Momenti BG 13: Gli Orki e il funzionamento degli oggetti

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NOTA: I primi Momenti BG sono molto corti, penso ve ne siate resi conto. Nel caso in cui non lo sappiate, inizialmente i Momenti BG erano stati concepiti come brevi post sulla pagina Facebook dell’Astropate, solo con il tempo si sono progressivamente trasformati in post più lunghi fino a diventare veri e propri articoli d’approfondimento. Tuttavia, per pura completezza, anche i primi Momenti BG, brevi e molto timidi, sono inseriti affinché non manchi nulla.

Gli Orki, sebbene possa risultare strano, sono esseri complicati tanto quanto le altre creazioni degli Antichi. Sono stati creati con il ruolo di “razza guerriera” e hanno un’anatomia che incrocia le proprietà dei funghi con quelle animali. Tra le parti animali è incluso il cervello, il quale, nonostante non conferisca loro grandi capacità intellettive, compensa con altre capacità straordinarie.

Gli Orki sono programmati fin dalla nascita per lo svolgimento di un determinato compito e le loro abilità si risvegliano quando vengono ritenute necessarie. Ciononostante, anche l’abilità più sviluppata dell’universo ha bisogno di strumenti adatti ad applicarla.

Qui entra in gioco la seconda capacità straordinaria del cervello orkesco. Perché gli oggetti funzionano quando si trovano nelle mani degli Orki, anche quando teoricamente non dovrebbero? Certo, possiamo rispondere “sono psionici latenti, sono convinti che funzionino e quindi funzionano”, ma in realtà sappiamo VERAMENTE perché funzionano? Effettivamente sì, lo sappiamo (o almeno possiamo saperlo).

Il cervello degli Orki genera un campo entro un certo raggio, un po’ come un campo elettrico o magnetico, ma psionico. Utilizzando l’energia del Warp, proveniente dalla dimensione in cui le leggi universali si annullano, il campo psionico permette agli Orki di utilizzare un oggetto anche se teoricamente non dovrebbe funzionare. Questo campo è sempre attivo durante la vita dell’orko in questione e si dissipa lentamente dopo la sua morte. Ciò vuol dire che un oggetto rotto può funzionare anche qualche ora dopo la morte dell’orko, poiché il campo psionico non si è ancora dissipato.

Ragionando come un Inquisitore Radicale o un Magos Biologis Xenologis, a livello teorico sarebbe possibile sfruttare una componente organica proveniente da un orko piuttosto che da un umano all’interno di molte tecnologie, permettendo così il loro funzionamento incondizionato e aumentando enormemente la potenza dell’Umanità.

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