Dreamscaper | Anteprima (PC)

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Il mondo che viviamo tutti i giorni è pieno di concetti riassumibili in dualismi: bene/male, luce/ombra, salute/malattia, sonno/veglia. Queste coppie di termini fanno parte di argomenti che spesso e volentieri ritroviamo nei videogiochi, nelle forme più disparate. All’interno delle meccaniche di gioco, all’interno dei concetti che la narrativa esprime, attraverso il senso del gameplay o nei dialoghi stessi.

Dreamscaper prende il dualismo tra il sonno e la veglia e ci costruisce qualcosa sopra; qualcosa di ancora claudicante ma allo stesso tempo funzionale. Prendendo a piene mani da generi come gli ARPG con base looter o dai roguelite, il titolo di Afterburner Studios propone al giocatore un patto: vivi tutta la giornata della protagonista, dagli incubi della notte al quotidiano del giorno.

Il gioco da noi provato, in una forma ancora imperfetta ma già promettente, a più riprese richiama gli apici dei roguelite ma fanno anche sorridere gli appassionati di giochi di ruolo nipponici, specie quelli più narrativi e chiacchieroni di casa Atlus (Persona 5 stiamo parlando di te).

Vediamo insieme di che cosa stiamo parlando più nello specifico.

Notti tormentate.

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Dreamscaper è il primo videogioco sviluppato dalla software house Afterburner Studios, azienda inglese da poco formata con un team di semi-veterani. Il titolo in questione non è altro che un action GDR strutturato secondo i canoni di un roguelite, con una elevatissima rigiocabilità che chiede al giocatore di seguire le gesta della protagonista Cassidy di giorno e di notte, in due situazioni completamente differenti.

Se di giorno Cassidy si ritrova ad intrattenere rapporti sociali con la gente che ha intorno, stringendo amicizie e rinforzando legami, di notte ella finisce per combattere incubi incredibilmente realistici che rovinano continuamente il suo riposo. Nei panni del giocatore dovremo affrontare gli incubi di notte per permettere a Cassidy di vivere maggiormente ciò che il giorno offre, ottenendo dagli eventi del giorno nuove armi, nuovi strumenti, nuove meccaniche con cui poter affrontare in modo più semplice la notte successiva.

Questo intreccio tra le due sezioni del gioco dona al titolo un bel twist rispetto ai canoni normali del genere roguelite; sebbene il risultato finale sia il medesimo, Dreamscaper finisce per impostare parte del suo gameplay sui retroscena della sua protagonista, sul worldbuilding e sulla gestione di un mondo che si vive e non si gioca. Un po’ come in Persona 5 sarà necessario stringere rapporti potenti per affrontare nemici potenti, tanto è importante l’amicizia nell’avventura della nostra protagonista.

Di chiacchiere e botte.

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Dal punto di vista prettamente narrativo Dreamscaper fa dell’introspezione il suo ingrediente principale, finendo per scavare spesso nei tormenti e nel passato della nostra protagonista con effetti gradevoli. Nonostante si sia molto lontani dalle narrative bombastiche di molte produzioni odierne, quella di Dreamscaper nel suo piccolo riesce ad essere funzionale, a prescindere dagli ampi margini di miglioramento esistenti.

Al momento di questa anteprima il titolo è ancora in stato di accesso anticipato, con sei livelli da esplorare da cima a fondo. Questi ultimi, al netto della rigiocabilità elevatissima, chiedono al giocatore un impegno di molto sopra la media a causa di una difficoltà tutt’altro che banale, con avversari particolarmente agguerriti e bossfight piuttosto lunghe.

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La nostra Cassidy, forte di un arsenale all’arma bianca (e poteri magici) piuttosto variegato, si ritroverà a dover affrontare un sacco di avversari diversi. Il gioco mette a disposizione del giocatore spade di ogni forma, lance, pugni, razzi e oggetti pericolosi di qualsiasi tipo. A questi andrebbero aggiunti anche un sacco di poteri speciali come palle di fuoco, stalattiti volanti, draghi malvagi o pozzi gravitazionali da cui è difficile uscire. La varietà dell’arsenale di Dreamscaper è senza dubbio uno dei suoi pregi più palesi, offrendo al giocatore una vastissima gamma di oggetti con cui affrontare le sfide del caso.

Piuttosto interessante anche il level design, che di stanza in stanza offre quasi sempre una sfida interessanti al giocatore. Non solo avremo la possibilità di affrontare i sopracitati mostri di varie forme e nature ma ci ritroveremo ad affrontare sfide di abilità o di ragionamenti, con semplici enigmi e piccoli puzzle. Oltre a ciò dovremo far anche i conti con le varie stanze puzzle o le benedette stanze per ottenere risorse utili come cure o tesori. Un’interessante variazione sul percorso che offre sempre qualcosa di nuovo al giocatore, previo superamento delle prime ore di gioco.

Inciampi.

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Il problema più grande del titolo resta infatti la lentezza iniziale, quando ancora si è costretti a giocare con un arsenale ed un numero di tecniche limitato. Questo non aiuta molto contro i nemici che, fin da subito, si presentano molto agguerriti e decisamente aggressivi rispetto alla media del genere. Nelle primissime fasi di gioco, in sostanza, il titolo si rivela essere quasi respingente nei confronti del giocatore, tra limitate possibilità ludiche ed un livello di difficoltà di poco sopra la media. Anche la completa assenza di volti è un problemino a cui far fronte, visto che rende ancora più difficile all’immedesimazione e la creazione di una narrativa veramente efficace.

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Nella nostra esperienza abbiamo collezionato decine e decine di game over durante le quindici ore di gioco fatte nel tentativo di svelare il maggior numero possibile di contenuti; i game over sono arrivati per le motivazioni più svariate e nei momenti meno opportuni a causa di nostri errori.

Se volessimo guardare il pelo nell’uovo non potremmo non citare anche una certa non incisività della narrativa all’interno del titolo, in secondo piano dal punto di vista qualitativo rispetto allo splendido gameplay. Plausibilmente ci sarà tempo per migliorare e sistemare anche quella, in attesa della release completa.

Dreamscaper è un roguelite dalle idee molto interessanti e dalla realizzazione ancora imprecisa che promette di far faville in una versione definitiva. Grazie al dualismo tra la parte action e quella narrata il titolo permette un esperienza molto più rilassata della media del genere, con una profondità quasi ruolistica ed una narrativa che invece ha ancor bisogno di un aiutino.