Dal 2009 ad oggi, il gioco di ruolo realizzato da Jason Bulmahn ed il suo team ha saputo imporsi come unico punto di riferimento per il fantasy basato sul d20 System. Nato come costola dell’edizione 3, nonché come pienamente compatibile con la 3.5, di Dungeons & Dragons, nel giro di pochissimo tempo Pathfinder è diventato un marchio ben riconoscibile ed autonomo, per un buon periodo anche ben più forte e “commerciale” di Dungeons & Dragons, una cosa impensabile nei primi anni duemila.

La fortuna di Pathfinder (qui la guida completa), oltre ad un sistema solido che ha saputo fare tabula rasa dei tanti problemi e “bug” emersi dalle citate edizioni di D&D (pur non essendone privo, come ogni sistema di gioco), è stata la capacità di intercettare tutti i giocatori scontenti dalla discussa 4° edizione di D&D. Pathfinder, infatti, nel periodo che va dal 2011 al 2014 fu in grado di stracciare tutti i prodotti marchiati “Dungeons & Dragons” in termini di vendite. Solo la recente quinta edizione (qui la nostra guida completa), uscita nel 2015, ha saputo riportare “il più grande gioco di ruolo del mondo” in prima posizione, per il suo sistema molto accogliente che vuole tornare alle origini e puntare tutto sulla facilità di approccio. Talmente tanto che, di fatto, D&D 5 è diventato un prodotto adatto anche per Twitch, come vi raccontavamo in uno speciale dedicato.

Ma Pathfinder è ormai un franchise più che consolidato, a prescindere dai dati di vendita attuali. Nel corso degli anni sono stati prodotti una quantità veramente considerevole di materiale da Paizo, tra moduli d’avventura e di ambientazione, manuali ausiliari, e tanto altro materiale il cui conteggio è oggettivamente difficile da fare con esattezza, senza contare tutti i prodotti compatibili su licenza OGL. Oltre, crepi l’avarizia, a romanzi, fumetti, giochi da tavolo, videogiochi in arrivo e giù usciti come Pathfinder Duels.

Alla luce della situazione attuale che abbiamo descritto, Paizo ha annunciato nella serata del 6 marzo l’arrivo di Pathfinder Seconda Edizione.

Il programma Pathfinder Playtest

Il 2 agosto 2018 verrà lanciato ufficialmente Pathfinder Playtest, l’iniziativa per cui, in modo totalmente similare all’edizione originale, Paizo inviterà più giocatori possibili a playtestare la nuova edizione il più possibile.

Interessanti le modalità con cui i giocatori potranno contribuire al playtest. Tutti i prodotti Pathfinder Playtest saranno disponibili come download gratuiti dal sito Paizo a partire dal 2 agosto 2018. Non abbiamo usato la parola “prodotti” a caso, perché per i più aficionados sarà possibile acquistare delle edizioni cartacee in copie limitate di ben tre prodotti targati “Pathfinder Playtest”, ovvero Pathfinder Playtest Rulebook, Pathfinder Playtest Adventure e Pathfinder Playtest Flip-Mat Multi-Pack. Questi tre prodotti saranno reperibili anche presso i negozianti (per l’Italia è in arrivo un comunicato ufficiale di Giochi Uniti nel momento in cui scrivo), oppure allo stand Paizo durante la Gen Con 2018.

Pathfinder Playtest Rulebook contiene tutto ciò che serve per creare dei personaggi ed iniziare a giocare delle avventure dal livello 1 al 20. Tornano le stupende illustrazioni di Wayne Reynolds, ed il manuale sarà disponibile in tre edizioni diverse: copertina morbida, rigida, e rigida deluxe con dettagli lucidi ed un segnalibro di nastro.

Pathfinder Playtest Adventure: Doomsday Dawn è una “super avventura” (sic!) da 96 pagine che contiene sette scenari con una struttura a più incontri, pensata per introdurre le nuove regole e playtestarle al meglio. Le avventure sono pensate per tutta la gamma dei venti livelli e, ovviamente, contengono buona parte delle nuove regole del sistema di gioco, compresi cenni di ciò che sarà la nuova ambientazione di riferimento.

Curioso l’inserimento delle mappe quadrettate nel playtest con Pathfinder Playtest Flip-Mat Multi-Pack, che contiene una serie di mappe double face a colori grandi 24×30 pollici, di materiale plastico con superficie che permette di cancellare e riscrivere con gli appositi pennarelli più volte, decorati seguendo vari temi e situazioni climatiche per ogni tipo di combattimento.

Pathfinder Seconda Edizione
Il primo artwork della Seconda Edizione

Cosa contiene Pathfinder Playtest, e su cosa si fonda il nuovo regolamento? Paizo ha diffuso una lista delle caratteristiche che troveremo già dalla versione preliminare del gioco del 2 agosto, frutto degli ultimi dieci anni di esperienza con Pathfinder, che vi riportiamo per intero, tradotta:

  • Incantesimi di livello 10 e quattro liste di incantesimi
  • Archetipi e multiclasse
  • Mostri e magia classici
  • Manovre di combattimento che “spaccano” (cit.)
  • Più facile da giocare
  • Incentrato su Golarion
  • Iniziativa rinnovata
  • Nuovo sistema per i background
  • Valori produttivi
  • Oggetti magici ribilanciati
  • Sistema di Competenze rinnovato
  • Fedele a Pathfinder
  • Alchimisti nel manuale base
  • Cambiamenti delle classi
  • Design pulito e modulare per quanto riguarda le informazioni
  • Design per tutti i livelli di gioco
  • Goblin come PG
  • Storytelling eroico
  • Più personalizzazione
  • Pathfinder Society coesa fin da subito
  • Cambiamenti a tratti razziali e Talenti
  • Azioni semplificate
  • Supporto al gioco
  • Supporto artistico di Wayne Reynolds

In attesa della release del 2 agosto, queste sono le prime certezze su cui possiamo affidarci per Pathfinder Seconda Edizione. Ma Paizo, tramite il suo blog, ha anche pubblicato una serie di contenuti mirati a spiegare in maniera più approfondite le riflessioni che hanno portato alle modifiche che vedremo nel regolamento completo.

Le prime informazioni sulle Regole di Pathfinder Seconda Edizione

L’obiettivo di Pathfinder Seconda Edizione è quello di non stravolgere il feeling generale che, nel corso degli anni, i giocatori hanno avuto ed hanno con l’originale Pathfinder. L’impianto regolistico alla base rimane quindi lo stesso, ma alcune meccaniche verranno riviste per adattarsi ai “tempi moderni”, per così dire.

Partiamo dalla creazione del personaggio, il cui intero processo verrà reso più fluido ed intuitivo. Pathfinder Seconda Edizione vedrà l’introduzione delle “ancestry”, il nuovo nome con cui verranno identificate le razze. Le ancestry serviranno a stabilire il retaggio del personaggio, da dove viene, ma anche le statistiche di base che possiede. Successivamente andrà deciso il background, ed infine la classe.

Ognuno di questi elementi andrà a modificare i punteggi di caratteristica, donerà delle competenze iniziali e le abilità di classe, e permetterà di ottenere una serie di talenti concatenati confezionati intorno al personaggio. Oltre alla classica selezione di equipaggiamento, talenti iniziali e competenze, i bonus finali ai vari tiri verrà influenzato da un sistema di “proficiency”, che sulla carta sembra mutuato da ciò che abbiamo visto in D&D 5.

Pathfinder Seconda Edizione
Il primo artwork ufficiale di Wayne Reynolds.

A cambiare sarà anche il flusso di gioco che, nell’ottica generale di “snellimento” di questa Seconda Edizione, verrà reso generalmente più fluido. L’azione verrà divisa in tre distinte fasi: la Encounter, relativa ai combattimenti che verrà misurata in secondi; la Exploration, misurata in minuti ed ore, che rappresenta la fase dei viaggi, dell’esplorazione, ricerca delle trappole, situazioni sociali e così via, e tendenzialmente sarà la parte più flessibile delle tre in termini di regolamento per prediligere lo storytelling e l’avanzamento della narrazione; infinte il Downtime, misurato in giorni, che rappresenta il momento in cui i giocatori sono in un momento di tranquillità, mentre possono utilizzare abilità, fare scambi commerciali, gestire organizzazioni, creare oggetti ed ovviamente riprendersi dalle ferite.

Buona parte dell’azione di gioco avverrà nelle fasi Encounter ed Exploration, i cui due tipi di azione potranno interferire l’un l’altro e darsi il cambio con estrema facilità. Inoltre, la fase Exploration può influire anche su come i combattimenti possano iniziare, determinando anche il punteggio di iniziativa delle parti in causa, nonché la situazione di partenza dello scontro.

Infine, il caro e vecchio combattimento. Ogni turno sarà possibile impiegare tre azioni, in qualsiasi combinazione, ed il vecchio sistema fatto di azioni complesse e molto diverse verrà rimpiazzato. Azioni come muoversi, attaccare oppure estrarre un’arma costeranno un’azione soltanto, pertanto sarà possibile effettuare anche più attacchi in un turno fin da subito, pur con una penalità per quelli successivi al primo. In Pathfinder Seconda Edizione, molti incantesimi richiederanno due azioni per essere lanciati, mentre alcuni solo una. Dardo Incantato, per esempio, può essere lanciato impiegando da una a tre azioni, con la possibilità di lanciare un dardo addizionale per ogni azione spesa. Viene introdotta anche una azione di reazione, la quale si innesca nel turno degli avversari e permette di interrompere alcune azioni. Il guerriero, ad esempio, avrà la possibilità di eseguire un attacco di opportunità se un nemico passa attraverso la sua area o le sue difese sono abbassate. Molte classi e mostri hanno diverse possibilità di attivare delle reazioni, con lo scopo di rendere i combattimenti meno prevedibili e più elettrizzanti.

Pathfinder Seconda Edizione
I mostri ritorneranno per intero, presumibilmente.

Per quanto riguarda il GM, mostri, trappole ed oggetti magici sono stati pesantemente rivisitati.

I mostri saranno molto più facili da creare (dal lato designer e, presumibilmente, GM). Il sistema non sarà più legato al tipo del mostro e ai Dadi Vita. La base sarà il livello del mostro ed il suo ruolo nel gioco, e da lì le statistiche andranno a costruirlo per renderlo bilanciato ed appropriato al gioco. Due creature di livello 7, ad esempio, potranno avere statistiche differenti, permettendo di essere giocati in modo molto diverso al tavolo. A livello pratico, questo renderà anche più facile la presentazione dei mostri per quanto riguarda l’aspetto grafico di quello che sarà il Bestiario. I mostri avranno abilità, azioni e reazioni, così che ogni creatura possa risultare davvero unica e ben riconoscibile.

Per quanto riguarda i pericoli e le sfide verrà fatto sì che siano più determinanti nella dinamica di gioco. Trappole contro cui bisognerà combattere attivamente, veleni, maledizioni e malattie saranno problemi ben più seri da affrontare, con più penalità che potranno portare all’eventuale morte.

Infine gli oggetti magici, che rimarranno ovviamente una parte fondamentale dell’economia di gioco. L’idea è che i personaggi avranno la piena libertà di portare con sé tutti gli oggetti magici che desiderano, invece di procurarsi ciò di cui sentono il bisogno per poter superare le difficoltà. Il senso è che un’armatura o un’arma magica potente sono sempre importanti nel gioco, ma non ci sarà più bisogno di portare con sé tutta una serie di ammennicoli ed oggetti per poter potenziare abilità e caratteristiche. Invece, si potranno trovare e creare gli oggetti magici che garantiranno nuove possibilità durante il gioco, dando il vantaggio necessario per affrontare i mostri e le difficoltà.

Pathfinder Seconda Edizione
Un artwork che è già “vintage”.

Il futuro di Pathfinder

Pur essendo all’oscuro di buona parte dei dettagli principali, è già possibile farsi un’idea chiara di Pathfinder Seconda Edizione. Lo straripante successo di D&D 5 non è passato evidentemente inosservato, ed anche in quel di Paizo si sente la necessità di dare a Pathfinder una nuova veste, un sistema di regole che sia più accogliente di ciò che è attualmente Pathfinder.

Sarà importante capire quanto Pathfinder Seconda Edizione sarà accessibile a discapito dei tecnicismi e dell’aspetto tattico e strategico che il sistema di gioco ha saputo offrire finora. Se la quinta Dungeons & Dragons è stato quasi un reboot, per certi versi, un nuovo inizio dopo la discussa quarta edizione, Pathfinder Seconda Edizione seguirà quello che è stato tutt’altro che un insuccesso o un’edizione poco apprezzata. Per questo è importante che non perda ciò che ha reso peculiare il sistema di Paizo, tutto quell’impianto fatto di build, ottimizzazioni, combo tra talenti ed abilità, e tutti i tecnicismi di cui sopra. La magia sarà mantenere tutto ciò e, contemporaneamente, abbassare la barriera all’ingresso per i giocatori neofiti, o per quelli che semplicemente non sono troppo avvezzi a calcoli matematici e combo cervellotiche.

In questo le FAQ ufficiali ci aiutano a capire altri dettagli di ciò che Pathfinder Seconda Edizione potrà essere.

Sembra confermata la compatibilità con tutto ciò che è stato (e verrà) pubblicato di Pathfinder. Buona parte di ciò che è stato costruito per il gioco rimarrà tale. La storia del gioco non è cambiata, ed in molti casi sarà semplicemente necessario convertire le vecchie regole senza modificare nient’altro in un modulo d’avventura, ad esempio. Molte regole singole potranno essere convertite in maniera facile, ed attualmente è possibile avere delle prime informazioni al riguardo seguendo il podcast Glass Cannon (in inglese, ovviamente), nel quale i designer del gioco, tra cui Jason Bulmahn stanno giocando il modulo d’avventura Crypt of the Everflame convertito per Pathfinder Playtest.

Altri dettagli interessanti emersi dalle FAQ:

  • Verrà posta molta attenzione per bilanciare le potenzialità delle classi marziali rispetto a quelle magiche, dove queste ultime sono tendenzialmente sempre più potenti a livelli medio-alti
  • Le miniature, così come il combattimento tattico, saranno una parte importante del gioco, ma non saranno espressamente richieste per giocare. Le nuove miniature verranno prodotte in collaborazione con partner come WizKids e Reaper.
  • Non verranno convertiti ovviamente tutti i materiali pubblicati finora, ma gli elementi più popolari dei manuali (come la classe dell’Alchimista) verranno sicuramente riconsiderati per una riproposizione ufficiale nei materiali della Seconda Edizione. Oltre a questo, verrà pubblicata una guida alla conversione generale.
  • Non ci sono ancora conferme ufficiali per ripubblicare i materiali “classici” come Rise of the Runelords e Kingmaker, sebbene Paizo non escluda del tutto l’idea.
  • L’ambientazione sarà sempre il Mare Interno, quindi Golarion. Gli elementi di base saranno per la maggior parte gli stessi, con alcune differenze. L’anno di gioco sarà modificato seguendo il “tempo reale”, quindi nel 2019 l’anno dell’ambientazione ufficiale sarà il 4719 AD. Gli eventi principali della storyline del Mare Interno saranno gli stessi, ma alcune svolte della trama presenti negli Adventure Path più importanti saranno integrati come status quo della nuova ambientazione. Come ad esempio i nuovi regnanti di Korvosa e Taldor, ed i cambiamenti politici del Cheliax.
  • Gli 11 personaggi iconici originali rimarranno tali e sono già presenti nel Pathfinder Playtest Rulebook, e verranno mantenuti fino alla release finale del 2019, pur con alcune modifiche. Valeros avrà uno scudo, ed Harsk sfoggerà più spesso due armi da mischia, ad esempio. Verrà aggiunto anche un goblin alchimista tra i personaggi iconici.
Pathfinder Seconda Edizione
Foto di famiglia.

Considerazioni generali

È ovviamente ed indubbiamente presto esprimere un giudizio, ma l’idea, come dicevo sopra, è già chiara. Mi sposto sulla sfera del tutto personale per quest’ultimo paragrafo, ammettendo che ho accolto la notizia dell’uscita di Pathfinder Seconda Edizione con sincera curiosità.

Sono stato attratto fortemente dall’uscita di Dungeons & Dragons 5 soprattutto per la sua semplicità di approccio, la stessa che mi piacerebbe vedere in Pathfinder. Di quest’ultimo, però, amo l’ambientazione, così come la struttura degli Adventure Path in termini regolistici che narrativi i quali, senza nulla togliere ai moduli d’avventura di D&D5, sono semplicemente straordinari. Mi piace anche quella sana tendenza a scovare le combo migliore, ad ottimizzare oggetti magici, talenti ed abilità in funzione dello scopo del personaggio, che non va assolutamente persa.

C’è solo bisogno di investire di più sullo storytelling, una cosa che Paizo sembra già voler fare, e tagliare quelle centocinquanta pagine circa di inutili regole situazionali dal manuale base, ed anche in questo caso le preventivate “sole” quattrocento pagine del nuovo manuale sono rincuoranti.

Pathfinder Seconda Edizione ha un compito difficilissimo come detto, perché non deve affatto riscattare un nome caduto in disgrazia, e proprio per questo l’operazione è molto più delicata. Non deve perdere la sua identità per inseguire l’idea di “accessibilità” proposta dalla concorrenza.

Un compito dal Grado Sfida elevato, ma non soverchiante.