Pubblicato in: Giochi da Tavolo

Recensione | The City

Race for the galaxy è uno dei giochi preferiti del mio amico Antigone, il saggio Antigone, quello che di giochi gestionali, guerra e di carte tutto sa.

Credo che di Rftg abbia acquistato tutte le espansioni, lui non gareggia per la galassia, ormai lui è la galassia.

Detto questo, non penso che disdegnerà il titolo di oggi che, parliamoci chiaramente, è un po’ più di un tantinello simile a quel colosso tra i giochi di carte.

Del resto l’autore è lo stesso, il grande Thomas Lehmann, e il gioco si chiama The City Kikcstarter Edition. Vediamo un po’ di che si tratta.

Scatola e materiali

Faccio notare che è la mia prima recensione del 2020, quindi sono felice di potervi dire che per il primo gioco dell’anno, scatola e materiali… ci sono! Sia l’uno che gli altri. Evvai!

Scatola, carte e token

Capirai lo sforzo direte voi, una manciata di token e un mazzo di carte. Ma vi dimenticate della scatola, c’è anche quella.

Comunque sia questo è quanto, un mazzo di carte e dei segnalini, altro non troverete, ma io ho ricevuto anche l’espansione, cioè una decina di carte… a parte.

Cenni storici

The City Kickstarter è la riedizione dell’omonimo gioco del 2011, ma senza Kickstarter Edition dopo il titolo.

Cos’è cambiato da allora? La grafica principalmente, non è più accreditato Klemens Franz (Agricola) tra gli illustratori, rimane invece Joao Tereso.

Direi bravo, perché il punto forte del gioco è sicuramente la nuova veste più elegante, meno fumettosa e sicuramente più accattivante.

Un gioco lampo

Faccio presente che ciascuna delle partite che abbiamo fatto è durata dagli 8 ai 10 minuti, pure meno alle volte. Il gioco è velocissimo, anche troppo. Talmente rapido che abbiamo alzato la soglia di punteggio per la vittoria da 50 a 100 punti.

Come si gioca

Ogni giocatore pesca 7 carte di cui ne sceglie 5 e, finché uno dei giocatori non raggiunge i 50 punti vittoria, si giocano carte, o almeno ci si prova, come se non ci fosse un domani.

Punti vittoria

E fin qui anche un partecipante medio a un reality show poteva brillantemente intuire il senso di un gioco di carte.

Le carte hanno tutte un costo che si paga scartando altre carte.

Parliamo degli edifici della città che carta dopo carta vien su in barba a qualsiasi piano di urbanizzazione – un po’ alla cazzo per intenderci – e in maniera totalmente abusiva.

Alcuni edifici richiedono altri edifici per essere costruiti, altri non costano nulla ma offrono benefici a lungo termine, se costruisci sei un grande, se passi ti prendiamo per i fondelli additandoti come il peggiore costruttore di città di tutte le galassie.

Il turno, in media per finire una partita ce ne vogliono 7/8, si divide in due fasi:

  • Costruiamo uno sviluppo
    in pratica possiamo costruire un edificio o, qualora non fossimo in grado perché pessimi costruttori, o per scelta religiosa, possiamo ottenere delle carte.
  • Riceviamo il reddito dei nostri edifici
    In questa fase otteniamo carte per costruire nuovi edifici o punti vittoria.

Il metti carte a terra s’interrompe quando qualcuno supera i 50 punti vittoria. A quel punto si vede chi ha vinto, normalmente è proprio quel qualcuno.

Conclusioni

Il gioco è troppo veloce, non si riesce a sfruttare bene la maggior parte delle carte e le combinazioni che i vari edifici possono scatenare.

Gli edifici della nostra Città

Come ho scritto in precedenza, per ovviare a questo problema e, dal mio punto di vista, rendere l’esperienza di The City più piacevole, nelle partite tra me e il team di esperti anziani, abbiamo deciso di spostare la vittoria ai 100 punti.

Il gioco ricorda tanto, troppo Race for the galaxy, senza però il fascino superiore che una corsa per la galassia può suscitare rispetto alla costruzione di una città.

Per il resto, The City eredita dal fratello ingombrante sia i pregi che i difetti: l’interazione tra i giocatori è nulla, senza espansioni il gioco tende a morire lentamente, parliamo di difetti.

Se invece pensiamo ai pregi, abbiamo velocità, semplicità e divertimento.

A me è piaciuto, del resto m’era piaciuto anche Race… è uno di quei giochi che risponde agilmente alla domanda: “Facciamo un gioco da tavolo veloce?

Sicuramente questa nuova edizione è molto bella graficamente, anche la copertina non è affatto male.

L’ho fatto provare al team di esperti junior e sia Simone che Ermanno l’hanno apprezzato.

Loro se ne sbattono di Race for the galaxy perché non ci hanno mai giocato e affrontano ogni gioco senza pregiudizio, tabula rasa… fantastico.
Il loro giudizio positivi vale più di tutto quello che potrei mai scrivere.

Luca Riccio

Educatore, scrittore a tempo perso, di quelli che "primo o poi lo finisco quel romanzo". Mi ritengo anche un creatore di giochi di quelli che "prima o poi me lo pubblicano quel gioco". Nel frattempo provo i giochi degli altri per offrirvi la mia modesta e "prima o poi competente" opinione.

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