Until Dawn: Rush Of Blood – Provato


Articolo a cura di Eleonora Di Francesco


Until Dawn: Rush Of Blood, spin-off del titolo Until Dawn, è uno dei titoli disponibili per PlayStation VR, in esclusiva per PlayStation 4. Dal 16 ottobre 2016 abbiamo la possibilità di acquistare questo gioco in qualsiasi negozio, ad un prezzo del tutto onesto, se non fosse che per giocarci necessitiamo assolutamente del nuovissimo visore di realtà virtuale che, a differenza del gioco, ha un prezzo più difficilmente accessibile.


Una casa degli orrori come non l’abbiamo mai vista

Until Dawn: Rush Of Blood è un survival horror arcade in prima persona, dove tutto quel che dobbiamo fare è sederci sulla nostra carrozza delle montagne russe e, con l’aiuto dei PlayStation Move, far sì che le presenze malvagie non abbiano la meglio. Grazie al PlayStation VR l’esperienza di gioco è davvero immersiva, soprattutto giocando da seduti. I livelli di horror e di difficoltà di gioco sono abbastanza bassi, anche se tutto ciò è soggettivo. Per chi ha amato Until Dawn, giocare a questo spin-off sarà un piacere, perché potrà ritrovare nel percorso gran parte dei personaggi. L’ambientazione è molto suggestiva, passando da corridoi stretti pieni di oggetti o persone che tentano di ostacolarci, a spazi immensi con discese a tutta velocità, immerse nel buio. Con un buon paio di cuffie la possibilità di immergersi aumenta ulteriormente, anche se i suoni di gioco non sono ottimamente curati, dai rumori circostanti al doppiaggio. Tuttavia i personaggi interagiranno con noi totalmente in italiano, piccola accortezza che aumenta il nostro approccio con la realtà virtuale.

L’esperienza di gioco è davvero confortevole, il PlayStation VR è molto ergonomico, a tal punto da poter indossare il visore anche se portiamo occhiali da vista, il che è molto positivo per chi ne necessita. Il 3D è realizzato molto bene, scorre con molta naturalezza, il che fa aumentare la nostra sensazione di essere davvero in corsa su delle terribili montagne russe. La grafica è perfezionabile dal momento che soffre di alcuni problemi in termini di risoluzione. Questo è dovuto sicuramente, crediamo, al fatto che Until Dawn: Rush Of Blood sia uno dei primi titoli per PlayStation VR. Non sarebbe male se, come hanno reso ottimale il tutto, perfezionassero anche la grafica, così da renderci l’esperienza di gioco sempre più realistica. I PlayStation Move hanno un ruolo molto importante in questo videogioco, saranno le nostre pistole con cui andremo a sconfiggere i mostri che tenteranno di interrompere il nostro animato giro panoramico. L’uso delle armi è molto semplice e naturale, basterà puntare, sparare e ricaricare. Abbiamo anche constatato che è sempre meglio assecondare i movimenti del PlayStation VR, quando l’interfaccia di gioco si trova leggermente ruotata o scombussolata. Se terremo la testa dritta potremmo riscontrare un leggero capogiro, il che può essere un aspetto positivo per quanto riguarda l’efficacia del PlayStation VR, ma anche negativo se mettiamo in considerazione che siamo noi a giocare, e non è piacevole farlo con la sensazione di stordimento. Altro punto a sfavore del PlayStation VR è il filo, se pur lungo e agevole, abbiamo comunque un cavo che sta sotto i nostri piedi e che non possiamo vedere. Sarebbe meglio se in un futuro potessero rendere il visore un dispositivo wireless, ma crediamo che per questo saranno necessari più tempo e più soldi.

Commenti finali

Tutto sommato, Until Dawn: Rush Of Blood è stata un’esperienza davvero unica, e divertente. Sarebbe bello poter invitare tutti ad acquistarlo insieme al PlayStation VR, ma forse per molti di noi, rimane ancora un’ipotesi lontana.


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