Momento Review: Warhammer 40.000, 9a edizione

Cara gente, i Momenti Review sono tornati! Era da un bel po’ di tempo che volevo ritornare a discutere delle ultime pubblicazioni di Warhammer attraverso degli articoli di approfondimento che espandessero i discorsi che solitamente facciamo insieme sul canale Twitch dell’Astropate. Si tratta di creare un percorso in tre fasi:

  • Un discorso in live Twitch insieme agli spettatori durante il quale discutiamo delle impressioni che la lettura o l’ascolto di un certo prodotto mi ha dato, magari unito alle impressioni date ad altri spettatori che hanno avuto modo di leggere o ascoltare la narrativa dello stesso prodotto.
  • Un Momento Review che analizzi il suddetto prodotto e discuta dei punti forti e deboli della sua narrazione.
  • Infine, Momenti BG e/o articoli di La Tempesta (altra rubrica che tornerà presto) che inseriscano gli eventi narrati in quel prodotto all’interno delle restanti componenti dell’ambientazione.

Anche se questo manuale è già uscito da qualche mese, ho deciso di partire dal regolamento della 9a edizione di Warhammer 40.000 perché indubbiamente in futuro tratterò pubblicazioni che si legheranno con le nuove parti d’ambientazione introdotte con questo libro, perciò voglio stabilire un punto di partenza. Discutere insieme dei punti forti e dei punti deboli della narrativa, ma anche di potenziali sviluppi per alcuni argomenti. Magari il prossimo anno mi troverò a scrivere “Aaaaah, avete presente quel punto del manuale che secondo me sembrava proprio puntare verso quello sviluppo di trama? Avevo detto una gigantesca cazzata!”, quindi tutti ne dovete essere partecipi.

Infine, un’ultima precisazione prima di arrivare alla reale discussione sul manuale. Come avevo comunicato attraverso i vari canali social, ora i Momenti Review si concentreranno sulle sezioni narrative e le regole saranno tralasciate. Mi piace seguire lo sviluppo delle regole e leggerle, ho pure seguito un corso universitario di game design perché l’argomento è di mio assoluto interesse, ma è da anni che devo concentrare il mio tempo e i miei soldi su prodotti prettamente narrativi (prevalentemente romanzi), quindi non riesco a fare modellismo quanto voglio e di conseguenza a giocare. Per questo ritengo che ora, nel panorama italiano, ci siano persone che sanno discutere di regole e tattiche molto meglio di me.

Detto questo, è ora di parlare d’ambientazione.

Riempire i buchi

Mechanicus e Cavalieri Imperiali di Warhammer 40.000

La fine della 7a edizione di Warhammer 40.000 cambiò lo status quo di molte cose nella galassia. L’uscita dell’8a edizione ci introdusse alle numerose conseguenze di questi cambiamenti, ma fu anche accompagnata dal romanzo Dark Imperium di Guy Haley, il quale ci catapultò subito 100 anni più avanti. La Crociata Indomitus, appena introdotta nel manuale base, era già terminata. L’ipotesi di molti fu la seguente: Games Workshop fa un salto in avanti con l’ambientazione, concentra le proprie campagne narrative sul post-Crociata Indomitus e la narrazione di tutto ciò che è successo in questi 100 anni viene affidata principalmente ai romanzi.

L’ipotesi di rivelò presto errata, poiché Dark Imperium di Guy Haley fu un salto che fu seguito solo da pochi altri romanzi, ossia dal sequel diretto Dark Imperium: Plague War e da Belisarius Cawl: The Great Work, sempre scritto da Guy Haley. Esclusi questi romanzi, l’8a edizione si concentrò totalmente sul raccontarci questi 100 anni. Fondamentalmente Games Workshop ha deciso di proporci il seguente modello: dopo circa 112 anni la Crociata Indomitus e porterà ad alcuni eventi specifici che abbiamo riassunto nel regolamento e/o approfondito in qualche romanzo, ma cos’è successo in questo lungo periodo di guerra? Scopriamolo con i prossimi anni di pubblicazione romanzata e manualistica.

Il regolamento della 9a edizione va ad aggiungersi all’enorme calderone di informazioni che compongono questi cent’anni di eventi galattici, ma ci sono ampissime differenze con lo stile proposto dall’8a.

Risveglio Psichico, saga ampiamente discussa nella sua analisi, segue questo modello, infatti i manuali che la compongono sono sparsi temporalmente in decenni diversi. Ad esempio, Fede e Furia è ambientato pochi anni dopo l’apertura della Cicatrix, mentre Sangue di Baal si colloca circa 70 anni più tardi.

Ordine, ma a che prezzo?

Blood Angels di Warhammer 40.000

Il nuovo regolamento che ci troviamo davanti va a fare ordine con le informazioni. Non un vero e proprio ordine temporale, ma una sorta di pulizia nell’esposizione delle informazioni. In pressoché ogni sezione dedicata alle varie fazioni giocabili non sono più presenti riquadri che descrivono la natura del loro arsenale, ad esempio gli Space Marine che usano le armi requiem o gli Skitarii che usano fucili radium. Stesso discorso per pagine dedicate a vari pianeti del Mechanicus o alle varie divisioni dell’Astra Militarum. Si tratta di informazioni ampiamente discusse nei Codex di ognuna di queste armate, tant’è che il regolamento di 9a ha abbandonato queste parti per introdurre meglio l’interezza della fazione. Insomma, se volete sapere che armi impugnano gli Skitarii potete comprare il Codex, ma prima di farlo cercate di capire chi sia questa gente. Il ragionamento fila ed effettivamente la presentazione delle pagine risulta realmente più “pulita” e senza artwork in mille posizioni diverse e con dimensioni ogni volta differenti che sembrano urlare “dobbiamo riempire le pagine”. Il nuovo regolamento è indubbiamente più ordinato in questo senso e pure le Zone di Guerra sono presentate insieme alle fazioni che coinvolgono al posto di essere tutte raggruppate alla fine.

Xenos di Warhammer 40.000

Parlando delle illustrazioni, non sono solo organizzate meglio. Artisticamente, questo regolamento è decisamente più ispirato rispetto a quello di 8a. Quest’ultimo introduceva alcune illustrazioni assolutamente degne di nota, ma in molti altri punti ne riprendeva di ben note per riempire almeno il 50% di moltissime pagine. Qui abbiamo illustrazioni estremamente interessanti come il collage di varie specie xeno sconosciute che ricorda tanto i misteri che pose un’illustrazione analoga nel regolamento di 3a edizione. Ogni appassionato sa che difficilmente vedrà quanto illustrato anche sui tavoli, ma allo stesso tempo si diverte a teorizzare chi siano questi strani esseri, come sia organizzata la loro civiltà, come si comportino militarmente e tante altre domande. Talvolta abbiamo anche delle eccellenze in illustrazioni che fungono da semplice accompagnamento per alcune descrizioni e penso che l’esempio più lampante sia quello delle “carte” che accompagnano la descrizione degli Dei del Caos.

Novità nel vecchio

Abaddon il Distruttore vs Roboute Guilliman

Per ora state vedendo commenti ampiamente positivi, eppure perché i titoli sembrano così minacciosi, così “Si, bello, ma…”? Abbiate pazienza, sto cercando di guidarvi in un lungo discorso.

Le informazioni nuove di questo regolamento sono davvero interessanti. In seguito alla conclusione di Risveglio Psichico, il nuovo regolamento ha voluto mostrare pienamente la crescente minaccia Necron e dei suoi Snodi Pariah, sebbene attualmente l’attenzione sia focalizzata solo su quello situato nel Settore Nephilim. Tutto ciò è davvero bello e ci permette di capire bene il nuovo status quo della civiltà Necron, ma non solo.

Altre sezioni del regolamento vanno ad approfondire un gran numero di argomenti già introdotti in 8a. Nella Zona di Guerra: Stelle Sferza andiamo a conoscere il nuovo Grande Immondo Slurg Glottathrax, mentre quella di Armageddon ci mostra quanto la minaccia di Angron sia dietro l’angolo, inoltre ci viene presentata la Zona di Guerra Laevenir. Personalmente l’ho trovata una delle parti più interessanti dell’intero regolamento, poiché ci descrive un conflitto tra Aeldari e Tiranidi in cui vengono coinvolte alcune misteriose specie xeno minori, tra cui Quelli che Sfuggirono alla Megera, esseri viventi con capacità di manipolazione temporale simili a quelle degli Hrud. L’ho trovato un pezzo estremamente intrigante perché gli Hrud sono tra le creazioni degli Antichi tanto quanto gli Aeldari, ma non conosciamo tutte le loro creazioni. Leggendo due sole pagine veniamo punzecchiati con una misteriosa specie che abita i mondi vergine degli Aeldari e che potrebbe essere un’altra creazione degli Antichi, magari dei proto-Hrud.

Zona di Guerra Laevenir di Warhammer 40.000

Allo stesso tempo, bisogna parlare proprio dei “mondi vergine”. Purtroppo si tratta di uno di quei termini che sono stati tradotti in un modo tanti anni fa diventando comuni agli occhi dei fan, ma che si sono portati dietro un errore (sì, sto guardando anche te, “Faraone” che ci portiamo dietro dal Codex: Necron di 5a). Crone World venne tradotto Mondo Vergine, ma crone vuol dire megera, non vergine. Molti potrebbero dirmi “Ma sticazzi, Nick, va bene così”, ma la parola megera fa un diretto riferimento a Morai-Heg, divinità Aeldari conosciuta come la Megera. Usando un termine più appropriato, una specie nota come Quelli che Sfuggirono alla Megera è autoctona di un “mondo megera”. Con questa associazione si raggiunge tutt’altro livello di mistero e personalmente spero che questa Zona di Guerra Laevenir non cada nel dimenticatoio e conduca a degli sviluppi.

Nel complesso, il lavoro di arricchimento è davvero pregevole. Tanti argomenti hanno ricevuto chiarimenti e/o nuove informazioni, inoltre la nuova mappa della galassia ci mostra come l’Imperium si stia impegnando nell’aggiornare le proprie mappe, ma abbia ancora intere porzioni ferme agli anni pre-Cicatrix. Tuttavia, ci sono dei lati negativi che non sono frutto di contraddizioni nelle informazioni o di autori che non hanno scritto qualcosa di abbastanza interessante. Questi lati negativi sono frutto del modus operandi di Games Workshop.

Tirarsi indietro

Mappa della galassia di Warhammer 40.000

L’8a edizione aveva portato una ventata d’aria fresca che aveva seminato tanta curiosità quanto dubbio. Che cosa succederà adesso? Mentre continueranno ad approfondire gli anni della Crociata Indomitus, come proseguiranno gli eventi galattici? Che fine hanno fatto tutti questi personaggi dopo oltre 100 anni?

Quest’ultima domanda ha causato non pochi timori, ma in realtà ci furono subito delle rassicurazioni dagli amanti dell’ambientazione. La maggior parte dei personaggi giocabili di Warhammer 40.000 non doveva temere in alcun modo lo scorrere di un secolo e i pochi che dovevano (Ad esempio Umani non-Astartes e T’au) avevano comunque accesso ad efficaci sistemi di stasi o trattamenti ringiovanenti capaci di allungare la vita di secoli. Pochi casi rimanevano ancora esclusi da queste motivazioni e non ci sarebbe voluto molto sforzo per creare qualche giustificazione valida.

Lo scorrere dell’8a e l’arrivo della 9a edizione, però, ha sancito la presenza di un certo timore da parte di Games Workshop. Con la 7a edizione abbiamo visto un progressivo abbandono di ogni forma di datazione ben precisa per gli eventi di qualsiasi cronologia e ora tutto sembra voler eliminare questo desiderio di scoperta del futuro. Mentre l’8a edizione ci sbatteva subito in faccia una mappa galattica usata nella seconda metà della Crociata Indomitus e battaglie ambientate dopo la sua fine, ora scoprire che cosa succeda dopo è diventato qualcosa di proibito, una curiosità tarpata con violenza.

Certo, è bellissimo scoprire che cosa sia successo “in mezzo”, ma è stata pressoché uccisa l’intera idea che sembrava voler allineare Warhammer 40.000 con la direzione presa da Warhammer Age of Sigmar. I Reami Mortali hanno costanti approfondimenti sparsi in ogni periodo storico della propria esistenza, ma allo stesso tempo ci sono manuali, campagne o romanzi che portano avanti l’intera ambientazione. Una gestione eccelsa che ora, giunta al Battletome: Sons of Behemat, continua a dare frutti buonissimi, ma che in Warhammer 40.000 è stata interrotta sul nascere. Dopo aver fatto un salto c’è stato immediatamente un pentimento generale.

Necron di Warhammer 40.000

In Games Workshop hanno preferito tirarsi momentaneamente indietro perché c’è un ossessivo attaccamento alla dicitura “Nel 41° Millennio” e/o perché non avevano ancora pensato bene alla gestione narrativa e modellistica di numerosi personaggi giocabili che avrebbero dovuto avere un aggiornamento con età differenti ? Chissà, purtroppo non possiamo saperlo con sicurezza, ma la cosa certa è che sia stato un peccato vedere questo tirarsi indietro proprio quando l’ambientazione sembrava essersi lanciata nel giusto equilibrio tra approfondimento e proseguimento.

A questo si aggiunge l’altro difetto che spero di veder sparire nel corso degli anni e che purtroppo questo manuale non risolve, ossia l’ordine degli eventi. Tutti ormai sappiamo che la Cicatrix Maledictum ha sballato lo spazio-tempo in tutta la galassia e infatti era stato molto bello vedere Guilliman che ingaggiava Historitor e collaborava con l’Ordo Chronos dell’Inquisizione per fare chiarezza su susseguirsi degli eventi, oltre all’introduzione di una sorta di nuovo calendario all’interno della campagna Imperium Nihilus: Vigilus Resiste.

Tuttavia, dopo aver detto questo, i manuali hanno abbandonato ogni tentativo di dare una parvenza d’ordine alle cose. Gli eventi di qualsiasi manuale succedevano, ma non si sapeva quando, bisognava tentare di capirlo (più o meno) incrociando mille piccoli collegamenti. Ad esempio, quanti sanno che le campagne di Vigilus sono accadute in piena Crociata Indomitus e non dopo la sua fine? Marneus Calgar era già un Primaris durante gli eventi del romanzo Dark Imperium, tant’è che ogni volta si nominava tutto tranne il nome della sua armatura, poiché cambiato durante un manuale ancora non pubblicato, ma tutto questo non potevamo ancora saperlo. Al posto di puntare su questi sforzi per riordinare gli eventi oppure farci capire quanto gli abitanti stessi della galassia siano confusi dall’attuale problema temporale, attualmente l’idea del “tempo distorto” viene usato come una semplice scappatoia per, molto schiettamente, sbattersene le palle di specificare.

Dai manuali potevate forse capire che gli eventi descritti nelle campagne di Vigilus e in Risveglio Psichico non accadessero uno dopo l’altro, ma fossero sparsi nell’arco di 100 anni, tant’è che Mephiston diventa un Primaris almeno mezzo secolo dopo la scoperta dello Snodo Pariah? Ovviamente no e questo è un problema. Un conto è creare mistero, un conto è buttare pezzi del puzzle a caso con solo gli autori Black Library che si sforzano di creare una parvenza di linea temporale.

Considerazioni

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Dopo tutto questo, come possiamo definire complessivamente il manuale che ci presenta questa 9a edizione?

Abbiamo davanti a noi un manuale eccellente sia dal punto di vista narrativo che artistico, ma che purtroppo è afflitto dai difetti che l’intera ambientazione si sta portando dietro da alcuni anni tra eventi troppo dispersivi, una continua insistenza nel non dire mai “Nel 42° millennio” anche se ormai è iniziato da un pezzo e una generale paura di andare avanti. Il manuale vale tutti i soldi spesi, ma si spera che i prossimi anni portino chi si occupa di queste cose in Games Workshop a fare il quadro della situazione e risolvere questi difetti importanti che non hanno bisogno di soluzioni complicate. Non sono necessari dei luminari della letteratura per dire “Il 41° millennio è finito”, “Questo è successo prima” o “Questo dettaglio fa presumere che queste guerre siano successe dopo questi eventi, ma gli studiosi imperiali stanno ancora indagando”.

Potremo vedere maggiore chiarezza in tutte queste cose mentre cercheremo di capire cosa succederà nella Zona di Guerra Pariah? Io lo spero e i futuri Momenti Review saranno qui per parlarne.

Ho rotto Baldur’s Gate 3 perché ho ammazzato tutti i goblin (e invece era colpa di Larian)

DIRT 5 (PS4) | Recensione