Finalmente sono in ferie, e ciò per me significa riuscire a giocare più spesso e più a lungo, anche (e soprattutto) con amici e conoscenti nelle mie amate zone del Monferrato.

Tuttavia, alcuni agenti non particolarmente piacevoli (caldo, disidratazione, zanzare e pargoletti urlanti) spesso non permettono di intavolare giochi che richiedono mezzo pomeriggio o una lucidità mentale estrema. Ricordo ancora, due ferragosti fa, una partita ad Alta Tensione in sei giocatori: bellissima, ma – tra il sudore e gli smartphone con la calcolatrice aperta che pian piano hanno fatto seguito ai partecipanti – nell’aria aleggiava un disagio degno del convegno annuale dei commercialisti.

Insomma, la necessità di un giochino dalle regole semplici – ma non banale nell’esecuzione – si fa sentire.

Quindi, su un tavolino all’aria aperta, immersi nel caldo – che il sigaro acceso in bocca non aiuta a combattere – immaginiamo di essere abili tuffatori nel bel mezzo della giungla, pronti a lanciarsi negli stagni per recuperare piccoli organismi luminescenti.

Noctiluca stagno
Quanto brillano i Noctiluca sullo stagno!

Noctiluca, gioco da tavolo di Shem Philips da uno a quattro giocatori distribuito da Asmodee Italia, ci porta in una zona solo leggermente più umida della nostra penisola durante il mese di agosto, intenti a raccogliere colorati e luminosi esserini pronti ad essere collocati in vasetti e venduti ai malati che li richiedono. Ebbene sì, nel mondo di questo gioco i Noctiluca sono gli antesignani dell’omeopatia, essendo considerati utili per guarire le persone solo grazie al loro bagliore.

I materiali e il setup

Dopo aver diviso equamente le dodici pedine tra i giocatori si rovesciano i 104 dadi colorati (26 per ognuno dei quattro colori dei Noctiluca) sul tabellone di gioco, posizionandone casualmente cinque su ogni casella esterna dello stagno e quattro su quelle interne.

I dadi rappresentano proprio i Noctiluca, che vanno raccolti e posizionati nei vasetti. Di questi ultimi, ognuno ne pesca tre e ne sceglie due da tenere. Il mazzo con tutti i vasi restanti viene quindi diviso in cinque pile a faccia in su.

Ogni vaso raffigura il numero e i tipi di Noctiluca da inserirvi, nonchè un colore (corrispondente a uno di quelli presenti nei segnalini punteggio) e un eventuale valore di punti vittoria bonus.

Per concludere la fase di setup si posizionano i segnalini punteggio in pile divise per colore (con i valori più alti in fondo ad esse) e ogni giocatore riceve una carta raffigurante il proprio tipo di Noctiluca bonus (da tenere coperta).

Noctiluca componenti del giocatore
I componenti di un giocatore: la carta del Noctiluca bonus è coperta, e sul retro mostra il riepilogo del punteggio.

Tuffiamoci nel gioco

Nel proprio turno il giocatore posiziona una delle proprie pedine su una riva libera (il centro dello stagno non è considerata tale), sceglie una direzione nella quale tuffarsi e indica ad alta voce un numero. Quindi, raccoglie tutti i dadi raffiguranti tale numero nella direzione scelta.

A questo punto deve collocare subito tutti i Noctiluca raccolti nei propri vasi. Se dovessero avanzarne (e credetemi, succederà spesso) deve passare questi ultimi al giocatore successivo nell’ordine di turno, il quale sceglierà un Noctiluca (se possibile) da posizionare su un proprio vaso, passando nuovamente i resti al giocatore seguente. Questa fase si conclude non appena i Noctiluca non saranno esauriti o nessuno potrà posizionare i restanti nei propri vasi.

Il gioco continua così fino a che tutti i giocatori hanno usato tutte le pedine in loro possesso: si esegue di nuovo il setup del tabellone (togliendo i dadi non raccolti) e si svolge un secondo round, ma in senso opposto.

Durante il gioco, chiunque abbia completato almeno un vaso rimuove tutti i dadi da esso (riponendoli nella scatola), prende il gettone in cima alla pila corrispondente al colore del vaso completato, infine sceglie un altro tra i vasi disponibili e lo posiziona davanti a sé.

Al termine del secondo round si guadagnano punti se si ha la maggioranza di vasi di un determinato colore. Sommando tali punti a quelli dei gettoni, dei vasi stessi e del proprio Noctiluca bonus (ognuno di tale colore presente in un vaso completato vale un punto) decretano il vincitore tramite punteggio maggiore.

Noctiluca primo tuffo
Un ottimo primo tuffo! Permette di recuperare tutti i dadi con valore 4 sulla traiettoria orizzontale e riempire i vasi, con tanti Noctiluca viola: il nostro colore bonus! Peccato per quel dado arancione da regalare…

L’atmosfera al tavolo

Noctiluca attrae immediatamente i giocatori di ogni età grazie a una presenza estetica interessante, causata soprattutto dal “luccichio” dei dadi colorati posizionati sul tabellone (dai toni prevalentemente scuri), un tocco di classe che da sostanza all’ambientazione.

Nonostante l’atmosfera sia rilassata ed amichevole, il gioco presenta momenti di profonda riflessione e tensione. Il tabellone, soprattutto a prima vista, è soverchiato da una quantità spropositata di dadi, e ciò comporta una relativa lentezza nei primi turni di gioco, non tanto nell’esecuzione quanto nel tempo atto a prendere una decisione: le scelte disponibili sono veramente tante (nel primo turno ce ne sono potenzialmente 144: dodici rive, due direzioni e sei numeri che si combinano), e spesso ci si accorge troppo tardi di aver fatto una scelta subottimale.

In due giocatori il gioco mostra (come spesso avviene negli astratti – tematizzati e non -) un’anima scacchistica, dove bloccare il motore dell’avversario è importante tanto quanto fare il proprio (se non addirittura di più).

In tre o quattro persone, invece, il blocco degli avversari è spesso involontario (è molto facile doversi “accontentare” di una determinata riva perché il nostro vicino di posto ha appena sfruttato quella che serviva a noi), ma la sensazione di astio al tavolo viene meravigliosamente mitigata dal fatto che spesso ci si regalano Noctiluca a vicenda.

Noctiluca gettoni punteggio
Le pile dei vasi disponibili e i gettoni punteggio.

Shem Philips, dai mari del Nord agli stagni della giungla

Noctiluca mi incuriosì fin da subito a causa del suo autore: Shem Philips, noto per aver creato la trilogia vichinga “of the North Sea”, capitanata da quello che ad oggi è considerato (in maniera abbastanza universale) il suo capolavoro, ovvero Raiders of the North Sea.

Quest’ultimo è un gioco di piazzamento lavoratori che ha saputo dare un twist interessante al genere, consacrandolo infatti nell’Olimpo dei titoli da avere assolutamente se si è amanti della sua meccanica principale. Ero quindi molto curioso di vedere cosa Shem sarebbe stato in grado di inventarsi per rendere interessante l’ennesimo dei tanti astratti tematizzati che ultimamente riempiono gli scaffali (ad esempio Azul, Sagrada, Photosynthesis, …), e la risposta risiede nella già spesso citata meccanica di “regalo” dei Noctiluca in eccesso.

Ad oggi, infatti, non avevo ancora provato un astratto tematizzato con elementi di interazione positiva tra i giocatori. Questa piccola particolarità rende Noctiluca molto appetibile tra coloro più dediti a titoli family: ogni persona al tavolo sentirà un senso di progressione nel proprio gioco accompagnato da questi piccoli atti di “gentilezza” da parte degli avversari (che, comunque, preferirebbero evitare).

La presenza del bonus relativo a uno dei colori dei Noctiluca permette anche di non pestarsi troppo i piedi nella fase di selezione dei nuovi vasi (esattamente come nel draft dei dadi di Sagrada), e difficilmente dona al gioco una dinamica simile a quella dei ruoli nascosti: riconoscere quale sia il colore bonus di un avversario da vantaggi abbastanza esili, meglio concentrarsi sul fare il tuffo migliore possibile.

Noctiluca pedine
Ecco i nostri impavidi tuffatori, mentre scrutano lo stagno prima di immergervisi.

Conclusioni

Noctiluca si dimostra quindi essere un titolo pulito e semplice da imparare, ma che comunque non esita a fornire ai partecipanti al tavolo diverse scelte non banali.

Tali scelte riguardano – oltre alla mossa attuale – anche una pianificazione dei turni successivi, che però viene spesso smorzata (se non addirittura resa vana) dalle azioni degli altri giocatori.

Il senso di progresso è comunque presente e forte durante tutta la partita (complice anche il costante aumento di valore di ogni vaso completato, grazie ai segnalini punteggio), e al termine di essa ognuno si sentirà comunque appagato nel contare tutti i vasi completati.

Per fare un paragone con i suoi “rivali“, direi che è più semplice di Photosynthesis, meno “cattivo” di Azul, più immediato di Sagrada – tutto ciò con i pregi e difetti che ne derivano -.

Insomma, un titolo che si fa rigiocare piacevolmente, grazie anche alla sua variante a giocatore singolo.

E bravo ShemMica scem.

5/5 (7)

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