Guida al pro-am competitivo di NBA 2K18

Guida al pro-am competitivo di NBA 2K18
guida al pro-am individuale di NBA 2K18


GUIDA AL PRO-AM COMPETITIVO DI NBA 2K18

Più di qualche mese è passato dall’uscita di NBA 2K18 per console e Pc. Senza dubbio il miglior titolo di basket in circolazione, del quale abbiamo fatto più di qualche guida e di cui trovate qui la nostra recensione. Questa guida al pro-am competitivo di NBA 2K18 nasce con la volontà di aiutare gli utenti a capire un gioco che ha ormai mostrato a tutti i suoi punti di forza e i punti deboli, specialmente per quello che concerne le sfiziose modalità online. Il punto forte di questo gioco è infatti il mastodontico comparto online che spazia dai famosi “parchetti” in cui giocare 3vs3 e 2vs2, fino ad arrivare alle arene del 5vs5.

Il Walk-on, per la sua natura random, non è certo il posto ideale dove potersi mettere alla prova come effettivo quintetto. Il discorso però, cambia radicalmente quando andiamo a creare un nostro team nella modalità pro-am di squadra. Visto che in questa modalità circolano vere e proprie squadre di pro player, che hanno archetipi di un certo tipo, filosofie di gioco ben radicate e, alle volte, dannatamente efficaci.

Cercherò di guidare gli utenti più o meno esperti alla scoperta di questa modalità, vi svelerò qualche trucco delle squadre più forti e proverò a suggerire qualche soluzione per provare ad insidiare anche i team più temibili.

guida al pro-am individuale di NBA 2K18
Un esempio, reale, di play molto alto

IL FULCRO DEL QUINTETTO IDEALE

Partiamo con il presupposto che non esiste, in linea assoluta, un archetipo più forte di tutti gli altri. Quest’anno NBA 2K18 è strutturato in modo da rendere determinati giocatori forti contro alcuni e deboli contro altri. Dopo svariati mesi di gioco però abbiamo imparato che alcuni giocatori restano molto molto forti, specialmente se inseriti nel sistema di gioco giusto.

La prima regola è quindi quella di avere un quintetto equilibrato. In linea di massima è buona norma avere un giocatore con abilità primaria in regia, il cartellino passatore a livello minimo oro è basilare per aumentare le percentuali di tiro di tutti i vostri compagni di squadra. Il regista può essere impiegato da playmaker o da ala piccola regista, entrambe soluzioni molto interessanti. Nel caso del playmaker, i più forti usano i registi cecchini, che sono in grado di eseguire palleggi ad alta velocità e poi prendersi devastanti tiri da fuori.

IL RESTO DEL TEAM

Nel resto del team è buona norma avere almeno un paio di tiratori primari, un cecchino puro e un lungo in grado di tirare. Questi giocatori sono fondamentali contro le zone e per aprire il pitturato. Completano il quintetto un centro in grado di prendere molti rimbalzi e di finalizzare il gioco e un creatore di tiri che tolga le castagne dal fuoco nei momenti più delicati delle partite. Con questo quintetto dovreste essere in grado di affrontare la maggior parte delle partite, di eseguire un gioco vario in attacco e di avere i giusti spazi per attaccare.

Attenzione a creare squadre eccessivamente sbilanciate. Se infatti giocate con troppi cecchini, rischiate di pagarne lo scotto in difesa, se giocate con troppi penetratori renderete la vita facile agli avversari che si limiteranno a chiudersi in area. La prima regola è quella di realizzare archetipi che si completino a vicenda.

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Kyrie, nel pro-am della 2k, probabilmente non giocherebbe…

I TOP CLUB E LE LORO STRATEGIE…

Come ogni gioco online, anche NBA 2K18 ha dei limiti. Quest’anno il limite è rappresentato da una serie di glitch che, di fatto, rovinano l’esperienza di gioco. Questi glitch permettono di comprare e usare delle animazioni riservate ad alcuni tipi di giocatori, su altri che non potrebbero averle. Lunghi che palleggiano come playmaker, tiratori che compiono schiacciate con contatto. Il tutto nell’assoluto immobilismo della 2k che ben si vede dal bannare i giocatori “furbetti”.

Partendo da questo presupposto, tutte le squadre più forti della classifica mondiale usano lo stesso, noioso, sistema di gioco. Creano quattro archetipi con abilità di tiratori come primaria o secondaria. Ad esempio: un tiratore difensore, un penetratore cecchino, un rimbalzista cecchino e un cecchino creatore. Questi quattro giocatori si mettono, ad ogni attacco, negli angoli e aperti a 45 gradi, lasciando il campo completamente aperto. Il quinto giocatore, in genere il più forte del gruppo, attacca con un playmaker cecchino, (o un play creatore o ala piccola regista), giocando un infinito uno contro uno che termina o con un tiro da tre punti, o con un tiro da due (se batte il difensore) o con uno scarico per la tripla di un compagno in caso di aiuto.

…NON MOLTO DIVERTENTI

Mezz’ora di possessi fatti di finte e controfinte per prendere un tiro dal palleggio o per spingere la difesa ad aiutare. Il glitch delle zone calde, i rilasci personalizzati e il cartellino passatore fanno il resto, aiutando anche giocatori che non sono dei tiratori puri a segnare con percentuali mostruose. L’ultima frontiera di questa tattica consiste nel giocare con 3 ali piccole, di cui una regista, e due lunghi, in modo da avere un gigante ben oltre due metri messo in posizione di playmaker e spesso marcato da giocatori che non superano il metro e novantasei. Non il massimo del divertimento o della sportività, ma è una tattica che, superato un certo ranking di squadra vi troverete sicuramente ad affrontare.

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Embiid è un esempio di lungo perfetto per il cinque fuori

LE CONTROMISURE DA ADOTTARE

Come ogni strategia o tattica, nemmeno quella del cinque fuori è imbattibile al 100%. Esiste un sistema, adottato per altro dalle stesse squadra che giocano cinque fuori, che consiste nel creare un difensore cecchino, possibilmente guardia, alto 2.03 e in grado di difendere su playmaker, guardie e ali piccole, andando a fermare alla radice il cinque fuori degli avversari. Grazie all’abilità cecchino poi, in attacco può tranquillamente giocare nell’angolo, ricevendo gli scarichi e obbligando la difesa ad una marcatura.

La seconda contromisura è quella di… non giocare. Se infatti ci si imbatte in team troppo forti, con record ben al di sopra delle nostre possibilità, se si esce prima della palla a due il gioco non registra una sconfitta a tavolino. Certo, è una soluzione estrema e radicale, ma alcune volte è l’unica soluzione per evitare di passare una mezz’ora abbondante della nostra vita a guardare un playmaker che gioca in isolamento uno contro uno.

IN CONCLUSIONE…

Il mio consiglio, dopo quasi 600 partite di pro-am walk-on e oltre 300 in team elite, è quello di creare una squadra che metta al primo posto il divertimento di squadra. Ovvio, perdere non è mai bello, ma nemmeno vincere centinaia di partite in un team dove gioca un unico giocatore mentre gli altri guardano. Create un team che possa giocare il pick&roll, cercate su you tube qualche schema da applicare in partita, provate a difendere a zona e studiate come si attaccano le zone 2-3 e 3-2.

La maggior parte della squadre non arriva a questo livello di profondità e arrivare a livello Elite 3 o 4 non dovrebbe essere impossibile anche per team alle prime armi. Cercate sempre di coinvolgere tutti, di concentrarvi sulla difesa e correre in contropiede. Non vi demoralizzate se il vostro giocatore sbaglia dei tiri aperti e continuate a muovere la palla. Ricordate che questo NBA 2K18 vive di “parizali“. Spesso vi sembrerà che le cose vadano estremamente bene, e il momento dopo estremamente male, regalando parziali ad entrambe le squadre.

…GIOCATE SEMPRE PER DIVERTIRVI!

Questo NBA 2K18 è stato pensato per ricreare l’andamento e l’atmosfera delle vere partite americane, non esitate a chiamare time-out quando gli avversari mettono insieme molti punti di seguito, spesso questo è sufficente a spezzarne il ritmo. Giocate con calma, senza perdere il controllo e ricordando che alla fine, per quanto coinvolgente e competitivo, resta sempre un gioco.

Non è finita qui!

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Articolo a cura di Mauro Zini

Collaboratore presso Lineadiretta.it e Player.it. Appassionato di libri, cinema, serie Tv e videogiochi. Nerd da quando non era di moda esserlo. Coach di basket e istruttore di minibasket accreditato presso la FIP.

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