Overseers – Recensione

Overseers

È noto come i giochi da tavolo prendano ispirazione dai “grandi classici” per rielaborarne le meccaniche. Se il premiatissimo Augustus di qualche anno fa parte dalla tombola, Overseers di GateOnGames si rifà all’idea del poker, la variante del Texas Hold ‘Em in particolare, per offrire un gioco basato sul bluff e la speculazione per 3-6 giocatori molto intrigante e profondo.

Contenuto

  • Regolamento
  • 11 carte Guardiano
  • 1 carta Leader
  • 1 segnalino Leader
  • 6 plance di riferimento
  • 36 carte Tratto
  • 6 segnalini voto
  • 80 segnalini punteggio

Il suo pregio più grande, il primo che inevitabilmente si nota, è l’estetica. I disegni di Studio Amatiz sono di grandissimo pregio, un misto tra l’art nouveau è l’illustrazione di scuola orientale. C’è anche una certa cura nella “direzione artistica” del gioco, per così dire, all’apparenza raffazzonata ma in realtà molto elegante.

Il contesto narrativo del gioco è la seguente: nell’universo, fin dall’alba dei tempi, due forze sono sempre coesistite a sorreggerne l’equilibrio in un eterno e dinamico bilanciamento. I nostri Dei, nella loro infinita saggezza, hanno inviato un gruppo di Guardiani (leggi: i giocatori) per proteggere il nostro Mondo. Essi hanno il potere di piegare i tratti umani al loro volere e combatteranno senza sosta per creare la perfetta simmetria tra i vizi e le virtù dell’umanità.

Overseers carte tratto
Le carte Tratto.

La Leggenda dei Sei Tratti

Overseers, dicevamo, è un gioco di bluff. All’inizio della partita si ricevono sei carte che rappresentano sia qualità buone che cattive degli uomini (Rabbia, Benevolenza, Lussuria, Coraggio, Speranza, Avidità), ciascuna con il suo punteggio e con le condizioni per ottenere punti, che vanno da tre a ventuno. Alcune hanno dei punti “statici”, mentre altre si moltiplicano a seconda delle copie possedute. Dal primo pool di carte si inizia un classico draft in cui, una alla volta, andranno scelte cinque carte che comporranno la mano con cui giocare il turno. Una volta che ogni giocatore ha composto la sua mano, ciascuno sceglierà tre carte da posizionare davanti a sé scoperte mentre le altre due rimarranno coperte.

Sulla base delle carte scoperte e di cosa i vari giocatori potrebbero aver tenuto nascosto, bisognerà intuire chi tra i tanti potrebbe avere la combinazione più potente di carte. Dopo averne discusso insieme, si fa una votazione segreta in cui ognuno nominerà in contemporanea il giocatore che crede sia più potente. A quel punto, il nominato avrà l’occasione di ammettere la propria superiorità, oppure di negare. Nel primo caso, il giocatore scarta due carte a sua scelta dalla combinazione, mentre nel secondo si procede alla verifica. Se l’accusato risulta avere effettivamente la combinazione più forte, questo è costretto a scartare le sue due carte più potenti, altrimenti può pescarne una aggiuntiva e sommarla alla sua combinazione.

Al termine della verifica i giocatori contano i propri punti definitivi per quel round. Al termine di tre round il giocatore con più punti vince, da che mondo è mondo.

Overseers guardiani
Le foto non rendono giustizia alle illustrazioni dei Guardiani.

In questo meccanismo si inseriscono le carte dei Guardiani, che vengono distribuite casualmente e differiscono di turno in turno. Ognuna di esse ha un potere speciale che il giocatore deve (e non può) attivare obbligatoriamente nel momento specifico del turno. Il Guardiano viene pescato prima dell’inizio del draft, perciò i giocatori dovranno scegliere le carte sapendo cosa il loro Guardiano potrà fare nel turno.

I Guardiani possono rubare punti e carte, creare delle copie di carte, spiare le carte coperte dei giocatori, e tanto altro. Vista la presenza di questo elemento temevo per il bilanciamento del gioco, ma a conti fatti ogni Guardiano si bilancia con l’altro e non c’è la classica situazioni per cui il gioco viene “rotto” da un effetto troppo sbilanciato rispetto agli altri.

Oltretutto, sempre per sottolineare la straordinaria cura nell’estetica, le carte Guardiano sono non solo ottimamente disegnate, ma la quasi totalità di ognuna di esse ha un personaggio corrispettivo rappresentato come se fosse speculare. A rappresentare la simmetria degli Dei, ci sono coppie di carte disegnate in modo “opposto”, in un certo senso, con effetti quasi complementare. Le uniche non complementari sono quelle, in termini di game design, interferiscono nel gioco trasformandosi in altri Guardiani oppure spiando le carte coperte degli avversari, ad esempio.

Overseers artwork
L’artwork principale.

L’idea del dover ammettere oppure no di essere il giocatore migliore è il punto di forza della dinamica di gioco. Sfoderare una “poker face” nella fase di discussione è fondamentale, perché la decisione da prendere nell’eventualità è molto importante.

Ammettendo la superiorità si scelgono le carte da eliminare, una mossa che limita gli eventuali danni ma, in caso di combo tra carte, potrebbe portare a perdere comunque parecchi punti. Negarla invece è il vero e proprio azzardo, si può essere premiati per l’onestà ricevendo una nuova carta, oppure si viene puniti perdendo le carte più potenti. In tutto questo, durante la decisione non c’è mai la certezza completa di essere il giocatore più o meno potente del turno.

Per questo, pur non incastrandosi mai, il gioco in tre giocatori rischia di essere molto semplice e poco “pericoloso”, oltre al classico pericolo dell’accanimento tipico di un trio di giocatori. Consigliabile quindi essere almeno in quattro per poter dare lo spettro completo delle possibilità, oltre alla presenza di più Guardiani al tavolo che possano mettere ancora più in difficoltà il giocatore chiamato a giudizio.

Overseers scatola
Tutta la scatola di Overseers.

Conclusioni

Overseers mi ha attirato per la grafica, in primis, ma la prova sul tavolo mi ha conquistato. Essendo un gioco di bluff, la dinamica rende al meglio con giocatori avvezzi alla menzogna, per così dire, e risulta estremamente divertente con persone vendicative al tavolo, soprattutto se insigniti del ruolo di Leader per quel turno, che ha il grande potere dell’ultima parola sui pareggi.

Il gioco fila via anche molto veloce, perché una volta che il vostro gruppo di gioco ha assimilato bene i poteri dei personaggi e le conseguenze del voto, una partita può anche concludersi in poco più di venti minuti.

La componentistica è ottima, come detto, e non solo per l’estetica ma anche per la qualità. Le stampe sono di grande fattura, così come la qualità della carta utilizzata. Le carte Tratto e Guardiano sono abbastanza resistenti, oltre ad avere un effetto leggermente traslucido in alcune delle loro parti. Ogni giocatore avrà a disposizione anche una tessera riepilogativa non solo del numero di carte presenti nel mazzo, ma anche dell’intera sequenza del turno, con riferimenti anche al timing di attivazioni degli effetti dei Guardiani.

Overseers quindi è più che promosso. La dinamica di gioco è vivace ed intrigante, non si piega a sbilanciamenti di sorta e garantisce sempre un certo “pepe”. Le illustrazioni e tutto il lavoro grafico inoltre, unite alla fattura della componentistica, è di un livello raro da vedere per un gioco venduto a poco meno di trenta euro.

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