Speciale Nintendo Switch: il lancio della nuova console | Parte 1


Presentata con un clamoroso colpo di scena lo scorso settembre e disponibile sul mercato europeo dal 3 Marzo, Nintendo Switch è senza dubbio il fenomeno del momento nel panorama videoludico. In un panorama fin troppo spesso accusato di essere stantio e privo di offrire consistenti novità, Nintendo ha tolto ancora una volta il coperchio del suo vaso di Pandora, proponendo un concetto all’insegna dell’originalità: la prima vera console ibrida.

Se ultimamente avete acceso la televisione sarete stati certamente bombardati dal “Come, quando e dove vuoi!” della grande N, un investimento pubblicitario senza precedenti dal 2007 ai tempi di Wii: Switch è la console che colleghi al televisore di casa, e al tempo stesso puoi mettertela in borsa e portarla a spasso. Fissa e portatile allo stesso tempo, è sufficientemente inserirla (o estrarla) da quel tostapane noto come dock station per far esplodere il 50% latente delle sue potenzialità.

Ora, non siamo qui per fare l’analisi delle specifiche tecniche, dal momento che per scelta Nintendo stessa si è sempre tenuta lontana dalle prove di forza alla Project Scorpio o PlayStation 4 Pro. Non perché la società di Kyoto non sia in grado di sformare una macchina performante: semplice non è quello il suo obiettivo. Lo scopo, invece, è divertirsi e trovare sempre nuovi modi per stuzzicare la fantasia degli utenti. Siamo qui invece per analizzare la situazione più spinosa attualmente inerente Nintendo Switch. Che poi, è sempre la solita solfa ad ogni lancio di una nuova console: i giochi.

Nuova console, nuova politica

Perché Wii U fallì miseramente dopo appena un anno e mezzo di vita? in cuor loro il nintendaro che è in noi lo sa bene, anche se ammetterlo fa sempre male: il problema erano i giochi. Wii U ha avuto almeno una decina di esclusive di rilievo, titoli indimenticabili come Captain Toad, Super Mario 3D World, Yoshi’s Wolly World, e potrei continuare (non molto a lungo, ma potrei). Il problema è che usciva uno di questi titoli quadrupla A ogni tre-quattro mesi. Nel tempo restante, la polvere si accumulava tiranna sullo squadrato pad della console, inutilizzata per giorni e giorni e giorni.

 

Ora Nintendo ha deciso di correre i ripari: nuova console, nuova vita. Questa volta ci saranno i giochi, tanti bei giochi, e non soltanto i tripla A alla “Mario, Zelda e Metroid”. Le terze parti sono state coinvolte sin dall’inizio per supportare la nuova macchina, in modo tale da evitare i periodi di vuoto siderale e tranquillizzare i giocatori che sì, vogliono il nuovo Super Mario, ma sicuramente non disdegnano il FIFA, COD o Assassin’s Creed di turno.

Analizziamo insieme il calendario delle uscite previste per Nintendo Switch questo 2017, e cerchiamo di capire se davvero è cambiato qualcosa rispetto agli errori commessi in passato, o se piuttosto, al di là delle rosee apparenze e aspettative, Nintendo Switch rischia la stessa ecatombe di Wii U.

Marzo è pazzo: si parte in quinta

Il 3 Marzo, dicevamo, Nintendo Switch era nei negozi. Soprassediamo sulle scarse capacità logistiche e di distribuzione della società, che non è quasi mai riuscita a rifornire tutti i distributori con un numero di copie sufficienti, nemmeno dei titoli più importanti del momento. Se avete seguito la vicenda degli amiibo durante il loro primo anno di vita, saprete certamente di cosa parliamo, ma lo stesso è avvenuto recentemente anche per il NES mini.

Il 3 marzo per Switch è accaduta la stessa cosa, ancora una volta: non tutti i negozi avevano la console disponibile, figurarsi poi i giochi. E non parliamo dell’alimentare sotto casa, ma anche di catene estremamente grosse. Il sottoscritto ha visto con i suoi occhi un Mediaworld con 7 console (7!) a fronte di decine di prenotazioni.

Per i giochi, invece, com’è andata? A livello di titoli disponibili, ci sentiremmo di dire: bene, ma non benissimo. Bene, però, sì. Ammesso di riuscire a trovarli in formato fisico, erano disponibili sin da subito il bellissimo The Legend of Zelda Breath of the Wild, la perla che il mercato aspettata da troppo tempo. Open-world, infinite possibilità, trama affascinante, e naturalmente il carisma di uno Zelda qualsiasi potenziato all’inverosimile. Il segno che i fan meritavano, dopo quattro tormentati anni di sviluppo.

Ma un momento ancora: The Legend of Zelda Breath of the Wild è uscito contemporaneamente anche su Nintendo Wii U. Eh sì, perché inizialmente il gioco era previsto per quella piattaforma, solo in un secondo momento il titolo è stato trasportato anche sulla neonata ibrida. Del resto, che senso aveva lanciare una nuova macchina privata di un titolo così importante, e che per giunta contemporaneamente arrivava sulla compagna più anziana? Non aveva senso, appunto: ed ecco qui Link su due console, come fu a suo tempo per Twilight Princess, uscito in contemporanea su GameCube e Wii.

Ma il nuovo The Legend of Zelda non è arrivato mica da solo: a fargli compagnia c’era un graditissimo ritorno di casa Konami, lo scomparso da anni e mai troppo poco compianto Bomberman. La mascotte tornava in un gradito ritorno alle origini in grado di strizzare l’occhio ai tempi moderni, in Super Bomberman R (la “R” di “Revolution” o di “Retro”? difficile dirlo).

Il terzo grande piatto della portata principale era 1,2 Switch, nuova IP incentrata sulle meccaniche party game. Di fatto, una discreta collection di minigiochi pensati per serate folli in compagnia di amici. Fatto curioso: il gioco per lanciare la nuova Nintendo Switch non prevede l’utilizzo dello schermo della console, ma soltanto dei nuovi controller dotati di HD Rumble, in grado di simulare con un elevatissimo grado di precisione la vibrazione di oggetti e il responso tattile degli stessi.

Quindi si poteva mungere una mucca, ingaggiare un duello tra pistoleri, e via dicendo, solo con il feedback sonoro e tattile del controller, lasciando da parte lo schermo della TV o del gamepad. Interessante, ma a dirla tutto anche costoso. 50 euro per un titolo mordi e fuggi privo di qualsiasi logica single player.

E diciamola tutta: se a suo tempo il ben più profondo Wii Sports fu regalato con Nintendo Wii, perché a questo giro non regalare dei minigiochi in grado di destare l’interesse nel nuovo compratore, magari con figli a disposizione? Un conto è comprare una console dai 330 euro e avere già un gioco, un altro aggiungere il cinquantone per il più economico di questi ultimi sul mercato.

Fermi tutti… e le terze parti?

C’erano, c’erano anche (e attualmente ci sono) le terze parti. Sempre il 3 Marzo avevamo dalla nostra Just Dance Switch, Skylanders Imaginators Nintendo Switch, FAST Rmx e un discreto numero di titoli retrogame in digital delivery (uno su tutti, il sempreverde Metal Slug). Ma veniamo ai titoli (in teoria) disponibili nei negozi: Just Dance è stato completamente rivisto per supportare, integrare e valorizzare i Joycons, con una reattività e precisione nelle risponde a stento credibile.

Gli Skylanders possiamo considerarli per quello che sono: un porting di un titolo multipiattaforma, che dalla sua ha però una nuova funzionalità sulla console della Casa di Kyoto: non serve la pedana per i Toys For Life. Il pad ha il lettore NFC integrato, dunque viva la portabilità. FAST Rmx era un peccato non citarlo: gioco di corse futuristiche, ha davvero poco da spartire con Mario Kart 8 (già allora previsto per fine aprile), ma non è stato commercializzato fisicamente, solo in digitale al costo di 20 euro. Peraltro una cifra davvero in linea con le modalità, classifiche, multiplayer e altro offerto dal titolo.

Digitalmente parlando, Neo-Geo ha dato una mano: qualche Street Fighters ha fatto capolino sullo store il giorno dell’uscita, e a un Metal Slug 3 a 6.99 chi è capace di dire di no? Tutti titoli, naturalmente, ripensati per la doppia modalità fissa/portabile di Nintendo Switch e per l’utilizzo dei due Joycon sia contemporaneo (single player) che in modalità orizzontale con il singolo strumento (single player/multiplayer locale). Insomma, al momento le terze parti (Ubisoft, Activision, Neo-Geo/Konami) le abbiamo viste, ma per il futuro?

Analizzeremo la situazione e ci sposteremo verso il presente il futuro di questo caldissimo 2017 Nintendo nel prossimo articolo.

 

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Articolo a cura di Simone Pettine

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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