Angels of Death: Parliamo del secondo episodio

Copertina del commento del secondo episodio di Angels of Death

Warhammer+ continua la propria pubblicazione della serie animata Angels of Death e in questo secondo episodio, intitolato La Città Silente, iniziamo a vedere meglio il conflitto in atto sul pianeta Niades e quello che sta per scoppiare nell’orbita.

Dividiamoci!

Scena tratta del secondo episodio di Angels of Death

Nel secondo episodio, il cast di personaggi presentato inizialmente si divide. Non solo Livia e Hadrael rimangono sulla Spada di Baal, ma i dieci Astartes si separano in due Capsule d’Atterraggio che non riescono ad atterrare in punti molto vicini. Ciò pone subito un dubbio su quanto la serie riuscirà a valorizzare tutti i personaggi, poiché Livia e Hadrael potrebbero risultare messi in ombra.

Fortunatamente, l’episodio cerca subito di dimostrarci il contrario. Mentre gli Astartes muovono i loro primi passi sulla superficie di Niades, nell’orbita si sviluppa un’altra sottotrama che ci propone il classico modus operandi dei Culti dei Genoraptor, ossia l’infiltrazione e la devastazione dall’interno. I protagonisti potrebbero aver pensato di non doversi aspettare alcun male dalle altre navi stazionate in orbita, eppure scoprono presto il contrario.

Per ora Hadrael fa una singola apparizione che lo mostra piuttosto indaffarato, ma spero che più avanti possa dare di più. Livia, nel frattempo, si trova nel bel mezzo di un attacco e di un’insurrezione da parte dei Culti. Diventa subito un piacere vedere gli ibridi che iniziano a rivelarsi e ad arrecare danni mentre l’equipaggio della Spada di Baal tenta di gestire la situazione. Abbiamo quindi un assaggio di un altro fronte del conflitto che potrà effettivamente valorizzare i personaggi che probabilmente non vedranno Niades da vicino.

Scena tratta dal secondo episodio di Angels of Death

NOTA: Ho prestato attenzione solo adesso alle parole che Hadrael riporta sul proprio spallaccio sinistro. Si tratta di un estratto dal Catechismo dell’Autoculus di Marte, apparso nell’introduzione del regolamento della 4a edizione di Warhammer 40.000. In più, il codice binario sullo stesso spallaccio si converte in BLOOD.

Sulla superficie, invece, le due Capsule d’Atterraggio (una variante da 5 posti) si trovano separate. Qui iniziamo a vedere sempre di più l’azione dell’episodio e poco prima che scoppi il combattimento mi ha fatto piacere sentire un singolo effetto sonoro: si tratta del sibilo che emettono gli elmetti delle armature potenziate quando gli Space Marine entrano nei canali vox chiusi. Non è una caratteristica che viene sempre fatta presente nelle storie scritte, ma talvolta le persone con un orecchio allenato riescono a sentire un leggero sibilo statico che denota una cosa: gli Space Marine, anche se sembrano zitti, stanno comunicando tra loro tramite canali vox chiusi che non trasmettono l’audio verso l’esterno dell’armatura. Qui vediamo Kazarion ordinare l’entrata nei canali vox chiusi ed è proprio in quel momento che si sente il sibilo. Come tante altre, anche questa è una piccolezza che magari sarà passata inosservata a molte persone, ma è un’ulteriore piccolezza che mi trasmette rispetto per l’ambientazione trattata.

La Divoratrice incombe

Scena tratta dal secondo episodio di Angels of Death

Sempre prima che scoppi il combattimento, l’episodio ci mostra la conoscenza di Kazarion senza usare alcuna parola. Attraverso occhi potenziati e sistemi interni all’elmetto, egli osserva attentamente la bocca del proprio interlocutore, comprendendo d’avere davanti a sé un nemico ben preciso. Il combattimento scoppia in quel momento ed è un piacere vedere che Sangrael dimostri di meritarsi l’onorificenza di tiratore scelto sullo spallaccio sinistro usando il proprio Requiem Stalker con saggezza e precisione.

Proseguendo, alternando la visione della battaglia in superficie con quella in orbita, vediamo un altro momento in cui Kazarion deve reprimere la Rabbia Nera che incombe su di lui. Sono molto curioso di scoprire se riuscirà a dominarla, se cederà ad essa o se succederà qualcosa di più strano.

Alla fine, un altro ibrido mostra ancor più esplicitamente la natura del nemico. Dopo averlo sconfitto, Kazarion si rivolge agli altri e dice: “State guardando la faccia della Divoratrice”. Grazie al cielo, qualcuno sa di cosa si parla. Ho già visto troppe storie ambientate nei tempi contemporanei dell’ambientazione con protagonisti che non sanno mai nulla.

Scena tratta dal secondo episodio di Angels of Death

Poco dopo, l’episodio si conclude dando motivo di pensare che lo scontro in orbita sarà assolutamente importante per lo svolgimento della storia. Anche in questo caso non abbiamo avuto informazioni che si riferiscano alla Cicatrix Maledictum, quindi la serie si mantiene ancora vaga sul proprio posizionamento temporale. Tuttavia, aver citato il Sommo Sacerdote Sanguinario Corbulo nel primo episodio ci ha gi di capire che la serie si trovi comunque nel M41.

Nel frattempo, oggi è uscito Trail of Blood! Al più presto arriverà il commento di questo terzo episodio.

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Articolo a cura di Nicholas Sacco

Appassionato di ogni forma di gioco, che sia fisica o digitale, aspirante game designer e narrative lead, vorrebbe curare e/o creare ambientazioni che ogni nerd possa amare. Negli anni è passato da un interesse nei confronti dei giochi come puro consumatore ad uno in cui trova estremamente interessante approfondire le dinamiche delle compagnie e dei processi di sviluppo che stanno dietro ad essi.
Il suo lavoro gravita principalmente attorno agli universi di Warhammer in qualità di Astropate e attualmente collabora con Need Games per la localizzazione italiana del gioco di ruolo Warhammer 40.000: Wrath & Glory, ma si è espanso comprendendo anche argomenti videoludici come il franchise di Destiny.

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