Recensione | Narcos: dove si nasconde Pablo?

la recensione del gioco da tavolo di narcos

Dopo aver letteralmente invaso il mondo dei videogame, era inevitabile che i giochi da tavolo arrivassero a toccare anche le serie tv e, siccome a CMON piace fare le cose in grande, quale show migliore di Narcos per creare un boardgame di grandissimo impatto? È inutile quanto alta fosse la curiosità nell’approcciarci ad un prodotto del genere, basato su una delle serie Netflix per antonomasia.

Tuttavia, si sa quanto l’onda dell’hype possa essere una pericolosissima arma a doppio taglio, capace di generare grande entusiasmo quanto enorme delusione se la qualità finale del prodotto non fosse ritenuta all’altezza del suo ingombrante nome. Proprio in base a quanto ora scritto, bisogna scindere l’esperienza “televisiva” da quella ludica, proprio per comprendere l’effettiva bontà del lavoro svolto.

È riuscito il gioco da tavolo di Narcos ad essere all’altezza del suo enorme franchise? Leggete la nostra recensione per conoscere la risposta.

Recensione Narcos: alla caccia del Patron

tutte le miniature del gioco da tavolo di Narcos
Tanti sicarios aiuteranno il Patron per il raggiungimento della vittoria finale.

Soy el fuego que arde tu piel soy el agua que mata tu sed…“, se avete iniziato a canticchiare l’opening di Narcos sin dalle prime righe di questa recensione, sappiate che non vi sareste potuti imbattere in un gioco da tavolo più fedele alla più celebre serie tv targata Netflix. Il gioco, realizzato da CMON, e più precisamente da Fel Barros e da Renato Sasdelli, in collaborazione con Gaumont, e distribuito da Asmodee, porta sul tavolo tutto ciò che abbiamo imparato ad amare di più dello show di Chris Brancato, Carlo Bernard e Doug Miro.

Se già l’artwork presente sulla scatola, realizzato dalla sapiente mano di Karl Kopinski, è perfettamente in linea con il feeling del telefilm, aprendo la confezione “l’effetto Narcos” cresce ancora di più, grazie alla dettagliatissima board di gioco, raffigurante l’intero Stato della Colombia, e soprattutto grazie alle stupende miniature con cui ci troveremo a giocare.

Come tutti sappiamo, le miniature sono da sempre il marchio di fabbrica di CMON, ed anche in questo caso l’azienda non si smentisce: il gioco ci mette a disposizione ben 20 miniature, raffiguranti tutti i più celebri personaggi della serie, perfettamente ricreati ed immediatamente riconoscibili da tutti i fan di Narcos. Da Murphy e Pena a Carrillo e Murillo, passando Navegante, Don Berna, Carlos Castano e Prisco, senza ovviamente dimenticarci di Don Pablo Escobar, a cui il gioco farà riferimento come “El Patron”.

Come catturare il narcotrafficante più famoso al mondo?

le regole del gioco da tavolo di Narcos
Plata o plomo?

Ovviamente, per creare un ottimo boardgame, non c’è bisogno solo di una componentistica e di concept art di prim’ordine, ma soprattutto di una formula di gioco accattivante e capace coinvolgere i giocatori.

In questo caso, Narcos potrà intrattenere da 2 a 5 giocatori, di cui uno di questi, meglio se il più “esperto” si troverà a vestire i panni del Patron, mentre gli altri dovranno interpretare le altre quattro fazioni presenti: la DEA, la Policia Nacional, il Cartello di Cali ed i Los Pepes, tutti accomunati da un unico obiettivo: catturarvi.

La partita si articolerà nel corso di tre stagioni (proprio come nella serie) in cui, da un lato, le fazioni dovranno collaborare tra loro, sfruttando le loro abilità e la loro intelligenza al fine di stanare l’avversario, mentre il Patron dovrà scegliere un luogo in cui stabilire il proprio nascondiglio, continuando a gestire il suo business milionario grazie all’aiuto dei suoi sicarios.

Come avrete modo di constatare, la mappa della Colombia sarà decisamente vasta e, per trovare il narcotrafficante più famoso al mondo, bisognerà aguzzare l’ingegno ed indagare nel modo più efficace possibile. Sotto questo aspetto, le fazioni potranno contare su ben tre tipi di indagini, che potranno restringere le loro aree di ricerca per Regione, per tipo di casella (città o fattoria), o addirittura sapendo a quanta distanza potrebbe trovarsi Escobar.

Sotto questo aspetto, quindi, le quattro fazioni dovranno agire in stretta collaborazione tra di loro, in quanto, per vincere, dovranno catturare il Patron non una, ma ben due volte entro lo scadere delle tre stagioni, della durata di 8 turni ciascuna.

Narcos: un gameplay agile e facile da apprendere

come vincere nel gioco da tavolo di narcos
Se il Patron raggiungerà la gloria necessaria, avrà ottenuto la vittoria.

Volendo fare un paragone, al fine di rendere chiara la formula di gioco utilizzata da Narcos, è possibile fare riferimento a “Lettere da Whitechapel“. Come i giocatori più incalliti sicuramente sapranno, anche nel boardgame targato Giochi Uniti era presente l’elemento “caccia all’uomo“; tuttavia vi sono diverse differenze con Narcos.

In prima battuta, la board di gioco è più ampia e meno articolata rispetto a quella di Lettere da Whitechapel, che però non prevedeva l’utilizzo dei sicarios nella veste di “complici” e “sabotatori” delle altre fazioni. In questo caso, infatti, i vari Limon, Prisco, Ledher, ecc., potranno sia bloccare il passaggio dei vostri avversari che costruire laboratori, così da contribuire ad accrescere il già vastissimo impero del Patron.

Se le fazioni, per vincere, dovranno catturare Escobar, quest’ultimo avrà ben tre modi per aggiudicarsi il match. In primo luogo, potrà vincere eseguendo le istruzioni contenute in tre carte obiettivo, potrà semplicemente non farsi catturare nel corso delle tre stagioni, oppure potrà accumulare i 20 punti gloria necessari a far terminare subito il match. Tali punti saranno ottenibili prevalentemente in base ai sicarios ancora a piede libero al termine delle varie stagioni, oppure grazie agli effetti di determinate carte giocate.

Giudizio Finale

Il gioco da tavolo presenta tutti gli elementi caratteristici della serie tv.

Volendo tirare le somme, possiamo affermare senza alcun dubbio che Narcos rispetta appieno tutte le nostre aspettative. Il gioco da tavolo di CMON, nell’arco dei circa 100/120 minuti di partita, sa decisamente come intrattenere i suoi giocatori, grazie ad un regolamento di facile comprensione e memorizzazione, nonché ad un elemento artistico di primissimo rilievo.

L’aver acquistato i diritti ha consentito a CMON di riutilizzare i volti più celebri della serie Netflix, immediatamente riconoscibili nelle rispettive miniature. Le due controindicazioni da noi riscontrate sono rinvenibili nell’assenza di “marchi distintivi” nelle suddette miniature: se non siete fan sfegatati della serie, l’unico modo che avrete di riconoscere i vari personaggi è quello di sfruttare le pose presenti sulle carte che le raffigurano.

In secondo luogo, è necessario che il giocatore che interpreterà il ruolo del Patron sia il più esperto, proprio per offrire un buon livello di sfida agli avversari.

In ogni caso, se l’investigazione è il vostro mestiere e se la raccolta di indizi è il vostro forte, l’acquisto di Narcos è caldamente consigliato. Ad un prezzo decisamente contenuto, potrete portare sul vostro tavolo tutto il calore della Colombia ed il “macabro fascino” delle avventure del narcotrafficante più famoso al mondo.

Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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