Momento Review: Marneus Calgar, la serie a fumetti

Copertina per il Momento Review sui fumetti di Marneus Calgar

Prima o poi questo momento sarebbe arrivato. Marneus Calgar è la prima serie a fumetti di Warhammer 40.000 pubblicata da Marvel Comics e la storia va a toccare le origini di colui che dona il titolo alla serie, ossia il primo personaggio speciale di quest’ambientazione, ma accanto a queste origini si posiziona una storia ambientata nel presente post-Vigilus, comprensibile perché Marneus ha già subito il trattamento che lo ha reso un Primaris.

Vorrei partire con una presa di posizione: mi ritengo assolutamente tra le persone più ottimiste nei confronti delle serie a fumetti pubblicate da Marvel, poiché tutto ciò che dirò su questa serie non sarà in alcun modo dettato dai binari su cui la casa editrice ha portato la linea editoriale del multiverso Marvel negli ultimi… 5 anni, a mio parere. Credo che altri autori, con spazio e libertà, possano portare qualcosa di davvero buono in questo progetto, ma purtroppo Marneus Calgar non è stato quel qualcosa.

Due storie per cinque numeri

“Dai suoi inizi sul mondo di Nova Thulium, le sue campagne nelle Crociate Nere, fino al dispiegarsi del mistero dell’Altare Nero come qualcosa di mortale tornato dal suo passato e che riemerge per minacciare il presente del sistema Ultramar.”

Questa era la descrizione della trama di questa serie e, prima di analizzarla, vorrei rispondere a dei semplici dubbi.

  • Ci sono i suoi inizi su Nova Thulium? Sì, più o meno.
  • Ci sono le sue presunte campagne nelle Crociate Nere? No, non ho assolutamente idea di che Crociate Nere stia parlando.
  • Il mistero dell’Altare Nero si spiega? No.
  • Ciò che torna dal suo passato è mortale? Ma neanche minimamente.
  • Ma almeno minaccia il presente di Ultramar? Certo, come no, un po’ come un sasso minaccia un Titano.

Durante la lettura ho sempre avuto la sensazione che, per essere una miniserie composta da cinque numeri, due storie fossero troppe, specialmente nel caso in cui l’obiettivo è raccontare le origini di un personaggio storico come Marneus Calgar. Con questo Momento Review voglio farvi capire tutto ciò che, secondo me, c’è di giusto e sbagliato in questa serie.

Marneus Calgar #1

Copertina di Marneus Calgar #1

“Calgar sopravvisse quel terribile giorno, il suo cuore secondario recuperato tramite le arti segrete dell’apothecarium sebbene il primo fosse stato trapassato. Da quel momento in avanti non fu più visto sul campo di battaglia, ma continuò a comandare le armate dell’Imperium dal cuore del Senato di Vigilus. Purché abbattuto dalle gravi ferite subite, la sua mente era forte e acuta come sempre.”

Estratto da Imperium Nihilus: Vigilus in Fiamme

Questo fumetto si apre mostrandoci subito Calgar in azione sul campo di battaglia, quindi possiamo dare per scontato che la storia si ambientata tempo dopo gli eventi di Vigilus e che Calgar abbia avuto modo di ristabilirsi (avrei voluto un minimo cenno a questa cosa, ma sorvoliamo). Una massa di eretici sta invadendo Nova Thulium, un pianeta nel Sistema Macragge, quindi Calgar e gli Ultramarine sono intervenuti. In più, il tecno-prete Quintus Heximar ha avuto l’incarico di studiare la ricostruzione delle difese di Ultramar, motivo per cui accompagna Calgar ovunque vada.

Una volta mostrato questo duo, la scena si sposta verso una battaglia che pare volerci mostrare quanto questo fumetto non avrà mezze misure, poiché ci si lancia in un massacro di cultisti in cui domina il rosso del sangue e delle viscere. Gli eretici non possono nulla contro gli Ultramarine, tant’è che una Guardia d’Onore si era chiesta come avesse fatto una forza così piccola a penetrare così tanto nel loro territorio, inoltre Calgar dice di avere dei dubbi sulla situazione.

A quel punto, Calgar parla con Quintus e si lancia in un flashback che ci porta a un Nova Thulium di molti anni prima. D’altronde la serie deve parlare delle origini di Calgar, quindi ci viene presentato il secondo cast di protagonisti. Il giovane Marneus Calgar di origini nobili, il plebeo Tacitan e due cagaminchia che rispondono ai nomi di Severan e Kato. Il passato inizia a mostrarci simpatie e antipatie tra questi personaggi finché non essi non vengono richiamati da Crixus, un uomo che, dopo aver quasi superato i test per diventare uno Space Marine, è stato escluso ritrovandosi nel ruolo di primo maestro dei potenziali aspiranti. Crixus spiega che li accompagnerà nel loro addestramento iniziale, il quale si svolgerà sulla luna Thulium Minor.

Un ambull su Thulium Minor

Il giorno dopo, i quattro protagonisti approdano su Thulium Minor e Crixus rivela loro la verità sull’addestramento. Dovranno sopravvivere e raggiungere il rifugio situato all’altro capo della valle in cui si trovano, ma dovranno cavarsela con ciò che trovano sul proprio cammino e dovranno pure sfuggire ad un feroce Ambull.

Torniamo al presente e Marneus Calgar continua a interrogarsi sul perché dei cultisti si siano lanciati in un chiaro attacco suicida. Subito dopo diamo il primo sguardo a Thulium Minor nel presente e vediamo due tecno-preti, colleghi di Quintus, che vengono aggrediti da due Marine traditori della Legione Nera. Infine, una voce malvagia dice che questa volta Marneus non li fermerà, ma vediamo solo due ombre e non sappiamo chi abbia detto queste parole.

Con questo primo numero, Marneus Calgar si apre piuttosto bene. Al contrario di Fallen, fumetto scritto da George Mann per Titan Comics, i proiettili requiem funzionano come devono funzionare, inoltre Marneus viene adeguatamente caratterizzato nel presente e viene immerso in una situazione abbastanza strana da generare curiosità nel lettore, almeno per quanto mi riguarda. Il passato, allo stesso modo, ci introduce Marneus, i suoi compagni e l’inizio del suo addestramento. Per tutto davvero interessante e il fumetto alterna la storia ad alcune pagine che spiegano alcune nozioni basilari sugli Space Marine e sull’Imperium.

Nel complesso la serie ha una partenza che sembra voler porgere una mano al novizio che non sa nulla di Warhammer, ma senza banalizzare troppo la storia e offrendo l’altra mano all’appassionato che stava aspettando i nuovi fumetti di Warhammer.

Marneus Calgar #2

Copertina di Marneus Calgar #2

Il secondo numero inizia con Marneus Calgar che osserva gli addetti che ripuliscono il campo di battaglia dai cadaveri dei nemici finché non ritiene di dover possedere una base per le proprie operazioni. Le Tenute Calgar sono vicine, perciò partono per raggiungerle e la scena passa ai tecno-preti catturati su Thulium Minor che in breve tempo vengono uccisi. Non conosciamo ancora chi parli con una voce malvagia, ma vediamo il retro di due teste e iniziamo a capire quanto odio provino per Calgar e un apparente rispetto nei confronti di Khorne.

Marneus arriva alle Tenute Calgar e torna a parlare del proprio passato. Marneus, Tacitan, Severan e Kato affrontano il proprio addestramento imparando a sopravvivere nella natura di Thulium Minor. Man mano Tacitan e Marneus vengono emarginati perché mostrano supporto l’uno verso l’altro, mentre Severan e Kato vogliono solo dimostrare a tutti i costi d’essere superiori.

Marneus Calgar, Tacitan, Severan e Kato

Il tempo passa e vediamo che gli aspiranti aumentano, ma a volte diminuiscono pure a causa di qualche morte. Nel complesso si tratta di un addestramento interessante ed efficace, poiché Nova Thulium applica una sorta di sostituto delle prove iniziali affrontate dagli aspiranti Angeli Sanguinari. Quest’ultimi, prima di affrontare le prove vere e proprie, devono sopravvivere al lungo cammino attraverso deserti radioattivi, canyon, scorpioni giganti e altro ancora. I cittadini di Nova Thulium, invece, vivono su un mondo urbanizzato, quindi ricorrono alla luna pressoché abbandonata come terreno in cui coltivare i futuri difensori dell’Umanità.

Una notte, Tacitan e Marneus rimangono svegli fino a tardi e si accorgono che Severan, Kato e altri ragazzi si sono allontanati dal fuoco. Seguono le loro tracce e si addentrano nei tunnel che Crixus aveva proibito loro di esplorare. Sempre più in profondità, scoprono che non c’è solo roccia e tunnel umidi, ma un intero complesso sotterraneo in rovina dove giacciono numerosi cadaveri, tra cui alcuni astartes dei Predicatori in armatura potenziata MkV. Le mura sono ricoperte da icone di Khorne, rune di Colchis (mondo natale dei Predicatori) e altri simboli caotici, ma ciò non ferma l’esplorazione dei due ragazzi.

Alla fine dei tunnel si trovano in un’enorme sala che ospita un Altare di Khorne su cui gli aspiranti si stanno sfidando in duelli mortali. Attorno all’Altare, vari cultisti sorvegliano la scena, tranne il più importante. Crixus appare alle spalle di Tacitan e Marneus cogliendoli di sorpresa ed è lì che si prepara il palco per il colpo di scena finale. Crixus ha addestrato per decenni futuri aspiranti finché delle visioni non gli hanno fatto scoprire la fede in Khorne, portandolo ad addestrare cultisti e insabbiando possibili smascheramenti facendo uccidere gli aspiranti leali da quelli corrotti. Tacitan e Marneus combattono per liberarsi e Crixus trafigge mortalmente il petto di Marneus. Sorreggendo Marneus, Tacitan si butta insieme a lui da una grande frattura nella roccia. Dopo una lunga caduta, i due atterrano in una grande pozza d’acqua. Che culo, oserei dire. Tacitan si è buttato a caso, pensate a cosa sarebbe successo se l’acqua non fosse stata lì. Almeno si può dire che fosse meglio tentare piuttosto che rimanere lì e farsi ammazzare con il 100% delle probabilità.

Tacitan assume l'identità di Marneus Calgar

Infine, il vero colpo di scena. Marneus ha perso tantissimo sangue, diventa sempre più pallido e alla fine… muore. Tacitan non accetta il fatto che un ragazzo nobile come Marneus Calgar non diventi uno Space Marine, perciò decide che lo diventerà comunque e ne prende il nome per onorarlo. Subito dopo, torniamo al Marneus del presente e lo vediamo mentre osserva la statua del ragazzo da cui ha preso il nome: Marneus Calgar, morto a 12 anni al servizio dell’Imperatore.

Un finale sorprendente che getta nuova luce sul passato di Marneus. Qualcosa di totalmente inaspettato che pare specchiare il passato di Erebus, famoso membro dei Predicatori. Anche lui, da ragazzo, prese il proprio nome da un’altra persona che morì, ma si trattò di un furto d’identità. Marneus, invece, onora colui che ha sempre avuto un animo forte, ma anche gentile nei confronti di quelli che un giorno avrebbe voluto chiamare confratelli. Inoltre, sebbene l’informazione non sia nota a tutti, non nasconde la verità su questo fatto. La statua del Marneus Calgar originale è esposta in bella vista all’interno delle Tenute Calgar e dà il giusto rispetto al ragazzo che si sacrificò per affrontare gli eretici annidatisi nelle profondità di Thulium Minor.

Marneus Calgar #3

Copertina di Marneus Calgar #3

Dopo un colpo di scena allucinante, il terzo numero della serie continua a raccontare passato e presente di Calgar, ma inizia a perdersi. Marneus si era recato nelle Tenute in modo da avere una base per le proprie operazioni, ma non vediamo nulla di tutto ciò. C’è un Marine che gli parla di vari attacchi che stanno avvenendo attraverso la superficie di Nova Thulium e lui parte perché “Non siamo altro che una semi-compagnia. Hmm. Ci schieriamo per distruggere quello più grande e ignoriamo il resto”.

Aspettate un momento, questa è la grande tattica per cui c’era bisogno di una base che non viene nemmeno utilizzata? Un Maestro Capitolare con l’autorità di gestire intere forze planetarie sceglie di fare un bel dito medio a tutto Nova Thulium tranne un pezzo su cui si dovrà concentrare un’intera semi-compagnia. Fanculo organizzare schieramenti delle Forze di Difesa Planetaria, se la caveranno da soli mentre 50 Space Marine si devono concentrare su un singolo punto.

Proseguiamo e vediamo questo attacco terribile su cui Marneus si deve concentrare: fondamentalmente un titanico veicolo con un enorme rullo compressore che sta asfaltando una baraccopoli. Beh, magari sarà qualcosa di molto temibile, no?

No. Con il supporto di una Thunderhawk, Marneus e 5 Reiver atterrano sulla superficie del veicolo e ammazzano tutti senza la minima difficoltà. Marneus usa i Guanti di Ultramar per aprirsi un passaggio fino alla cabina di comando, fucila tutti e la situazione è risolta. Per capirci, cosa stavano facendo gli altri 45 Space Marine ritenuti assolutamente vitali per sventare il più grande attacco sull’intero pianeta? Attacco che ha richiesto solo Marneus con 5 Reiver per affrontare piccoli gruppi pressoché indifesi di cultisti. Io boh…

Con l’attacco sventato, Marneus e Quintus riprendono il loro discorso ed ecco arrivare il seguente scambio:

Marneus Calgar discute con Quintus Heximar

“Qual è il nostro prossimo compito, mio signore? Forze multiple sono ancora libere di terrorizzare le terre esterne e gli è stato dato il tempo di rischierarsi. Causeranno disordini e distruzione altrove. Non che io stia mettendo in discussione la vostra saggezza tattica, ovviamente, mio signore.”

“Ovviamente no, piccolo Quintus. Non sembri molto attirato da una morte prematura. Però dimmi, che cosa faresti?”

Ecco, questo dialogo è terribile. Detto da un altro personaggio? Nessun problema, piuttosto prevedibile se detto da uno Space Marine qualsiasi. Detto da Marneus? Decisamente no. Marneus Calgar è un personaggio che trova il valore in chiunque, non solo negli Space Marine. Non ritiene che gli umani non-astartes siano semplicemente dei piccoletti inferiori da proteggere, ma che si possono uccidere occasionalmente se ti contraddicono o se ti danno fastidio. Sebbene Marneus abbia posto la propria frase sotto forma di battuta, implica comunque che potrebbe comodamente uccidere qualcuno che mette in dubbio le sue strategie e questo non è Marneus. Se le mette in dubbio perché è un usurpatore che pensa solo ai propri interessi sì, ma in altri casi no. Nel 797.M41, Marneus, alcuni Space Marine e vari soldati della Milizia di Ultramar furono costretti a raggiungere la città di Zalathras a piedi. Gli umani non ressero lo sforzo come gli Astartes e alcuni tra quest’ultimi suggerirono di lasciarli indietro, ma Marneus si rifiutò categoricamente. Dovendo sopravvivere anche ad alcuni attacchi sporadici da parte degli Orki, ordinò di supportare i soldati esausti e/o feriti, arrivando anche a trasportarli sulle proprie spalle se necessario. Marneus stesso portò tra le proprie braccia il Luogotenente Janus dopo giorni e giorni di valoroso dovere.

Faccio davvero fatica a mettere in bocca a Marneus le parole pronunciate nel fumetto e questo terzo numero mostra subito due occasioni in cui il Maestro Capitolare degli Ultramarine dimostra una caratterizzazione completamente diversa rispetto a quella ricevuta in passato. Tuttavia, con diversa intendo stupida, non diversa, ma altrettanto valida.

Continua il passato di Tacitan, il quale risale attraverso i tunnel, invia una richiesta d’aiuto tramite un vox e cerca di impossessarsi di alcuni esplosivi al fine di far saltare in aria tutto il complesso sotterraneo. Gli esplosivi vengono piazzati, ma il ragazzo viene catturato prima di poter fuggire. Poco prima d’essere ucciso sull’Altare, arriva nella sala Arta, Sergente della 2a Compagnia (e ti pareva) degli Ultramarine con l’araldica un po’ a cazzo di cane. Arta si scontra con Crixus in un confronto poco credibile tra una spada potenziata e un’ascia a catena che termina con il traditore che esplode in una massa di sangue e interiora. Il sangue, appartenuto ad un vero guerriero, colpisce l’Altare su cui si trovano Severan e Kato, generando un terribile portale diretto verso il Warp. Severan e Kato vengono risucchiati e i tunnel crollano, ma Tacitan e Arta riescono a fuggire in tempo.

Il numero si conclude tornando al presente. Una Guardia Cadiana raggiunge Marneus e gli dice che le Tenute Calgar sono state conquistate. Sarà mica perché Calgar ha sbagliato ed è stato colto alla sprovvista? No, in realtà Calgar aveva un piano formidabile: dire su un canale non protetto che gli Ultramarine si sarebbero concentrati sull’attacco nemico più grande ignorando i restanti, così gli eretici si sarebbero raggruppati per attaccare le Tenute.

Marneus Calgar insieme ad altri Ultramarine

Allora, analizziamo bene la situazione. I caotici stanno attaccando in lungo e in largo, ma non stanno minimamente considerando le Tenute. Sebbene Marneus sia quello che onora il passato della persona di cui ha preso il nome, dice su un canale non protetto che tutti i Marine a sua disposizione attaccheranno un singolo punto affinché i caotici si raggruppino attaccando le Tenute. Non capisco, le Tenute non erano particolarmente protette, sono un luogo che Marneus ha preso in considerazione perché aveva bisogno di una base, quindi né lui né i suoi Marine vi si erano recati. Ciò vuol dire che i caotici potevano benissimo attaccarle anche prima, ma hanno deciso di farlo dopo che Marneus è andato a visitarle un’ultima volta. Che gentili, questi caotici. Inoltre, anche dando per scontato che i caotici volessero attaccare proprio lì, nella testa di Marneus non si forma l’idea di avvisare, di preparare una trappola, magari sfruttando quei dannatissimi 45 Marine inutilizzati. No, fa morire tutti come semplici esche vive. Improvvisamente Marneus Calgar si è trasformato in un perfetto Space Marine dei Guerrieri di Ferro.

Il numero si conclude con un ultimo sguardo all’intera semi-compagnia. I colori sono completamente buttati a caso, l’araldica mandata tutta a puttane, ma ormai è l’ultimo dei problemi di questo numero.

Marneus Calgar #4

Copertina di Marneus Calgar #4

Il quarto numero parte immediatamente con un massacro a senso unico in cui Marneus distrugge e ammazza tutti senza che ci sia una minima possibilità di contrattacco, poi passiamo rapidamente al passato e assistiamo alle prove degli aspiranti. Il Sergente Arta e un altro Ultramarine si stanno occupando di supervisionare le prove e già questo mi lascia un po’ perplesso, poiché stiamo parlando di un Sergente e un confratello comunissimo. Solitamente un compito importante come il reclutamento è supervisionato da cappellani e/o apotecari, quindi sgrano un po’ gli occhi davanti a questa situazione. Non che sia impossibile, stiamo parlando di tempi difficili per Ultramar, ma sono io che conosco il resto dell’ambientazione e posso formulare delle ipotesi. Un lettore qualsiasi non è tenuto a saperlo.

Addestramento di Marneus Calgar

Tuttavia, questa è solo una piccola goccia davanti all’oceano di espressioni confuse e basite che ha generato la mia lettura delle pagine successive. Arta e il suo compagno sono tranquillissimi mentre 40 aspiranti muoiono davanti a un ambull che non sapevano si trovasse su Thulium Minor (lo stesso visto nei primi due numeri). Dopo essersi liberati dell’ambull iniziano le prove vere e proprie, ma quasi tutte non sono prove con un senso, con un vero fine. Semplicemente sono modi con cui gli Ultramarine cercano di ammazzarli in ogni modo.

Degli Ultramarine si conoscono due tipi di test: la Prova d’Esposizione e la Prova di Sfida. La Prova d’Esposizione è pressoché ciò che abbiamo visto attraverso i primi due numeri della serie, ossia lasciare che gli aspiranti sopravvivano nella natura in base al pianeta (o luna) su cui si trovano. La Prova di Sfida, invece, prevede un combattimento tra un aspirante e un confratello del Capitolo. Ovviamente non ci si aspetta che l’aspirante vinca, ma si valuta quanto ha fallito.

Detto questo, mi era piaciuto ciò che avevo visto nel secondo numero, effettivamente iniziava a mostrarci come gli aspiranti tendano a formare già legami tra di loro, ad agire come confratelli che sopravvivono insieme per poi continuare ad essere legati saldamente nel caso in cui riescano a superare insieme la prova. Il passato degli Space Marine è un terreno fertile per la scrittura di storie che coinvolgono personaggi con cui il protagonista ha stretto un’amicizia fin dai tempi degli aspiranti oppure durante i primi anni da confratelli. Vi faccio due esempi:

Luis e Lorenz, i futuri Dante e Lorenzo degli Angeli Sanguinari, si conoscono da bambini mentre raggiungono il luogo in cui si terranno le prove ed è bello veder sbocciare un rapporto fraterno tra due personaggi famosi di questa ambientazione.

In modo simile, Sicarius e Numitor sono Space Marine che nel corso del tempo sono rispettivamente arrivati a comandare la 2a e l’8a Compagnia degli Ultramarine, ma la cosa bella è vedere il loro percorso come confratelli che facevano parte della stessa squadra e che con il tempo hanno scalato i ranghi.

Sia chiaro, ciò non vuol dire che Marneus dovesse necessariamente essere accompagnato da un altro personaggio abbastanza noto, ma in questo numero non abbiamo visto una Prova d’Esposizione, ma una banalissima presentazione PowerPoint di mille modi con cui dei dodicenni possono morire. Eppure, magari altri oltre a Marneus sopravvivono e quindi assistiamo a una crescita insieme a un suo futuro confratello? No, rimane solo lui. Dopo che inizia a ricevere gli organi aggiuntivi? No, tutti gli Ultramarine intorno a lui hanno l’unica funzione di morire per mostrare quanto lui sia tenace. Poi arriva una riflessione:

“Sopravvissi dove altri uomini morirono. Realizzai che è quello ciò che rende tale uno Space Marine. Sopravvivi finché tutto ciò che un tempo ti rendeva un semplice uomo è morto a terra.”

Niente, ragazzi. Kieron Gillen ha preso un personaggio estremamente noto pensando che nessuno lo avesse mai caratterizzato. Non gliene fotte nulla, non c’è alcun rispetto per il lavoro altrui e quello che fa lui è pure brutto. Ora vi mostro io Marneus, basta prendere il prologo di Calgar’s Siege, scritto da Paul Kearney:

“La stanchezza mortale è qualcosa che non sorge spesso in me, non nella carne e nelle ossa che il mio divino padre mi ha donato. Eppure ci sono momenti in cui una certa stanchezza si insinua nella mia mente, come l’ultima ombra del crepuscolo prima della notte. Non so da dove arrivi, sempre che non sia qualche insidiosa corruzione dell’Immaterium in agguato, che il Trono lo proibisca.

La elimino, la sradico, la brucio via dalla mia mente. In preghiera, in battaglia, la mia fede nel mio Redentore vive. Il Trono dell’Eterno Imperatore mi sostiene. Non ho mai parlato con nessuno di tutto questo, non con i miei più fidati confratelli, nemmeno con le ombre silenti agli angoli della Fortezza di Hera. Tengo tutto dentro di me, come una frattura, una crepa che deve essere custodita come una ferita nascosta. La posso sopportare, poiché tutta la vita è come una ferita e portarla imposta il nostro carattere e plasma la nostra anima in qualcosa di migliore, la tempra in un insieme più vasto.

Dolore. Io accolgo il dolore. È il modo in cui l’universo ci dice d’essere vivi.”

Marneus è uno Space Marine, ma come altri grandi leader, ricorda la propria umanità e talvolta la sente con forza. Qui, invece, continuiamo ad avere un personaggio che non è Marneus Calgar.

Tornando alla storia in atto, vediamo Marneus Calgar nel presente che sconfigge un Helbrute con un cazzotto e poi una scena nel passato in cui Marneus ha un dialogo con un’Inquisitrice che apparentemente si assicura che il suo incontro ravvicinato con dei seguaci di Khorne ed energie del Warp non lo abbiano corrotto. Inutile sprecare altre parole.

Proseguiamo nel presente e Marneus si trova su Thulium Minor, ma a bordo di un velivolo perché Quintus vuole mostrargli un luogo ideale per la ricostruzione delle difese (indubbiamente il momento giusto per farlo, no?). Quintus dice che alcuni tecno-preti non stanno facendo rapporto da un po’ di tempo e i lettori sapranno che si tratta del duo catturato e ucciso dagli eretici poco tempo prima. Appena si avvicinano alla zona in cui gli eretici si nascondono, il velivolo viene abbattuto e sopravvivono solo Marneus e Quintus. Marine della Legione Nera intervengono per ucciderlo prima che possano essere scoperti, come se far sparire il Maestro Capitolare degli Ultramarine non attirasse l’attenzione immediata di miliardi di persone.

Sul finale scopriamo l’origine della voce nera e malvagia di cui leggevamo le parole fin dal primo numero. Severan e Kato non sono mai morti dopo essere stati risucchiati dal portale dell’Altare di Khorne. Si sono fusi in un unico essere bicefalo che ora comanda le forze nemiche.

Passiamo al prossimo numero che è meglio.

Marneus Calgar #5

Copertina di Marneus Calgar #5

Arriviamo all’ultimo numero, il quale parte in quarta mostrandoci un gigantesco Signore dei Teschi al servizio degli eretici. Insomma, Marneus Calgar ha ucciso ben di peggio, ma almeno adesso sembra possa esserci uno scontro finale migliore piuttosto che l’ovvia macellazione di un cultista con due teste. Kieron Gillen cerca pure di pompare fortissimo la minaccia di questo Signore dei Teschi con la seguente didascalia:

LISTA DELLE PERSONE NOTE PER AVER TRIONFATO IN UN DUELLO CON UN SIGNORE DEI TESCHI:
//LA LISTA FINISCE

Uuuuh, siamo talmente edgy che mi sto già tagliando leggendo questa cosa.

Marneus e Quintus si ritirano nei tunnel di Thulium Minor, altri cultisti muoiono perché ormai è routine e si scopre che il complesso sotterraneo è in realtà un’antica nave dei Predicatori rimasta sepolta ai tempi dell’Eresia. Non si sa comunque perché, nel corso di secoli, nessuno abbia mai più indagato sulla presenza di un Altare di Khorne situato sotto la superficie e che ha persino fatto aprire un portale verso il Warp. Stiamo letteralmente parlando di una potenziale apertura nel Warp nel cuore del Sistema Macragge! Sorvoliamo anche su questo.

Marneus torna in battaglia, ammazza qualche Legionario e inizia a combattere con Severan-Kato mentre Quintus ci regala una battuta degna di un cinepanettone. Per un singolo momento ho sperato che il duello potesse donarmi qualcosa di inaspettato come Eugen Temba, il governatore imperiale di Davin che ferì addirittura Horus grazie al potere corrotto conferitogli dall’Anathame. Ovviamente ho riposto male le mie speranze, poiché Severan-Kato trafigge un cuore di Marneus, ma lui tira fuori tutto il Magnum P.I. che è in lui e risponde dicendo che l’imperatore gli ha donato due cuori, quindi strappa una delle due teste e fa precipitare il resto dalla stessa frattura da cui caddero Tacitan e il Marneus originale secoli prima.

Marneus Calgar distrugge un Signore dei Teschi

Il tutto si conclude con Marneus che esce dai tunnel, interrompe Quintus mentre sta cercando di parlargli dell’Altare che si è scoperto essere distrutto e infine… il Signore dei Teschi è morto. Non c’è un combattimento, non c’è una qualsiasi cosa concepibile su ‘sto mondo. C’è Marneus che interrompe un discorso come se dovesse solamente togliersi un sassolino dalla scarpa e nella tavola successiva (e finale) c’è lui che strappa la testa al Signore dei Teschi e spara ai meccanismi interni. Non c’è niente in mezzo che renda coinvolgente questo combattimento, è una merda e il problema non è che lo sconfigga. Come ho già detto, Marneus Calgar sconfigge ben di peggio, ammazza pure il Demone Maggiore di Khorne Ann’grath durante la Guerra per Sanctoria, ma qui il problema è il modo. È come se Gillen avesse esaurito le pagine e, non sapendo come risolvere la situazione, ha semplicemente tagliato tutto.

Teoricamente il fumetto finisce qui, ma c’è ancora una cosa di cui parlare. Prima di tirare fuori la sua frase molto maschia sul secondo cuore dopo la quale sarebbe dovuta partire la sigla di CSI: Miami, Marneus ripensa a tante battaglie che ha affrontato nel corso della vita. Peccato che qui si palesi una volta per tutte quanto Kieron Gillen sia malinformato.

Conflitti passati di Marneus Calgar

Vediamo un conflitto inedito chiamato Pacificazione Senza Voce, durante il quale il Sergente Marneus Calgar affrontò i Tau della Setta Vior’la. Peccato che i primi contatti con l’Impero T’au avvennero quando Calgar era già Maestro Capitolare da alcuni decenni. Ci sono anche altre scene rese abbastanza generiche da non generare cagate, ma poi c’è l’Assedio di Zalathras. Si dice che Marneus Calgar abbia difeso da solo uno dei cancelli di Zalathras per un giorno e una notte impedendo alle masse degli Orki di entrare. Tuttavia, è andata davvero così? Qualcuno, in questi anni, avrà forse scritto altro su Marneus Calgar, magari andando a prendere in esame proprio quell’assedio in un libro piuttosto piacevole da leggere? Magari, ma proprio magari, era una domanda a cui si poteva rispondere persino con una breve ricerca su Google? Insomma, io mi aspetto che l’autore a cui è stata affidata la storia d’origine di Marneus cerchi di informarsi sul personaggio.

Cara gente, la storia non è andata così ed è sempre il romanzo Calgar’s Siege di Paul Kearney a raccontarcelo. Marneus è rimasto solo, ma inizialmente aveva altri confratelli con sé e c’erano pure tanti soldati non-Astartes ad aiutarlo nella difesa del Cancello Vanaheim della città di Zalathras sul pianeta Zalidar. Marneus ha perso degli amici cari in quell’assedio e sostiene che il vero merito della vittoria sia da dare a un uomo comune che si sacrificò per difendere il sistema planetario che amava. Eppure Kieron Gillen non ha letto nulla di tutto questo, evidentemente ha letto una breve descrizione su un Codex pensando che fosse sufficiente. Come se non bastasse, durante tutta quella storia Marneus non aveva nemmeno con sé l’Armatura di Antilochus, poiché aveva con sé la sua famosa Armatura dell’Artefice, rimasta particolarmente danneggiata nel corso dell’assedio.

Dopo il finale

Dopo la scena finale abbiamo un’ultima pagina che fa presumere il futuro arrivo di un’altra miniserie che approfondirà la storia legata all’Altare Nero, ma purtroppo non mi aspetto nulla di buono. Questa miniserie fa acqua da tutte le parti, inoltre trovo sbagliato a priori l’approccio con cui è stata scritta. Al posto di far decollare una serie regolare avvincente, Marneus Calgar si limita a 5 numeri che ci danno la premessa di raccontare le origini del personaggio, ma poi raccontano una minima parte del suo passato. Ora, invece, abbiamo davanti la prospettiva di un’altra miniserie che continuerà il “mistero” dell’Altare Nero di Khorne nel presente, mentre il passato è ormai andato a farsi fottere e non è più rilevante.

Spero vivamente che, prima o poi, un autore prenda queste origini mantenendo il colpo di scena sul vero nome di Marneus e riscrivendo tutto il resto perché questo personaggio merita molto di più. Negli ultimi anni ci stavamo staccando un po’ dagli Ultramarine noti solo tramite i meme. Molte persone si stavano avvicinando alle storie su questo Capitolo assaporandone la vera storia e capendo che l’ambientazione non si scopre tramite i memini su Facebook e Instagram. Questa serie, invece, ci ha catapultati nuovamente nei tempi più bui. Gli Ultramarine continueranno ad essere materiale per meme e meno persone saranno attirate dalle storie scritte da Graham McNeill, Paul Kearney, Dan Abnett e altri autori che hanno saputo valorizzare un Capitolo che non è mai stato brutto.

Ciò vuol dire che ogni fumetto dell’accordo Marvel-Games Workshop sarà orribile? Non necessariamente, d’altronde l’accordo con Titan Comics ha tirato fuori quella ciofeca sugli Angeli Oscuri, ma ha avuto anche un autore che ha scritto una bella miniserie di Blood Bowl, quindi tutto dipende dagli autori che saranno coinvolti. Cionondimeno, mi ritengo profondamente deluso da Kieron Gillen, un autore di cui avevo apprezzato altre opere precedenti ambientate nei mondi di Warhammer.


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Articolo a cura di Nicholas Sacco

Appassionato di ogni forma di gioco, che sia fisica o digitale, aspirante game designer e narrative lead, vorrebbe curare e/o creare ambientazioni che ogni nerd possa amare. Negli anni è passato da un interesse nei confronti dei giochi come puro consumatore ad uno in cui trova estremamente interessante approfondire le dinamiche delle compagnie e dei processi di sviluppo che stanno dietro ad essi.
Il suo lavoro gravita principalmente attorno agli universi di Warhammer in qualità di Astropate e attualmente collabora con Need Games per la localizzazione italiana del gioco di ruolo Warhammer 40.000: Wrath & Glory, ma si è espanso comprendendo anche argomenti videoludici come il franchise di Destiny.

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