arrivato là sempre grazie ad essa. La fortuna dà e la fortuna toglie. Diciamo che mi è mancato un po’ di equilibrio tra fortuna e sfortuna. Molte partite del day 2 le ho vinte 3 a 0, anche eccessivamente in scioltezza, per poi perdere malamente la semifinale. Onestamente, se fossi approdato in finale, avrei affrontato xl3en e non credo avrei potuto vincere. Sarei stato felice anche di perderla quella finale, ma almeno giocandola, piuttosto che uscire così.

La sfida contro Turna e i progetti per il futuro

Meliador durante la top 8 del Dreamhack Valencia 2017

I: Parliamo del momento clou del torneo: quando, nei quarti, hai scoperto che dovevi affrontare Marco ‘Turna’ Castiglioni, cosa ti è passato per la mente?

Meliador: Quando hanno annunciato la cosa, stavo in collegamento streaming e me l’hanno detto loro. Beh, inizialmente ho un po’ rosicato perché la prima volta che ci sono due italiani in top 8 sarebbe stato bello incontrarsi più in là possibile. Però poi, guardandola in maniera fredda e calcolatrice, io gli stavo sopra come line-up e sarebbe stato un match facile per me per proseguire. E Infatti ho vinto 3 a 0.

I: Subito dopo la vittoria invece?

Meliador: Sono stato felice della vittoria, ovviamente. Alla fine sei lì per vincere. Prima della partita ti dispiace giocare contro un altro italiano, però quando sei là è ‘mors tua, vita mea‘. Alla fine comunque, la comunità italiana è salda e ci sosteniamo a vicenda. Per Valencia siamo partiti in 30 e siamo stati un gruppo molto unito tutto il tempo.

I: Hai un messaggio per lui?

Meliador: Che gli devo dire? Speriamo di incontrarci in finale la prossima volta. Alla fine, insieme a Kaor e Gera89, siamo due recordman italiani. Turna e Gera hanno fatto top 8 all’europeo, io ho fatto top 4 al Dreamhack e Kaor ha fatto Top 8 al mondiale. Facciamo parte di una piccola cerchia. Speriamo che questo faccia crescere sempre di più il movimento italiano.

“Ho vinto due mondiali e voglio vincere anche il terzo!”
I: I tuoi progetti per il futuro?

Meliador: Anche se è tosta cerco di qualificarmi al Summer. I punti che ho conquistato al Dreamhack mi danno un leggero vantaggio e ci devo provare assolutamente. Agosto me lo prenderò di vacanza. Da settembre voglio ricominciare a streammare almeno cinque volte a settimana, perché ho notato che è una parte importante del giocatore di Hearthstone. Per gli sponsor e per l’immagine.
Poi l’idea è di andare al Dreamhack a Jonkoping a Novembre. Spero che la gente mi voti per i prossimi Global Games e possa andare a rappresentare l’Italia. Ho vinto due mondiali (ndr: in Confrontation e Warhammer) e voglio vincere il terzo.

I: Bene Francesco, ti ringrazio molto per la tua disponibilità. Per concludere, vuoi fare dei saluti?

Meliador: In realtà sono molto discreto riguardo questa mia carriera, quindi dei miei amici credo che quasi nessuno sappia dei miei risultati. Ai miei supporter, come io e gli altri ragazzi siamo pionieri per l’eSport in Italia, voi siete i pionieri del tifo in questo genere. Sono sicuro che nel futuro sarà come lo sport vero e proprio e questo sarà anche merito vostro che ci seguite. Per la famiglia… un “ve l’avevo detto” è ancora prematuro. Quindi, direi un “visto? Non ero così pazzo”.

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Articolo a cura di Marcello Mutalipassi

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