Seraphon: ritorno in carne e ossa per gli Uomini Lucertola?

Durante il Las Vegas Open 2020, Games Workshop ha annunciato l’arrivo della nuova edizione del Battletome: Seraphon, manuale che, oltre ad aggiornare quest’armata per la seconda edizione di Warhammer Age of Sigmar, ci aggiornerà sul suo background all’interno dei Reami Mortali. Tra le novità che andremo a leggere ci sarà quella che coinvolgerà dei nuovi Seraphon che prendono il nome di Coalescenti. Chi sono ed esattamente perché dovrebbero essere un argomento così interessante? Potrebbero comportare un ritorno in carne e ossa per la razza o sono qualcosa di diverso? Per comprendere a pieno bisogna partire dagli albori degli Uomini Lucertola.

Un passato turbolento

Quando il mondo-che-fu era ancora un geoide freddo popolato da creature gigantesche o antiche civiltà di cui non vi è più memoria, gli Antichi giunsero con le proprie astronavi per aggiungere questo pianeta ai propri domini, poiché ne avevano notato un potenziale unico. Lo spostarono dalla sua orbita originale donandogli un clima più temperato e ne manovrarono i continenti in modo da dargli una disposizione delle terre emerse più simile a quella generalmente utilizzata dai pianeti usati dal loro impero (sì, non è un caso che il mondo-che-fu assomigli alla Terra). Gli Antichi, nel tentativo di definire il futuro di questo pianeta, sfruttarono le proprie tecnologie di manipolazione genetica per dare vita agli Slann e poi ai primi Uomini Lucertola. In una magnifica era di progresso, gli Antichi crearono anche due portali ai poli del pianeta e col tempo manovrarono le specie esistenti per creare ciò che poi divennero gli umani, i nani e gli elfi. Seppur sconosciuto ai più, alla nascita delle future civiltà collaborarono molte divinità i cui culti crebbero proseguendo con la storia del mondo, collettivamente conosciute come i Primogeniti.

La Grande Catastrofe e il declino

Nel corso dei millenni seguenti, il Caos ribollì finché non fece collassare i due portali dando inizio a una titanica invasione demoniaca. Gli Antichi, nel vedere i propri piani rovinati, si ritirarono e abbandonarono il pianeta al proprio destino. Ciò che seguì fu il disperato tentativo di respingere il Caos e molte battaglie furono combattute. L’ultima di esse si svolse nella città di Itza, luogo in cui il Caos dovette fronteggiare Slann e Uomini Lucertola affiancati da Primogeniti come Asuryan, Taal/Kurnous, Verena/Hoeth, Morr/Ereth Kial, Shallya/Isha, Mathlann/Manann, Sotek, Ulric e Margileo. Quando tutto sembrava ormai perduta, furono lo Slann Lord Kroak e Asuryan ritornato dalle ceneri a salvare la città e di conseguenza il mondo.

NOTA: Se volete conoscere questo argomento nel dettaglio, vi consiglio caldamente la lettura del mio Momenti BG 48, attualmente disponibile QUI.

Da quel momento, Slann e Uomini Lucertola dovettero cavarsela da soli continuando a vivere nelle città-tempio, sorte attorno ai loro templi piramidali, inoltre cercarono costantemente di interpretare ed eseguire il Grande Piano degli Antichi. Ciò andò avanti per circa 6940 anni, poi venne l’anno 2519 IC.

La Fine dei Tempi

La Fine dei Tempi marchiò l’inizio dell’ultima guerra per gli Uomini Lucertola. Le loro terre, chiamate Lustria, vennero invase dagli Skaven, loro nemici millenari che non stavano assolutamente compiendo la loro prima avanzata su quelle terre. I conflitti durarono fino al 2526, anno in cui si arrivò ancora una volta a difendere la città di Itza. Gli Uomini Lucertola non ebbero la meglio e dovettero decretare fallito il Grande Piano, decidendo di abbandonare il pianeta. Vari templi piramidali e altri antichi edifici si rivelarono per ciò che erano realmente, ossia enormi navi con la stessa capacità di spostarsi nello spazio come la flotta degli Antichi. La partenza dell’esodo ebbe le proprie perdite, tra cui il leggendario Slann Lord Mazdamundi, ma alla fine gli Uomini Lucertola e gli Slann riuscirono a fuggire dal mondo-che-fu.

Nei Reami Mortali

Ai tempi del mondo-che-fu, gli Uomini Lucertola non si riproducevano tramite normali processi di accoppiamento e la successiva schiusura di uova, ma con metodi assai più particolari che svelavano anche la loro natura d’origine anfibia. Essi nascevano tramite l’utilizzo delle pozze della nascita, ossia paludi e stagni sacri delle giungle della Lustria da cui emergevano sotto forma di girini che successivamente sarebbero cresciuti in modo estremamente rapido fino al proprio sviluppo completo.

Con l’abbandono del pianeta e la sua successiva distruzione, la nascita di nuovi Uomini Lucertola fu bruscamente interrotta e i sopravvissuti presenti sulle navi si trovarono ad essere gli unici rimasti delle proprie rispettive sottospecie. Gli Slann, nella loro quasi-immortalità coadiuvata anche dalla loro capacità di attraversare meditazioni lunghe secoli, non ebbero così tanti problemi a vivere per innumerevoli anni all’interno di navi disperse nello spazio e senza alcuna meta raggiungibile. Gli Uomini Lucertola, al contrario, si trovarono ad affrontare un’estinzione di massa che alla fine uccise tutti.

Raggiungere Azyr

In un momento imprecisato dell’Età del Mito, gli Slann raggiunsero i Reami Mortali grazie al Grande Drago Dracothion, il quale notò le loro navi vaganti nello spazio ed ebbe una visione della morte del mondo-che-fu dopo aver comunicato la prima volta con i potenti figli degli Antichi. Seguendo la scia di Dracothion, gli Slann raggiunsero Azyr e vi si stabilirono.

Da quel momento, gli Slann cominciarono a muovere guerra contro il Caos dando sfoggio dei loro più grandi poteri magici. Manipolando e condensando le energie di Azyr, gli Slann ricorsero fecero appello ai propri ricordi e materializzarono enormi armate di creature identiche agli Uomini Lucertola, talmente fedeli agli originali che alcuni di essi portavano le stesse cicatrici di coloro che un tempo avevano camminato sulle terre della Lustria. Queste armate presero il nome di Seraphon e ogni volta venivano evocate per combattere al servizio degli Slann, tuttavia, alla fine delle battaglie sparivano ritornando ad essere semplice energia di Azyr.

I primi Seraphon permanenti

Col tempo, gli Slann iniziarono a mantenere “attivi” alcuni Seraphon anche dopo il termine delle proprie battaglie. assistenti scinchi, comandanti esemplari o altri Seraphon di vario genere cominciarono a rimanere al fianco del proprio signore e lentamente divennero esseri realmente esistenti e indipendenti. Non è chiaro se questi Seraphon permanenti, o almeno parte di essi, abbiano ottenuto una forma in carne e ossa o siano comunque rimasti composti da energia di Azyr, ma ciò non risolveva ancora il fatto che la loro razza non potesse rinascere finché non si fosse trovato il modo di creare nuove pozze della nascita o un qualsiasi altro nuovo metodo equivalente.

La rinascita

L’evento Malign Portents, avvenuto nel 2018, segnò l’imminente arrivo delle Guerre delle Anime e così la seconda edizione di Warhammer Age of Sigmar. Games Workshop pubblicò gratuitamente numerosi racconti brevi per accompagnare Malign Portents e la campagna mondiale Solstizio del Terrore, uno dei quali fu La Stella Morente. I fatti narrati in questo racconto sono estremamente interessanti.

All’interno di una nave-tempio, lo scinco Maq’uat si trova a dover svolgere i compiti del proprio Slann Lord Xuatamos e scopriamo l’esistenza di Seraphon che vivono e cacciano in enormi porzioni di giungla create all’interno della nave stessa. Successivamente, scopriamo anche l’esistenza di una camera di progenitura sorvegliata da un sauro di nome Narok-Gar. Maq’uat riesce ad ottenere il permesso di entrare nella camera, la quale ospita una grande pozza di progenitura accompagnata da svariati meccanismi arcani. Azionandoli, Maq’uat accelera la progenitura dei Seraphon per poi far sì che le armate si preparino a colpire Shyish, il Reame della Morte.

Grazie a questo racconto scopriamo che un metodo di creare nuovi Seraphon è stato trovato, ma non sappiamo esattamente quando sia successo e quanto siano diffusi. La storia dei Seraphon è ancora molto avvolta nel mistero, quindi non sappiamo se la prima pozza di progenitura sia stata creata o semplicemente scoperta recentemente o ancora prima dell’Età di Sigmar. Di conseguenza, si generano numerose ipotesi sulla nascita dei Seraphon e sulla possibile natura dei Coalescenti.

L’anatema definitivo

Sappiamo per certo che esistano Seraphon permanenti e altri che vengono fatti nascere dalle pozze di progenitura. Ciò che non sappiamo è quando siano state create/trovate le pozze e di cosa siano fatti i Seraphon resi permanenti dal tempo trascorso senza svanire e quelli nati dalle pozze. In battaglia, i Seraphon continuano ad essere entità che, quando uccise, liberano energia di Azyr dannosa per i caotici, quindi verrebbe da pensare che questa razza possa essere diretta verso un’incarnazione ancora più adatta ad affrontare il Caos. Forse non ci troviamo davanti a un ritorno dei Seraphon sotto forma di individui in carne e ossa, ma ad una definitiva evoluzione in una specie di elementali capaci di arrecare danno al proprio nemico assoluto anche nella morte. Bisognerebbe effettivamente citare un passaggio del racconto La Stella Morente:

La luce benedetta delle stelle si rifletteva sulla pozza di progenitura.

Questa frase fa pensare che l’energia di Azyr possa essere incanalata nella pozza e poi usata dai suoi meccanismi sacri per dare vita a Seraphon fatti e finiti. Credo che il futuro dei Seraphon sia quello di diventare l’anatema del Caos fin dalla composizione del proprio corpo e che i Coalescenti siano l’identità data al crescente numero di Seraphon che ottiene una forma fisica permanente dopo essere rimasto attivo per molto tempo dopo la battaglia in cui sono stati evocati. Otterremmo quindi nuovi Seraphon creati tramite le pozze, Seraphon ricordati e poi resi permanenti e infine Seraphon evocati dai ricordi che progressivamente potrebbero aggiungersi alle fila dei presunti Coalescenti.

Commercialmente parlando

Tutto questo discorso può essere espanso anche sul campo commerciale. Fin dal 2015 ci viene evidenziato quanto gli Slann siano fedeli nella materializzazione dei propri ricordi, dettaglio che renderebbe impossibile la nascita di nuovi modelli perché uno Slann non si permetterebbe mai di mescolarli per creare qualcosa di nuovo. La nascita di nuovi Seraphon, invece, aprirebbe le porte all’arrivo di potenziali sottospecie di Seraphon completamente nuove, ma pure ciò che credo siano i Coalescenti potrebbero diventare commercialmente importanti. Un Seraphon proveniente dal mondo-che-fu e diventato permanentemente presente nei Reami Mortali, quindi capace d’essere un personaggio stabile che si muove liberamente nell’ambientazione, può aprire altre porte, ossia quelle che potrebbero riportare tra noi alcuni personaggi del mondo-che-fu.

Conclusioni

Giungiamo quindi alle mie conclusioni su quello che penso essere il futuro dei Seraphon:

  1. I Seraphon, prima o dopo, hanno creato delle pozze di progenitura che permettono di creare nuovi Seraphon fatti comunque di energia di Azyr in modo da tornare ad essere una razza propriamente viva, ma anche in modo da essere l’anatema definitivo contro il Caos.
  2. I Seraphon che hanno ottenuto una forma fisica permanente sono in costante crescita e si chiamerebbero Coalescenti. In assenza di uno Slann abbastanza cosciente da poter coordinare un’armata, Coalescenti e Seraphon creati tramite le pozze possono muovere guerra autonomamente e vivere come una civiltà stabile.
  3. Le pozze di progenitura aprono le porte a futuri modelli Seraphon che non saranno solo svecchiamenti di modelli già esistenti, ma anche del tutto nuovi. Inoltre, queste nuove pozze di progenitura potrebbero addirittura essere capaci di creare nuovi Slann.
  4. I Coalescenti, invece, aprono le porte al ritorno di alcuni personaggi provenienti dal mondo-che-fu. Sicuramente non tutti perché sempre meno Slann sono vivi per ricordarli e sempre meno Slann hanno una memoria completa del passato, ma qualcuno potrebbe.

Nell’attesa di ottenere nuove informazioni ufficiali, spero vogliate espandere il discorso e discutere con me di questo argomento.

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Articolo a cura di Nicholas Sacco

Appassionato di ogni forma di gioco, che sia fisica o digitale, aspirante game designer e narrative lead, vorrebbe curare e/o creare ambientazioni che ogni nerd possa amare. Negli anni è passato da un interesse nei confronti dei giochi come puro consumatore ad uno in cui trova estremamente interessante approfondire le dinamiche delle compagnie e dei processi di sviluppo che stanno dietro ad essi.
Il suo lavoro gravita principalmente attorno agli universi di Warhammer in qualità di Astropate e attualmente collabora con Need Games per la localizzazione italiana del gioco di ruolo Warhammer 40.000: Wrath & Glory, ma si è espanso comprendendo anche argomenti videoludici come il franchise di Destiny.

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