Mi sono sempre divertito molto a guardare Top Gear, e la mia conoscenza del mondo automobilistico inizia e finisce nei vari segmenti del programma britannico. Intendiamoci, amo guardare una bella corsa automobilistica come chiunque altro, ma la mia macchina è perlopiù un mezzo per andare da punto A a punto B nel modo più efficiente possibile, e l’unica persona che ci mette le mani dentro è il mio meccanico Sandro.

Ho sempre guardato però con estrema ammirazione il mondo dei giocatori di simulatori di guida. Sono una nicchia, sanno di esserlo, e ne vanno dannatamente fieri. Tante volte mi sono ritrovato ad accarezzare l’idea di agganciare anche io un volante alla mia scrivania e provare una guida meno arcade ma sono una mezzasega poco paziente e mi sono sempre lasciato spaventare dalla mole mastodontica di informazioni da assimilare prima di poter condurre delle gare decenti.

Il centro simulazioni

Con Player.it ci imponiamo sempre di uscire dalla nostra comfort zone, quindi quando i colleghi torinesi mi hanno proposto di fare un salto al Driving Simulation Center che veniva inaugurato quel giorno, ho colto la palla al balzo e mi sono diretto lì con loro, ansioso di presentarmi come stampa e uscire alla prima curva una volta seduto al volante.

Devo dire che l’impatto visivo per chiunque entri nella struttura è affascinante, il locale è pieno di decorazioni a tema automobilistico (non che mi aspettassi altro) e sembra di stare nei box di una scuderia corse di alto livello. A farla da padrone ci sono i tre rig da corsa, che i ragazzi dello staff ci hanno gentilmente illustrato: le postazioni sono tutte munite di volante, pedaliera e cambio ad H Fanatec e di un freno a mano con una cella di carico da 300kg, mentre i sedili sono della Sparco e in vetroresina.

Fortunatamente avevamo con noi Marco, che oltre a essere un grande appassionato di sim-racing ha anche le capacità necessarie per guidare qualcosa che vada un po’ più veloce di una 500 degli anni ottanta, prontamente indicato come test-driver. Dall’alto della sua esperienza ha constatato che i rig sono estremamente validi a livello funzionale, ma secondo lui i settaggi della simulazione andrebbero ancora calibrati a dovere. Ci siamo confrontati sul tema con lo staff che si è mostrato aperto ad accogliere i suggerimenti, e ci ha garantito che nel corso delle settimane avrebbero cercato di raccogliere quanti più feedback possibile per offrire un’esperienza sempre migliore.

dettaglio delle mani di un pilota che sta guidando nella simulazione

Non chiamatela sala giochi

Mentre altri provavano i simulatori, ci siamo seduti a fare una chiacchierata con Nicola, il titolare della struttura:

Qui al Driving simulation center proponete delle attività che richiedono molta dedizione e allenamento pratico, ma partendo dalla base ludica del simulatore, giusto?

La componente divertimento ed emozione ovviamente c’è, perchè guidare un’auto da corsa in pista ti diverte e ti emoziona. Però c’è anche la componente educativa, perché nello stesso momento in cui ti stai divertendo stai anche imparando a guidare nel modo giusto, come affrontare una situazione particolare e anche pericolosa… questo è possibile perché stiamo parlando di una simulazione. Vengono tenuti in considerazione tutti gli aspetti presenti nella realtà, temperatura delle gomme dell’asfalto eccetera… Quindi metterti in condizioni ideali e semplici per quanto riguarda il veicolo e la situazione oppure oppure in condizioni particolarmente complicate come la nebbia. Questo insegna a guidare nel modo giusto, ma lo assimili divertendoti quindi di fatto non te ne accorgi. Quindi tutti gli automatismi che apprendi come l’utilizzo dello sterzo verranno poi trasposti in automatico. Qui si imparano molte cosa a cui normalmente non si pensa, abbiamo fatto l’esempio della temperatura delle gomme come se usare le gomme termiche risolvesse tutti i problemi della vita, che in realtà da semplicemente un range di utilizzo superiore che se ne esci la macchina parte per i fatti suoi comunque.

Mi ricordo di aver capito il concetto di controsterzo all’epoca in cui giocavo Colin McRae…

La differenza è che in un videogioco tradizionale tu dai una girata di sterzo più o meno giusta e il gioco pensa a fare il lavoro per te, in un simulatore no, va fatto come nella realtà. Nei film fanno vedere delle cose che su una macchina ti farebbero girare senza finire più. Se un simulatore è settato veramente bene la variabile diventa solo il pilota. Noi cerchiamo di insegnare per gradi tutto quello che c’è da sapere poi la differenza la fai tu!

il cambio ad H Fanatec montato su tutte le postazioni

Che attività avete in programma in questo spazio, o comunque nelle varie sedi?

Noi abbiamo due tipi di attività che proponiamo nei nostri punti vendita, a livello locale e nazionale. A livello locale organizziamo corsi di guida sicura per chi comincia, dei tornei tra amici, o all’interno dello spazio di torino, anche attività di marketing per prodotti e servizi. Il simulatore si presta ad organizzare di tutto e di più, con anche ampio spazio ad attività professionali. Poi vorremmo collaborare con la facoltà di ingegneria meccanica, perché questi simulatori lavorano anche con le telemetrie, quindi possiamo fare delle prove di assetto dei veicoli e tramite la telemetria e l’analisi dati se quello che i tecnici hanno pensato corrisponde alla realtà. Quindi si prova un assetto anche su un’auto normalissima e si fa un’analisi delle prestazioni del veicolo e gli studenti possono fare le loro considerazioni tecniche sui risultati ottenuti.

Si possono mettere in pratica impostandole sul simulatore e girando effettivamente con la macchina, verificando se funzionano oppure no. Questo te lo può dire sia il pilota che prova le impostazioni sia  la telemetria, perché tramite i grafici dettagliati che il simulatore fornisce si può vedere se c’è un riscontro rispetto al lavoro fatto. Questa è una cosa importante e bella secondo me, perché questi test fatti in pista sono molto costosi anche in termini di rischi e spostamenti. Mentre uno studente di ingegneria che studia qui in facoltà può fare tutto da noi comodamente. Siccome il riscontro a livello dei dati è accurato quasi al cento per cento a parità di condizioni. Poi ci sono i piloti che usano il simulatore per imparare le piste o le reazioni del veicolo, in questo modo quando vanno in pista buona parte del lavoro è fatta. Ovviamente nella realtà i parametri da tenere in considerazione sono maggiori, chi dice che che il simulatore è sempre uguale dice una fesseria, ma quantomeno da una direzione giusta per lavorare.

dettaglio dei volanti utilizzati nei rig del Driving simuation center

Come funziona l’accesso allo spazio?

È previsto un tesseramento, i nostri clienti li consideriamo sportivi, tramite l’associazione sportiva Eject, riconosciuta anche dal CONI. E questo vale per tutti gli altri centri, mentre a livello nazionale partecipiamo anche al torneo Porsche ufficiale. Anche tornei ed eventi dove mettiamo in palio turni in pista di trenta minuti, perchè siamo talmente sicuri del lavoro che facciamo che sappiamo che le persone qui imparano a guidare bene, e le persone che si mettono alla guida di un’auto da corsa vera sanno quello che fanno.

Che esperienza volete che si porti a casa un neofita che passa da voi?

Innanzitutto che si siano divertiti. Perchè il divertimento ti spinge a provare di nuovo e a tentare di migliorarti, competendo con gli amici e nei tornei… Mi interessa tanto però che dopo aver provato abbiano imparato qualcosa e acquisito delle competenze che possano portare sulla strada. Molti mi chiedono se non ho paura che chi prende la Ferrari e vince la gara sul simulatore poi faccia il fenomeno sulla Punto, ma non succede mai, perché un pilota che sa veramente cos’è la velocità si rende conto di quali sono i propri limiti e quelli della macchina e di quali sono i pericoli. Anche banalmente provando gli incidenti nel simulatore, se situazioni simili si presentano nella realtà farai di tutto per evitarle. E poi se uno vuole veramente divertirsi dal vivo può sempre andare in pista!

Pur sapendo che non diventerò mai un fenomeno al volante, sono felice di aver potuto assistere alla nascita di questa realtà a Torino. Nicola e il suo staff sono appassionati, pazienti e disponibili, e il pensiero che ci siano persone come loro che vedono nelle tecnologie delle possibilità concrete di apprendimento oltre che ludiche mi fa ben sperare in un futuro in cui questo tipo di riconoscimento sia più diffuso.

Al momento i Driving Simulation Center sono presenti a Firenze, Bologna, Lanciano, Torino Milano e altri sono in apertura a breve. Potete avere maggiori informazioni sulle loro iniziative a questo indirizzo!

5/5 (4)

Quanto lo hai trovato utile/interessante? Faccelo sapere con un voto!