Nel canale Youtube D&D Beyond i designer rilasciano frequentemente succose informazioni sulla quinta edizione del gioco di ruolo più diffuso al mondo. Il 13 marzo, Jeremy Crawford, Lead Designer di D&D 5, parlando delle novità per i Drow nel manuale in uscita il 29 Maggio, Mordenkainen’s Tome of Foes, ha rivelato una novità che ha destato scalpore nella comunità dei giocatori.

Alcuni, pochissimi elfi, ricevono la benedizione di Corellon Larethian – la principale divinità elfica, dalle fattezze androgine – benedizione che consiste nel poter cambiare il proprio sesso ogni giorno, dopo la trance che caratterizza il riposo degli elfi.

Gli elfi furono creati da Corellon e vivevano nella Selva Fatata (Feywild). L’idea, esplorata nel prossimo manuale, è che inizialmente potessero cambiare la loro forma a volontà, ma che persero questa capacità quando migrarono sul Piano Materiale. Alcuni di essi, però, l’hanno mantenuta in quanto benedetti da Corellon – in quanto creati a sua immagine e somiglianza, come dice già il Manuale del Giocatore a pagina 121.

Corellon Larethian
Corellon Larethian, il Creatore della stirpe elfica

La possibilità di scegliere se essere maschi, femmine o nessuno dei due (avendo quindi un sesso e un aspetto non-binario) ha attirato, oltre ai plausi e all’indifferenza, una gran quantità di critiche.

C’è chi dice che si tratta di una mossa sulla scia della moda politicamente corretta e SJW (Social Justice Warriors, termine dispregiativo che dovrebbe indicare chi, nel suo zelo per contrastare sessismo, omotransfobia ecc., eccede arrabbiandosi per ogni cosa, mettendo alla pubblica gogna persone considerate nemiche, e sostenendo fantasticherie basate più su Tumblr che sulla realtà dei fatti. Ma che spesso e volentieri viene invece usato da ultraconservatori per denigrare ogni accenno di progressismo).

Altri lamentano che questo cambiamento radicale ha mancato di rispetto della lore di D&D, rovinandola – nonostante Corellon sia notoriamente androgino fin dalle prime edizioni, e dunque una benedizione che rifletta questa idea si perde nel mare delle tante idee che negli anni entrano a far parte del multiverso di D&D andando a sviscerare e integrare intuizioni precedenti.

“Corellon Larethian rappresenta i più elevati ideali della genìa elfica: “egli” è talentuoso in tutte le arti e i mestieri, ed è patrono della musica, della poesia e della magia. Corellon è alternativamente maschio o femmina, entrambi o nessuno. […]” – È più canonico questo che la Classe Armatura ascendente.

Moltissimi non hanno neppure compreso che si tratta di una possibilità per i pochi eletti da Corellon, e leggendo solamente i titoli si sono convinti che ora tutti gli elfi di D&D saranno trans (o gay, a seconda della poca consapevolezza che questi individui hanno sulla diversità sessuale).

Questa possibilità peraltro ha dell’ottimo potenziale narrativo – pensate a una sacerdotessa di Lolth, nella società oppressiva e matriarcale dei Drow, che è segretamente anche un uomo rivoluzionario. O un elfo/a con due famiglie, inconsapevoli l’una dell’altra. O a quanto il cambiare aspetto possa creare situazioni intriganti per ladri, spie e diplomatici di ogni sorta.

La situazione, e l’ostilità di molti giocatori, mi ha fatto pensare alle innumerevoli e diffusissime battute sul fatto che gli elfi sarebbero effeminati, deboli, gay. Battute che magari, se ben congegnate, possono essere divertenti, ma che in molti casi raggiungono un livello che trovo sorprendente.

Commento sugli elfiPrendiamo ad esempio questo commento. Apprendiamo che tutti gli elfi sono gay e che, quindi, c’è una sola via d’uscita: ammazzare l’elfo ogni volta che se ne vede uno. Avrei ignorato questo commento se fosse stato un caso isolato. Invece si tratta di frasi e “battute” con una certa diffusione. E questo mi ha dato da pensare. Perché dire che bisogna ammazzare tutti gli elfi come se fosse una battuta? Dov’è il lato umoristico della vicenda? A che punto bisognerebbe trovarlo divertente? Eppure alcune persone hanno messo la haha reaction, l’hanno trovato ilare.

E così mi è tornato in mente ciò a cui pensavo già da tempo: non è che magari le battute sugli elfi, in particolar modo quando sono continue, reiterate, pesanti – specie quando arrivano al punto da perdere totalmente il lato umoristico e diventare un “bisogna ammazzare gli elfi perché sono gay, ahah“, nascondono pensieri effettivamente omofobi, transofobi e sessisti? Non è che magari se qualcuno trova irrimediabilmente divertente prendersi gioco di qualcosa che simboleggia femminilità, poca virilità, diversità sessuale, e fare la parte di quello che li ammazza se li vede, c’è qualcosa di più concreto e profondo sotto?

Ed ecco che ho pensato di creare un questionario per indagare sulla faccenda (condiviso su 7-8 pagine FB di gruppi di giochi di ruolo con iscritti che vanno oltre il migliaio). Ho chiesto ai partecipanti come si ponessero di fronte a tre elementi legati agli elfi: la nuova regola che permette loro di cambiare sesso; l’eterna diatriba “nani vs elfi”; e le battute sugli elfi gay, effeminati e deboli. E poi ho chiesto cosa ne pensassero di una serie di tematiche LGBT (unioni civili, matrimonio, adozioni, maternità surrogata, gay pride, discriminazione, transgender costretti ad andare nei bagni sbagliati, e bloccanti della pubertà per bambini e bambine trans).

Le mie ipotesi erano che l’ostilità alla nuova regola fosse correlata statisticamente a un maggiore conservatorismo sulle tematiche LGBT; idem il preferire i nani; e che fare battute sugli elfi sia a sua volta correlato all’essere conservatore e ostile alla comunità LGBT.

Queste le domande sulle tematiche LGBT e le relative risposte:Elfi e LGBT, Legenda

Ho raccolto esattamente 600 risposte, e dopodiché ho proceduto ad analizzare i dati. Vediamo insieme cosa è emerso:

Elfi e LGBT, risposte 1
La correlazione è piuttosto evidente.

Come si può osservare, più la regola sugli elfi benedetti da Corellon è vista negativamente, e più aumenta la quantità di persone conservatrici e ostili alle istanze della comunità LGBT. Il dato è piuttosto netto – basti considerare che il 44% di chi ritiene la regola una fesseria è contrario alle adozioni gay, contro il 21% di chi non la apprezza, il 9% di chi è neutro e il 2% di chi la apprezza. Ben il 46% di chi ritiene la regola una fesseria pensa che la discriminazione verso persone LGBT sia inesistente o ingigantita, contro il 25% di chi è contrario, il 6% di chi è neutro e il 2% di chi è favorevole agli elfi-cambia-sesso.

È apprezzabile che la maggior parte dei giocatori in tutte le categorie tenda comunque verso posizioni progressiste in quasi ogni ambito – ma non c’è alcuna garanzia su quanto il campione sia rappresentativo, e dunque non ci dice molto sul progressismo e il conservatorismo dei giocatori di ruolo di per sé, ma solo del variare delle proporzioni in base a certi elementi (ossia l’atteggiamento verso gli elfi).

Procediamo ad osservare i dati sull’eterna lotta tra chi sia meglio tra nani ed elfi:

Elfi e LGBT, risposte 2
Qui invece non c’è quasi nessuna correlazione evidente.

Contrariamente alle mie aspettative, i giocatori che preferiscono i nani non sono statisticamente più ostili alla comunità LGBT di quelli che preferiscono gli elfi. Sono contento di essere stato smentito su questo – ritenevo che il prendere le parti della fazione “nani” fosse principalmente in funzione anti-elfica (e quindi contro ciò che simboleggia femminilità, delicatezza, poca virilità).

Ci sono però un paio di elementi interessanti: su tre voci in particolare, delle differenze emergono. Sembra che i fan degli elfi siano significativamente più sereni con i Gay Pride così come sono (58%) rispetto ai fan dei nani (41%), che invece pur avendo lo stesso numero di contrari degli elfi, mostrano molti più giocatori che vorrebbero fosse una manifestazione più seria (46% contro 31%). Chi ritiene la diatriba inutile si pone in mezzo tra i due. Allo stesso tempo, pur avendo complessivamente circa lo stesso numero di persone che vogliono che le persone trans usino il bagno che preferiscono, un 10% in più di “elfi” ha scelto la frase che parla di “umiliazione intollerabile”, laddove i “nani” hanno preferito il “che ognuno vada nel bagno che vuole, è una questione inutile”. Queste differenze sul Pride e i bagni trans si potrebbero spiegare, forse, con una leggermente più diffusa accettazione e serenità verso ciò che è visivamente non virile, eccentrico, queer, rispecchiato dalla delicatezza e androginia elfica.

Al contrario, i sostenitori dei nani sembrano significativamente più favorevoli alla maternità surrogata (“utero in affitto”) rispetto ai fan degli elfi – non ho idea del perché.

E ora vediamo la parte finale, sulle battute:

Elfi e LGBT, risposte 3
Anche qui la correlazione è presente, pur se più debole di quella legata a come si vede l’aggiunta di elfi-cambia-sesso.

Come si può vedere, tra chi fa spesso battute sugli elfi ci sono più conservatori che tra quelli che le fanno ogni tanto; i quali, a loro volta, ne hanno di più di chi non le fa.

Tra coloro che non le fanno, la differenza tra chi non le ritiene un problema e chi pensa abbiano un sottotesto sessista e omofobo è minima: inesistente per quanto riguarda unioni civili, matrimonio, adozioni e GPA; mentre inizia a farsi vedere sulla questione del Gay Pride, sulle persone transgender e sulla quantità di discriminazione presente nella società. Insomma su quei temi più legati all’apparenza e a tabù prettamente sul “buon costume” e la virilità, gli stessi che dividevano lievemente fan degli elfi e fan dei nani.

Come si può vedere, questo naturalmente non significa che chiunque faccia battute sugli elfi è uno schifoso retrogrado, criptosessista, che vede la mano del giender ovunque. La maggior parte continua ad essere favorevole. Eppurtuttavia, un collegamento sembra esserci.

Scrivere un pezzo simile è difficile. Il timore e il rischio di sembrare un maestrino che vuole spiegare agli altri quanto sono omofobi è alto. Eppure ho deciso di provarci lo stesso, perché questi dati sono interessanti, e perché confido – a torto o a ragione – di riuscire a spiegarmi.

Quello che voglio lasciare è un invito. Un invito a pensare, quando volete fare una battuta sull’elfa che nasconde “una verga inamovibile” o su un elfo che parla francese e con movenze effeminate: come mai lo trovo divertente? È effettivamente una battuta ben giocata in questo contesto, o è solo l’ennesima solfa, trita e ritrita? E se è il secondo caso, perché mi viene da riderci? Cos’ha di buffo? Forse lo faccio per conformismo sociale? Forse non ci ho semplicemente mai pensato? O magari sotto sotto trovo che essere maschi poco virili, o essere una donna trans, siano situazioni di cui è divertente prendersi gioco?

In ogni caso, spero che la maggior parte di voi possa dare vita a nuove entusiasmanti storie grazie alla benedizione di Corellon, e che gli altri possano continuare a trascorrere sereni le proprie giornate senza pensare che gli sia stato rovinato D&D.

Buon gioco a tutte e tutti!

4.5/5 (2)

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